Questione di mentalità

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Vedere una partita a San Siro regala sensazioni ineguagliabili ma, visto il periodo, anche solo poterla nuovamente guardare in compagnia è un passo avanti. Una delle tante cose che mi erano mancate durante il lockdown. Essere accolti in una casa dove si respira fede rossonera, passione per il calcio ed armonia, da “Haran”, una persona per la quale sono un perfetto estraneo, ed essere trattato come uno di famiglia, invece, uno dei tanti piccoli miracoli del night. Devo un grazie di cuore a questa perché la compagnia dei fratelli rossoneri per un pomeriggio è stato un segno di normalità. Quella normalità che ci era stata sottratta e stiamo provando faticosamente a riconquistare. Il tifo che manca dentro lo stadio lo facciamo noi, tra una tartina, una frolla al formaggio ed una (una… ‘nzomma…) birra. E’ tifo sincero non una coreografia digitale di quelle che propinano in TV. Pochi ma buoni, rossoneri ed appassionati. Il pomeriggio di Milan Roma inizia così, scambiandoci sensazioni e pareri e, tra una focaccina ed un fettina di salame, potremmo andare avanti per giornate intere. D.Raine anche per mesi… Il prepartita scorre via in un attimo.

Il vero protagonista è il caldo ma, d’altra parte, se si decide di giocare in Giugno e Luglio alle cinque del pomeriggio (e va bene le necessità televisive ma alle cinque non ha proprio senso…) non si può pretendere un clima da Primavera a Cortina. A Milano il termometro segna 34° che si accompagnano all’umidità tipica dell’estate padana. Potete immaginare cosa hanno trovato i giocatori dentro il catino di San Siro. Al confronto un forno a vapore sarebbe sembrato un’oasi di frescura in mezzo al deserto.

per un pelo…

Dopo un doveroso ed apprezzatissimo omaggio a Pierino Prati la partita comincia e dopo una quindicina di minuti di cazzeggio a basso ritmo Kulivert prova a metterla in mezzo da sinistra. La deviazione sfortunata di Kessie la mette sul testone di Dzeko tagliando fuori Romagnoli (ma non è colpa sua come mi spiegherà più tardi SEAL che è uno specialista del ruolo), che si perde la marcatura, ed Edin la spizza in una delle sue giocate vincenti. La palla che avrebbe potuto far girare la partita esce di un niente con Donnarumma (non nella sua migliore giornata, si nota dall’atteggiamento) completamente immobile. Dzeko normalmente quelle palle le mette dentro ma, evidentemente, non è giornata e la partita della Roma finisce lì. Non ricordo un’altra occasione giallorossa, nemmeno una mezza occasione, in tutto il resto della partita nonostante secondo Fonseca l’avrebbero giocata alla pari.

I rossoneri non fanno nulla di trascendentale ma sono messi bene in campo, ne hanno di più e con il passare dei minuti si vede. Non so se dipenda da una preparazione differente, da un maggior impegno dei giocatori durante il lockdown o, più semplicemente, dal fatto che la Roma ha avuto solo tre giorni per recuperare contro i nostri cinque. Fatto sta che più passano i minuti più gestiamo meglio la palla. Nemmeno i cambi riescono ad invertire il trend della partita, anzi. I nostri sembrano dare davvero nuova linfa togliendo mano a mano i giocatori più stanchi e sostituendoli con forze fresche mentre quelli giallorossi non sembrano sortire effetti di sorta. Saelemaeker in particolare entra con il piglio giusto alternando corsa e giocate dimostrando di poter essere un buon jolly con discreti margini di miglioramento ma anche il Paque, una volta tanto, fa onestamente il suo. Pur non creando moltissimo il gol sembra sempre più nell’aria e quando arriva, nonostante nasca da un errore dei giallorossi in uscita, ci sta tutto. Sulla palla messa dentro da Saelemaekers, Kessie fa una specie di mezza rovesciata che nemmeno lui sa come ha fatto. Respinta e Rebic la mette dentro. Anzi no, Mirante fa un miracolo alla Donnarumma e la devia sul palo ma è destino che quella palla debba andare in gol. Torna sui piedi di Ante che stavolta la scaraventa dentro di pura potenza e cattiveria.  Rebic sta diventando una piacevole costante… Il raddoppio, merito della determinazione di Theo che si procura un rigore sacrosanto, il finale più logico. Anche domenica, come a Lecce, non ho mai avuto la sensazione che non l’avremmo vinta. Al netto del periodo, del tempo infame e di tutto il resto, mi auspicavo di vedere qualcosa di buono nelle partite da qui alla fine di questa stagione disgraziata. Che una volta tanto ci vogliano accontentare? Lo vedremo nei prossimi impegni a partire dalla sfida di mercoledì in quel di Ferrara ed ancor più dalle partite contro le prime della classe che ci attendono nel prossimo futuro…

non ti stava facendo i complimenti. vediamo di capirci…

Vi riporto, testuali parole, parte dell’intervista di Calhanoglu a fine partita. “L’esultanza con Leao?” chiede il giornalista di DAZN…
Risposta… “Con Leao? Sono contento anche per lui. Ha fatto bene quando lui entrato, però lui è un giocatore molto molto talento, deve fare di più e poi alla fine (smorfia e tirata di collo di stampo gallianesco) manca solo un po di mentalità. Però noi dobbiamo aiutare lui”
Primo meriti un applauso per l’Italiano di molto migliorato, c’è voluto un po ma… Poi ne meriti un altro per essere stato chiaro che di più non si può senza aver avuto paura di urtare la suscettibilità di un compagno che la tirata d’orecchie se la merita tutta. Caro Leao, ti vogliono aiutare perché sanno che avresti delle possibilità e le stai buttando nel cesso, capiscono che potresti essere un valore aggiunto. Stanno provando a stimolarti alternando bastone e carota, ci proveranno, ma dovrai impegnarti altrimenti sarà tutto inutile. Se un compagno, in diretta, di fronte a tutti, ti manda questo messaggio senza tanti giri di parole i casi sono due. Se il talento ce l’hai e la voglia non ti manca tira fuori i coglioni e dimostra quello che vali. Se invece, come tanti altri, decidi di buttarlo al macero perché impegnarsi è troppo faticoso sei pregato di accomodarti. E’ tutto nelle tue mani. O adesso o mai più. E’ solo questione di mentalità.

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.