Non essere triste perchè è finita, sorridi perchè è successo

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Siamo arrivati alla fine di questo anno nefasto per mille motivi ma che dal punto di vista sportivo, anche senza trofei vinti, ci ha regalato molte soddisfazioni e, soprattutto, la speranza di poter tornare a pensare in grande. Dopo anni di magra e di umiliazioni, la sola speranza di giocarsela può sembrare poco ma non lo è affatto.

Chiudiamo il 2020 in testa alla classifica, cosa già di per sè straordinaria, e con Artemio che direbbe “Interessanti prospettive per il futuro”. Sembra una vita fa quando uscivamo da Bergamo umiliati e sconfitti, eppure da lì, come dicono i protagonisti, è cominciato tutto. L’arrivo di Ibra e Kjaer, la costruzione di un gruppo che sembra essere sano e solido, l’arrivo, anche se in sordina, di Pino dal Belgio, che da signor nessuno è arrivato ad essere un protagonista. Come direbbe Larry, oggi l’allenatore dei cuginastri darebbe Hakimi più 80 milioni per avere Pino in squadra. Insomma, come spesso succede, quando si tocca il fondo del barile, poi si inizia a risalire. Nel 2020 abbiamo perso un’assurda e strana partita contro il Genoa (assurda e strana per il clima che c’era in quella giornata) ma poi è stata una vera e propria cavalcata per rivedere la luce. Qualche momento di difficoltà ma anche tante piccole gioie. Ricordo lo scetticismo che c’era in tutti noi dopo l’ennesimo inizio di stagione balordo, il Giammaestro e tutto l’ambiente che era passato dalla testa alta alla testa dentro al cappio. Eppure la baracca si è raddrizzata e quando si stava per rovesciare con l’arrivo di Rangnick, si è rimessa in piedi ed ora è un piacere ricordare gli ultimi 7 mesi di Milan. Ad onore del vero, se la baracca è rimasta in piedi lo si deve anche a Paolo Maldini che ha tenuto duro, nonostante anche il sottoscritto l’abbai sempre considerato non (ancora) adeguato a quel ruolo.

Credo di essere fuori controllo da diverse settimane. Sono stato un fan del rientro di Ibra fin dall’annuncio ufficiale e questo ha portato a creare delle aspettative in me molto alte. Chi mi conosce un pò, ha rivisto in me l’occhio gasato del Milan dei tempi belli, quell’occhio che si chiudeva alla fine della partita per riaprirsi pochi secondi dopo in attesa della successiva. Così in loop, per settimane e mesi. Pensate solo una cosa, mia moglie mi ha conosciuto nel bel mezzo del Giannino Golden Age. Pessimismo e fastidio, umiliazioni e paracarri. Ora vedendomi correre per casa o in ginocchio in lacrime al gol di Theo, sta seriamente pensando di chiedere asilo in un altro Paese. Parliamoci chiaro, quanti si sarebbero aspettati di (ri)vivere queste sensazioni in un anno così devastante per tutti? Io sono grato a questa squadra perchè, nonostante per mesi l’abbia criticata (giustamente), ora sta riaccendendo il fuoco di tutti i tifosi e se Colui che vede e provvede, arrivato dalla Svezia mi dice “Io ho mio obgiectivo”, mi preparo a buttarmi nel fuoco al suo fianco. Non è solo sboroneria la sua, ha in testa una cosa precisa ed è in missione per conto di se stesso. Godiamoci questo momento, ripeto, abbiamo bisogno e ci meritiamo di esultare, di arrabbiarci e di ri-esultare di nuovo. Ripeto, C-E L-O M-E-R-I-T-I-A-M-O.

Il 2021 sarà un anno lungo e difficile, sportivamente parlando. Sognare non ci costa nulla, siamo ancora lì davanti, nonostante un mese di dicembre nel quale dovevamo trovarne undici sani e maggiorenni da mettere in campo. Il nostro “obgiectivo” non è vincere subito ma è competere, io la vedo così. Essere lì, dare fastidio, ricominciare a far rosicare i tifosi avversari è già un bel traguardo. La tavola si sta apparecchiando per il futuro. Certo, come dice Pioli, se arrivi ad Aprile là davanti, allora inizi a fare dei ragionamenti diversi ma per ora, continuiamo a goderci questo spettacolo. Non facciamo gli scaramantici, non serve a nulla, dobbiamo ambire, dobbiamo pensare in grande. Come dice Ibra “se ti alleni bene, giochi bene”. Io mi permetto di dire, se ci alleniamo a pensare in grande, anche la squadra comincerà a ragionare da “grande”. Guardate questi ragazzi, alcuni di loro erano spaesati (Calhanoglu) o fuori posizione (Kessie) eppure ora sono lì a tirare la carretta perchè hanno capito che cullarsi nella sufficienza porta solo alla sufficienza, bisogna alzare l’asticella. Se porti risultati, i tifosi poi ti danno la spinta, da sempre è così. Ovunque.

Non dobbiamo avere paura di svegliarci da questo sogno, viviamolo. Prima o poi lo stadio si riempirà, forse sarà un male, o forse sarà un’ulteriore spinta ma questa volta, dopo tante delusioni, abbiamo il dovere di crederci tutti, non nel vincere qualcosa ma nell’aver piantato il seme giusto. Dal seme poi nasce la pianta e la pianta darà i suoi frutti. Qui si tratta solo di avere fiducia e anche un pò di sfrontatezza come ci insegna Ibra. “Balance” le due cose e potremmo creare un cocktail micidiale. Comunque andrà questa stagione, non dimentichiamoci mai di questi mesi. Sono linfa, sono ossigeno, sono vita che ci mancava da tanto, troppo tempo.

Alla fine della stagione, dovremo fare come diceva il Dr. Seuss “Non essere triste perchè è finita, sorridi perchè è successo!”

Buon 2021 a tutti voi e alle vostre famiglie rossonere, questa sera alla mezzanotte abbiamo il diritto di aprire le finestre e di urlarlo più forte che mai:

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.