Bologna Milan 1-1, le pagelle della vergogna (arbitrale)

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Scrivo da queste parti da oltre sette anni, e chi mi segue sa che non parlo praticamente mai di arbitri, lo avrò fatto forse un paio di volte in tutto, ma stavolta è davvero impossibile tacere di fronte allo scempio odierno.

Il gol del Bologna è viziato da fallo su Ballo-Tourè, dal campo può non essere evidentissimo ma in sala Var non puoi non vederlo.

Venti minuti dopo Rebic viene azzoppato in piena area, anche lì Massa può non accorgersene in mezzo ad una selva di gambe ma l’immagine dal basso è evidentissima, Di Bello al Var muto.

Quello che accade nei minuti finali però è clamoroso, Lucumi controlla con il braccio sinistro larghissimo in piena area, qui se non fischi o sei cieco o sei incapace, e se dal Var non intervieni sei colluso.

A condire il tutto, la chicca dei soli 3 minuti di recupero concessi, sia mai che ci scappasse il nostro gol.

Sulla partita poco da dire, dopo il gol a freddo la pletora di mezze pippe che completano la nostra rosa hanno giocato la loro onesta partita, e alla fine avrebbero meritato i tre punti senza se e senza ma(ssa).

Le scelte di formazione di Pioli (che ribadisco, io avrei esonerato a gennaio) stavolta mi trovano completamente d’accordo, se devi giocare tre volte in sei giorni la partita da sacrificare era questa, poco da dire.

E qui apro un breve inciso filosofico sulla scelta “Champions o quarto posto” che tanto fa discutere, non solo qui sul blog ma anche nella nostra chat di redazione: cercherò di essere breve, all in sulla Champions e vaffanculo a questo campionato farlocco e pilotato.

Ero a San Siro mercoledì sera e vi assicuro che le vibrazioni e le sensazioni percepite erano impareggiabili, siamo tifosi e non analisti contabili, viviamo di emozioni e non di piazzamenti: ma chissenefrega se arriviamo quinti, dovrei forse sacrificare la possibilità di vivere un sogno oggi per privilegiare il pareggio contabile domani?

Che me ne fotte della prossima Champions quando ho di fronte la prospettiva concreta di poter lottare fino in fondo per provare a vincere questa?

A cosa serve ambire ad arrivare tra le prime quattro, ad alimentare virtuosismi contabili o a provare ad inseguire vittorie insite nel nostro DNA?

Come diceva Keynes alla lunga siamo tutti morti, la vita è adesso, hic et nunc.

Maignan: SV

Florenzi: 5 La gamba non c’è ancora, un paio di lanci discreti e una buona punizione neutralizzata da Skorupski ma per il resto si vede che gli manca proprio il ritmo partita

Calabria: 6 Buon ingresso, peccato per la randellata da ammonizione che gli farà saltare la prossima, ma in quella circostanza c’era poco altro da fare

Kalulu: 5,5 Nel complesso non giocherebbe nemmeno una brutta partita, ma la dormita su Sansone è troppo grave per concedergli la sufficienza

Thiaw: 6 In alcune circostanze sembra un pochino “legnoso” ma tutto sommato fa la sua parte senza troppi problemi

Ballo-Touré: 6 Alla fine mi va di dargli una sufficienza politica di stima perché è totalmente sgraziato ma percepisci che cerca di dare il suo 100% (che purtroppo per lui e per noi è poca cosa)

Pobega: 7+ (il migliore) Di gran lunga il migliore in campo, interdice corre imposta e segna un gran gol da fuori area, semplicemente inspiegabile il suo mancato utilizzo di questi mesi nelle rotazioni di centrocampo

Vranckx: 5 Ecco, lui invece si capisce già di più perché non giochi mai, partita anonima e confusionaria, con la chicca di una splendida apertura all’indietro nel nulla a regalare un corner ai felsinei con la nostra metà campo completamente libera da avversari

Saelemaekers: 6,5 E’ in un periodo di gamba frizzantina, corre e porta vivacità, subendo forse anche un terzo fallo da rigore che non ho citato in premessa per carità di patria

Messias: 6+ Entra in maniera convincente mettendo in mezzo due o tre buoni palloni

De Ketelaere: 4,5 Che tu lo metta titolare o riserva, all’inizio o alla fine, il risultato non cambia, il nulla cosmico, per il modo con cui si nasconde dietro l’avversario sembra giocare con la paura certificata dal suo numero di maglia

Brahim Diaz: 5 Pochi minuti a disposizione, ma il rammarico di almeno due palle gol sprecate

Rebic: 5,5 Quanto meno ci mette anima ed impegno fino alla fine, ma l’Ante risolutivo delle stagioni scorse è ormai sparito dai radar

Origi: 4 Inutile perdere tempo per formulare un giudizio definito, basta il voto

Leao: 6+ Poco più di venti minuti con il freno a mano tirato, ciononostante confeziona un paio di nitide palle gol vanificate dai compagni

Pioli: 6 Sulle scelte odierne poco da dire, di fatto si gioca la stagione martedì prossimo

Max

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.