Inferno e Paradiso

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Prima di tutto permettetemi di fare gli auguri a tutti Voi. Sono retroattivi ma spero che, Milan a parte, abbiate passato tutti una buona Pasqua. Serena, per quanto le difficoltà e limitazioni del periodo lo abbiano potuto permettere perché la vigilia, viceversa, è stato piuttosto deludente.

Un pareggino strappato, l’ennesimo, che avrebbe potuto facilmente essere una sconfitta; e sarebbe stata pure meritata. La Samp di nonno Ranieri ha giocato meglio, ha corso di più (o in maniera più proficua se preferite), ha creato di più, è stata molto più ordinata in campo e se l’avessero vinta non ci sarebbe stato nulla da dire. Se Adrien Silva non avesse commesso una mezza follia, prendendo un secondo giallo inutile e sconsiderato, molto probabilmente avrebbero portato a casa tre punti. La sensazione è che fossimo impotenti e davanti non saremmo riusciti a creare nulla di pericoloso. Anche quando ci siamo trovati in vantaggio numerico la differenza non è stata quella che ci si poteva e doveva aspettare. Al di là dell’azione del pareggio e la traversa di Franchino (sabato in versione ino anche lui) nulla di trascendentale. Appellarsi alla sfiga o ad un rigore non dato (che a mio parere c’era, per carità) mi sembrerebbe solo di non voler affrontare la realtà, cosa che sarebbe peggio che meglio. Questo il condensato di una brutta partita.

Mi chiedo come mai la stessa squadra che ha fatto così bene il girone di andata stupendo tutti, noi per primi, sia potuta regredire così. Come sempre i motivi sono molteplici ma, per grandi linee, questa squadra riesce a giocare bene solo quando è in grado di aggredire l’avversario col pressing alto e rubare palla nella trequarti per andare direttamente in porta e giocare sempre in trenta metri. Uno schema che abbiamo visto spesso nella prima parte della stagione (e nel finale della scorsa) e che ci ha portato punti e belle prestazioni. Però, per giocare così, devi essere in buone condizioni di testa e di gambe. Visto il periodo, gli infortuni e le assenze da covid (ed i relativi rientri che richiedono tempo per far rientrare in forma accettabile i giocatori), una stagione dal calendario anomalo e serratissimo e gli impegni delle nazionali, mantenere una forma accettabile è impossibile. La cazzatona di Theo che ci è costata cara e poteva costare carissima, è tipica di un giocatore scarico che non riesce a rimanere concentrato. Nonostante tutto qualche sgroppata a tagliare il campo la fa ancora (è nel suo DNA) ma che non sia lo stesso giocatore dell’andata mi pare palese. Se poi davanti gli gioca Krunic che non è un fenomeno e deve giocare pure fuori ruolo, regali di fatto una fascia agli avversari.

Ora, la prima considerazione la faccio su Pioli. Senza voler scaricare la colpa solo su di lui volendo cercare a tutti i costi “un colpevole” resta il fatto che la squadra, tranne qualche occasione particolare (come il ritorno contro lo United) sa recitare solo con quel canovaccio. Quando non è in grado di sostenerlo per le condizioni psico-fisiche si trova spaesata e non riesce mai ad adattarsi alle condizioni. Risultato, contro una squadra quadrata, ben messa in campo e che sa chiudersi bene per poi ripartire veloce e che ha qualche attore di buon livello tecnico, soffriamo e soffriamo duramente come Sabato. Non voglio togliergli i meriti che ci hanno consentito di arrivare fino a qua, ma nemmeno i suoi limiti e se la sua storia si è sempre ripetuta nello stesso modo nelle esperienze precedenti, evidentemente quei limiti esistono. Se da una parte gli sono riconoscente perché quello che abbiamo visto nella prima parte della stagione non lo vedevamo da anni, dall’altra mi chiedo se possa essere l’allenatore giusto per un futuro nel quale, si spera, il Milan possa passo passo ritornare a giocare per traguardi importanti. Credo sia giusto che in società facciano anche queste valutazioni a prescindere da quale sarà il risultato finale della stagione.

La seconda la rivolgo ad Ibra. Che sia un fuoriclasse è fuori dubbio, che abbia contribuito a dare una mentalità vincente alla squadra ne sono certo e che se siamo qua a giocarci un posto Champions ci sia parecchio di suo pure. Allo stesso tempo gli anni passano anche per Lui e, visto che predica il suo attaccamento alla società, che non contempla la sconfitta (nel nostro caso il non raggiungimento dell’obiettivo CL), visto che redarguisce i compagni ogni due per tre, che insomma… recita da Ibra h24 con il suo caratterino non proprio dolce e malleabile, mi sarei aspettato un poco più di riguardo. Che so, ad esempio, non vai a San Remo a fare il personaggio e, vista l’età, eviti di fare il fenomeno e andare in nazionale a tutti i costi. Forse, fosse stato a Milanello per recuperare ed allenarsi, Sabato non sarebbe sceso in campo vestito da paracarro anziché da Ibra. La squadra non avrebbe giocato in dieci e forse avremmo visto un altro film. Mi dispiace dirlo ma anche nel suo caso a fine stagione sarà bene riflettere sul suo ipotetico rinnovo visto che avrà un anno in più, non è uno che accetta la panca se e quando l’allenatore lo decide, che non sarebbe comunque un rinnovo a buon mercato e che quando ti accolli Ibra ti accolli tutto il pacchetto. Le cose buone ma anche tutte le sue distorsioni e la bilancia tra le due cose pende sempre più verso la seconda.

Ci sarebbero anche molti altri nodi da sciogliere ma ho preso Pioli ed Ibra come esempi, credo i più indicativi della nostra situazione. Però tutto a suo tempo. Adesso spero solo che in società sappiano gestire la situazione ed essere capaci di mettere tutto in stand-by. Che non si parli più di rinnovi, cessioni, acquisti, allenatore, preparatori etc. Che si riesca a tenere tutti focalizzati e concentrati sull’obiettivo fino a fine stagione. Che non si parli più di Donnarumma, di Calha, di Ibra, questo e di quell’altro. In fondo, nonostante il periodo, grazie a qualche svarione di Giuve e Roma, siamo sempre secondi con quatto punti di vantaggio sul quinto posto e sarebbe un vero peccato mandare tutto il valoro fatto e le cose buone (e ce ne sono parecchie), al macero. Adesso nella testa di tutti devono esserci solo il campo e le partite. Di tutto il resto si parlerà dopo. Nove partite da affrontare determinati, cattivi ed a testa bassa. Nove partite, quelle che divideranno il paradiso dall’inferno. Ci conto…

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.