Momento limbo

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Calcisticamente e ‘milanisticamente’ (mi si perdoni per il contorto e cacofonico neologismo) siamo in una fase di limbo. No, non intendo il ballo caraibico con aste, schiene snodate e affini, ma la situazione di passaggio e di vuoto tra una fase e l’altra di qualsivoglia evento umano.

Finito il campionato da una decina di giorni e terminate anche le coppe, siamo tutti in attesa degli Europei rinviati causa covid nel 2020: vi anticipo che come sempre Milan Night seguirà l’evento con un palinsesto speciale e appuntamenti da non perdere.

Dunque dicevamo… in questo limbo arriva come sempre il calciomercato a riempire lo spazio lasciato libero dalla parte agonistica. E il calciomercato di giugno è sostanzialmente un inno infinito alla fantasia, una teoria di illazioni notizie e scoop da far invidia alle visioni di Albert Hofman in sella alla mitica bicicletta.

Quindi nulla ci vieta di dare libero sfogo ai nostri deliri psichedelici e scatenarci in una lista di considerazioni sogni desideri e incubi che durante la notte ci tormentano. E se vi svegliate tutti sudati alle 2 con secchezza delle fauci e palpitazioni, non preoccupatevi: avete semplicemente sognato il riscatto di Meite o la conferma della salma di Mandzukic.

Il punto di partenza, a mio modestissimo parere, è che quest’estate pur con tutti gli asterischi legati al post covid, dovremo andare a “vedere le carte” della società Milan edizione a stelle e strisce. Venuto meno il paravento (e quindi la scusa buona per tutte le stagioni) della mancata qualificazione alla Champions League, capiremo davvero cosa voglia davvero fare questa proprietà e quanto e come investirà per farci fare un ulteriore passetino verso il ritorno ai livelli che competono alla nostra storia. Sono quindi davvero curioso di scoprire e analizzare assieme a voi come si muoveranno e che tipo di squadra andranno a costruire: gli obiettivi dovranno essere 3 a mio parere. Prima di tutto alzare un trofeo, anche fosse “solo” la bistrattata Coppa Italia. In secundis riconfermarsi in Champions magari giocandosi il campionato anche oltre l’inverno. E ultimo, ma non per importanza, fare una Champions orgogliosa e dignitosa, anche se in questo caso dipenderà molto dall’urna di Nyon nella costruzione dei gironi*.

(* Chiaramente per Scaroni c’è un solo obiettivo: STADIOSTADIOSTADIOSTADIO. Ma è anche inutile ribadirlo)

Ma torniamo al chiacchiericcio del limbo! Si parte!

Allenatore: stiamo assistendo a un rutilante valzer delle panchine in serie A, ma da milanisti lo stiamo facendo con in popcorn in una mano e la birra nell’altra. Obiettivamente la conferma di Pioli non poteva essere in duscussione visto l’approdo in Champions League (condito dal secondo posto finale) dopo 8 anni di purgatorio e di tormenti. Che poi il buon parmense non sieda esattamente nell’empireo dei miei allenatori preferiti, è tutt’ altra storia e conta il giusto, cioè pochisismo

Portieri: devo davvero aggiungere qualcosa sui portieri che non sia già stato detto in questi giorni? Ecco, forse nella categoria minuzie potrebbe esserci  l’idea di riportare a casa Plizzari come terzo, ma giusto per le famose quote dei giuovani cresciuti nel giardino di Milanello

Difensori: partiamo da un dato di fatto.. DEVONO RISCATTARE TOMORI A TUTTI I COSTI! Hasta siempre Fikayo!! Le notizie degli ultimi giorni sono molto promettenti e pare manchi ormai solo l’ufficialità, però voglio vedere al più presto l’annuncio sul sito WWW.ACMILAN.COM. Romagnoli facesse un po’ quello che vuole, anche se liberarsi di un altro assistito del pizzaro non sarebbe male, vista anche la scadenza del contratto di Alessio nel 2022. Fate voi. Si dovranno cercare un paio di terzini di riserva e sono abbastanza sicuro che Caldara, Conti e Laxalt faticheranno a trovare spazio delle rotazioni. Ma non sarà facile neanche piazzarli da qualche parte. Personalmente eviterei di sbolognare il buon Gabbione che, dopo un’inizio balbettante assai, si è rivelato essere un buon rincalzo. Ah e darei la fascia di capitano a Davidino, a scanso di equivoci

Centrocampisti: Dando l’avido turco ormai per partito verso altri lidi (Torino? il deserto del Qatar?) e Meite sperabilmente per non riscattatto, rimane sospesa la questione Sandro Tonali. Lo riscatterei ma non alle cifre pattuite un anno fa con Cellino. Le voci su De Paul invece mi gustano assai e sarebbe una gran bella presa: mi piace anche l’acronimo RDP10, suona già molto bene. I nostri guru del marketing asserragliati a Casa Milan a fare brainstorming potrebbero lavorarci sopra e sfornare qualcosa di interessante.  Ilicic lo prenderei ( a prezzo di saldo) solo per lo spot a destra in alternanza col soldatino belga, per dare imprevedibilità e qualità in quella zona del campo. Pobega me lo terrei stretto e smetterei di fargli fare il Giro d’Italia provandolo almeno fino a gennaio, anche se permane qualche perplessità sul suo adattamento al 4-3-2-1 pioliano. Per il resto credo che servirà qualche iniezione di qualità in un sistema che dovrà continuare a ruotare attorno al nostro Sole, il Presidente Franck Kessié.

Attaccanti: Sapete delle mie enormi perplessità sul rinnovo di Ibra ma ormai è fatta da mesi, quindi mi sono messo l’anima in pace ed è inutile sprecare inchiostro sul tema. Il mio assetto ideale sarebbe quindi: Ibra, Giroud (ormai in dirittura d’arrivo o così pare, anche se trapattonianamente aspetto il celebre felino nell’altrettanto celebre sacco), Rebic e una punta giovane o non troppo stagionata con tanti gol in canna, possibilmente il tutto con la remunerata defenestrazione di Svogliao. Ma temo che il portoghese rimarrà e che come prime punte ‘vere’ avremo i due veterani. Vade retro Belotti per carità. Ah dimenticavo, Diaz lo terrei ma solo in prestito senza obblighi di riscatto.

Per il resto tocca a voi, io ho cercato di rimanere realista e di lanciarvi degli spunti per chiacchierare assieme. Non ho fatto troppi voli pindarici perchè il trio MM (MassaraMaldiniMoncada) negli anni ci ha dimostrato nel bene e nel male di saper tirare fuori dei jolly o comunque dei nomi sconosciuti o quasi, quindi fasciarsi la testa o esaltarsi spinti dalle mille indiscrezioni di inizio giugno ha davvero poco senso, al di là del piacere di chiacchierare assieme di Milan.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!