Kyrie Eleison

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Era la vigilia di Natale dello scorso anno quando, come tutti i bravi bambini rossoneri, scrissi la canonica letterina dei desideri. Chi ne avesse anche solo vaga memoria ricorderà che, pur con tutto il dovuto rispetto verso si alta autorità, fossi piuttosto risentito. Confortato da quanto leggevo qui, in questo sacro tempio della preghiera, mi presi la libertà, sperando di non aver urtato la sensibilità di nessuno, di esternare una certa insoddisfazione a nome di molti di noi. Pareva che qualsiasi cosa avessimo desiderato in anni ed anni fosse stata ignorata o, peggio ancora, male interpretata. In fondo ciò che chiedevano era solo di avere qualche giocatore che potesse rimettere il nostro cammino sulla retta via e/o un allenatore che mettesse le cose in ordine. I più temerari, un gruppo sparuto, osarono chiedere una proprietà identificabile e degna del nostro sodalizio ma il desiderio sembrava persino esagerato. Gli scrissi che capivo bene che, nella sua infinita bontà, il Santo Bambinello avesse dato priorità ad altri più sfortunati di noi. O perché nati in famiglie di malaffare, costretti a vivere una vita di sotterfugi e sofferenze e dediti al trucco ed all’inganno per sopravvivere, o perché nati dopo e quindi, in quanto tali, discriminati a priori e costretti a vivere in magioni di cartone. Persino altri, i cui colori ricordavano, pur con diverse intensità, quelli del cielo a lui cari, altri ancora abituati alla dura vita delle montagne orobiche e pure gli adoratori della Dea Lupa che avevano perso le glorie imperiali e per questo vivevano struggendosi negli antichi ricordi, sembravano essere sempre i più favoriti. Capivo, certo, ma mi ero permesso di far presente che a forza di pensare a questi, quegli altri e agli altri ancora, di noi si era dimenticato o per lo meno guardava le nostre richieste con tale fretta, preso dai suoi doveri verso i più sfortunati, che a noi arrivava ormai solo carbone di seconda scelta da anni ed anni. Va bene che per altrettanti anni ci aveva colmato di ogni ben di Dio ma oramai erano lontani ricordi di nessuna consolazione. Un pò come quando da bambini sognavamo il subbuteo degli amichetti ricchi per trovare poi sotto l’albero il calcetto a molla dell’Arco Falc…Cose che segnano per tutta la vita.

Unto dal Signore.

Non so se le parole che usammo toccarono le corde giuste impietosendolo, se il di lui potentissimo Babbo lo abbia richiamato al dovere di imparzialità o se sia stato solo una strategia commerciale per non rischiare di perdere un popolo devoto che, se le cose non avessero preso una piega diversa, si sarebbero prima o poi risolti a fornirsi di regali dalla concorrenza. In fondo Santa Lucia o la Befana non aspettano altro (Magari hanno meno potenzialità ma sono più attente e fanno tutto quello che possono per far felici i loro fedeli…) fatto sta che a sto giro pare ci abbia ascoltati. Dico pare perché la certezza che i regali ricevuti siano veramente della qualità richiesta lo sapremo solo tra qualche mese ma, al momento, pare funzionino egregiamente.

Certo che non deve essere stato facile neppure per Lui. In effetti era impossibile ascoltare le nostre richieste in quanto talmente sconfinate che non sarebbe bastato la base dell’alberone natalizio di piazza Duomo per depositare i pacchi. Migliaia di giocatori, allenatori, ricchissimi e munifici proprietari, sponsor opulenti e chi più ne ha più ne metta. Insomma ha dovuto sintetizzare e fare un pò di testa sua ma gli è venuta bene.

Per prima cosa si è rifatto uomo. Pur contro chi di noi (mi ci metto anch’io) era contrario ad avere un giocatore con qualche milione di anni (si dice 39) sulle spalle ma ha tirato per la sua strada ed è venuto di persona per prenderci per mano. Per quanto onnipotente, visti i tanti obblighi imposti dal suo rango (non può proprio essere sempre presente e trentanove milioni di primavere pesano un poco anche a lui), aveva bisogno comunque di un po d’aiuto. Visto il tempo limitato a disposizione e la mancanza di pecunia perché trucchi e mastruzzi nostro signore non può farli per assioma, non era facile trovare gente in gamba che, a dispetto delle proprie tasche, si prestasse ad una buona azione ed allora ha fatto di necessità virtù.

Per prima cosa ha canonizzato Padre Pioli dandogli quell’aura di ecumenica santità che lo rende in grado di guidare il suo gregge e dargli coraggio e fede pur affrontando pericoli, sfortune e tempeste anche in sua assenza. Ha tolto le maledizioni restituendo il rango di calciatori ad un gruppo di sbandati senza gloria restituendo loro orgoglio, dignità e fiducia incrollabile in loro stessi. Ha imposto le mani ai nostri dirigenti che adesso qualsiasi cosa toccano diventa oro. Regalini da pochi spiccioli presi alle bancarelle del mercatino, o vecchi regali riciclati, si sono rivelati acquisti di inestimabile valore. Ha illuminato pure la proprietà ungendola con le sue proprie mani (so ‘mericani… e con gli yankee bisogna far così credono davvero che se hai successo sei unto del Signore) che adesso si è ufficialmente svelata (beh… forse un grazie lo dobbiamo pure a RAI 3 anche se la loro intenzione non era esattamente quella…) ed ha pure deciso di sganciare qualche soldino.

Quando Gesù deve prendersi una pausa…

Il risultato è li da vedere. Non sto nemmeno a ricordare classifica, record e numeri, il clima che si respira a Milanello e tra la tifoseria, l’unità di intenti che anche gli avversari più beceri ci devono riconoscere (e temere) etc. tanto li conoscete tutti meglio di me, ma fatto sta che è andato oltre i nostri sogni più rosei. Ha usato il suo modo, non quello che avevamo immaginato, ma ha avuto ragione lui. Per cui, caro Gesù Bambino, ti dobbiamo un grazie e anche delle scuse per aver dubitato.

Ora che ci hai condotti sulla strada virtuosa ti preghiamo di non abbandonarci, di non lasciare il lavoro a metà. Anche se Natale è passato (chiedo scusa ma i turni di servizio li decidono Seal e Max…) e siamo un poco in ritardo ci proviamo ugualmente certi, ora, della tua benevolenza. Non chiediamo molto, anzi, ci accontentiamo di poco. Non lasciar scappare i più bravi che sarebbero preda delle lusinghe del maligno (o dei maligni…) condannandosi alla dannazione eterna (accompagnati dalle nostre maledizioni e quelle non perdonano…) e fai che i nostri dirigenti sappiamo scegliere ancora bene. Ce ne servono solo due o tre, che vuoi, per te piccolezze, per noi regali inestimabili. Con la tua benedizione falli pure prendere alle bancarelle che, come già sappiamo, se ben guidati sanno scegliere. Mantieni le mani imposte su tutti i nostri ragazzi e, già che ci sei, anche su di noi, che, calcio a parte, veniamo da un anno tragico e durissimo dove abbiamo tutti pagato duramente.  Anche se siamo Diavoli, in fondo, siamo bravi Diavoletti di buon cuore. Portaci là dove meritiamo di essere. Lasciami dire, se posso osare, che ce lo meriteremmo perché, anche se abbiamo dubitato, la fede, dentro di noi, non l’abbiamo mai persa. Se era una prova l’abbiamo superata altrimenti non saremmo qua. Come dire; Kyrie Eleison…

Axel & Nighters

PS: colgo l’occasione per augurare a tutti i Nighters ed ai tifosi rossoneri un 2021 meno tribolato del 2020. Abbiamo già dato, ci meritiamo un po di serenità e, magari, qualche lieta sorpresa… Auguri e FVCR sempre!

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.