18 mesi di fangazzidismo

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Missione compiuta. Elliott & Gazidis hanno fatto il tanto agognato treplete! Fuori dal campionato subito, fuori dalla coppa che conta (la qualificazione…si intende…) e fuori dalla Coppa Italia. Avranno brindato fino a notte fonda, Fangazzidis, i suoi più stretti collaboratori (una quindicina di dirigenti…) più i due figuri della comunicazione che gli buttano i petali di rosa quando passa l’AD dei due mondi. I festeggiamenti hanno anche interessato un altro traguardo, l’ennesima realizzazione del Piano Marshall, un piano che prevede il sempre e sicuro trionfo della Juve con conseguente affossamento dei nostri colori.

…era da poco passato Gazidis…

Fangazzidis ha lavorato (eufemismo) alacremente perché il treplete si realizzasse senza troppo sforzo e senza, soprattutto, dispendio di danari. Ma voi ve lo immaginate se fossimo andati in finale con conseguente elargizione di premi in denaro? E chi li sentiva poi i Singer? Con quale coraggio Fangazzidis avrebbe chiamato Paolo e Gordone? “Scusa Gordone, ma queste pippe hanno incredibilmente eliminato la Juve, contro ogni logica, contro ogni volere, contro ogni programma e soprattutto contro il Piano Marshall; Sire…sono costernato, non accadrà mai più. Mi assicurerò personalmente che a Calabria venga fatto un quinquennale!”

Del resto il peggior dirigente della serie A, se teniamo conto dei tanti costi e dei quasi nulli benefici…, aveva pianificato con attenzione e determinazione l’eliminazione di quello che rimane del Milan. Tutte le maggiori società hanno provveduto, in tempi più o meno brevi, a trovare un accordo con i giocatori circa la riduzione degli ingaggi a causa del Covid. Noi no; il nostro AD è stato impegnato in altro, come ci ha tenuto a riferire il Muezzin di Casa Milan nella consueta preghiera del sabato! Tutto il pianeta, e sottolineo tutto, ha trovato il mondo di comunicare durante la pandemia; perfino l’anno scolastico è stato faticosamente portato a termine grazie a varie piattaforme che hanno consentito a tutti di vedersi, parlare, lavorare e andare avanti in questo triste momento. Anche noi del blog ne abbiamo organizzata una. Soltanto questo incapace ed incompetente dirigente, che la sciagura ha voluto affibbiarci, non è stato capace di parlare ai giocatori!

Va capito, poveraccio…, in questi mesi ha lavorato al vaccino giorno e notte, ha costruito respiratori che portava di persona nei reparti covid, scavava le fosse comuni, imbastiva mascherine griffate…, faceva test seriologici anche a galli, conigli, maiali e pecore e soprattutto produceva segretamente tamponi per poter alzare la redditività di questa società accattona che non vogliono nemmeno i cani. Povero Aivan…, adesso che poteva finalmente dire due paroline alla squadra…, un rigurgito di razzismo lo ha totalmente portato fuori strada e il Mandela Bianco che è in lui non ha potuto esimersi dal far sentire alta la sua voce. Ah si, ogni tanto tocca anche occuparsi di quei quattro scarponi che vanno indegnamente in campo con la nostra maglia…, quindi con gran dolore ha pensato bene di litigare con Ibra e altre figure minori. Interessante la delegazione degli attaccati ai soldi: Ibra e altri tristi figuri di Raiola in odore di levarsi dai coglioni; perfino il secondo portiere ha abbracciato la strada del sindacalismo.

Sono venuti fuori i soliti spifferi, sono volate parole grosse che nessuno ha capito perché Borini è andato in quel di Verona. Insomma la gara contro la Juve, la squadra preferita di quello che sta alla comunicazione, è stata preparata benissimo, con il giusto umore. Diciamo anche che a Gazidis piace vincere facile, nei 90 minuti contro i bianconeri sarebbe emersa l’intelligenza media dei nostri giocatori, un’intelligenza tipica del babbuino. Chiaramente il mondo milanista si è sfregato le mani accontentandosi di non essere stato annientato. Sai che consolazione, me cojoni!

Così si va avanti di stagione in stagione, tra figure di merda, cocenti sconfitte e umiliazioni in serie che stanno producendo un progressivo e giustificato disinnamoramento verso i nostri colori. Diciamolo chiaramente, ormai di quello che è il Milan non frega più niente a nessuno. La tifoseria si abbandona ad orgasmi multipli per il ritorno di questo o di quello; gli allenatori vengono presi e destituiti durante la conferenza di presentazione. Lo stesso dicasi con i dirigenti; addirittura si fa trapelare che sta per arrivare un dirigente, no un allenatore, no un allenatore-dirigente che potrebbe anche giocare! Insomma si destabilizza tutto. Il mercato, o presunto tale, è frutto di tutto questo, mentre si prenotano poppanti, bambinetti, feti, ovuli e donne incinte. Dopo 18 mesi di fangazzidismo…possiamo dire che abbiamo il peggior dirigente d’Europa, una proprietà di speculatori che non ha alcuna intenzione di vincere, una squadra di babbuini e la solita fanfara mediatica che costituisce da sempre la metastasi più estesa di un cancro che ci ha ormai divorato. Amen.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.