Il calcio e i procuratori – Pt.1

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Jonathan Barnett è un nome che forse alla maggior parte di appassionati di calcio dice poco ma è importante sapere che si tratta del procuratore sportivo più potente e più pagato nel 2019. Ho preso in esame un anno pre-covid per sottolineare come i movimenti di questi veri e propri “signori” del calcio, sono da considerarsi mostruosi. Non mi metto a fare ricerche o indagini come Report, non è il mio lavoro, ma voglio tornare su un argomento che avevo trattato anche un pò di tempo fa, ovvero la potenza degli agenti sportivi nel mondo del calcio e la totale noncuranza che UEFA e FIFA continuano a riservare a questo argomento.

Che siano gli agenti a far girare l’economia del calcio ormai è risaputo, se non che, questa economia, però, aiuti esclusivamente le loro tasche e i loro interessi, non spartendo soldi con tutto il settore. Il problema è principalmente del calcio, Premier League a parte, perchè nessuna lega e/o federazione al mondo riesce a muovere il giro di soldi che, per esempio, circolano negli sport americani e che quindi, in qualche maniera, possono assorbire il giro d’affari degli agenti. Ma torniamo a Barnett. Nel 2019 ha trattato affari per circa 1,5 miliardi di dollari, Avete letto bene 1,5 miliardi. Per capire quanto siano, basti pensare che DAZN ha comprato i diritti della Serie A, per un triennio, a meno di 900 milioni di euro. Questo signore, grazie ai movimenti dei propri assistiti, in un solo anno ha mosso quelle cifre, arrivando ad incassare circa 130 milioni di dollari in commissioni (fonte Forbes). Barnett deve il suo successo alla procura di Brian Lara, giocatore di cricket e Lennox Lewis, il pugile, che lo ha lanciato nell’Olimpo degli agenti ma ora, tra i molti sportivi, ha come nomi di spicco Bale e Saul Niguez e Szczesny. Apro una breve paretensi, gli ultimi due, se ci fate caso sono nomi che nelle ultime settimane sono stati spesso al centro di prensunti movimenti di mercato, guarda caso sempre sponda bianconera. Comunque, aldilà di questo, rimane il fatto che la sua potenza sia decisamente superiore rispetto alla conoscenza del proprio nome. Non ama i riflettori e lavora soprattutto in UK con la sua Stellar Football Ltd. che spopola tra i calciatori inglesi. La sua agenzia è la quarta più grande del Mondo e la prima in assoluto per il calcio. Tuttavia, il suo è un caso particolare, in quanto avendo la maggior parte di interessi in Premier League, il fatto che possa partecipare a transazioni di oltre un miliardo di dollari non è così “pericoloso”, vista la portata e il peso del campionato gestito dalla FA. Per curiosità, la Premier nel 2019 ha fatturato circa 4,6 miliardi di dollari.

Jonathan Barnett

Al secondo posto, c’è un altro nome non molto conosciuto, Scott Boras. Lui con il calcio non ha nulla a che fare, visto che gestisce molti giocatori e campioni del baseball della MLB statunitense. Nel 2019 ha partecipato a trade per 2,4 miliardi di dollari ma a differenza del primo in classifica, nonostante un maggior fatturato di trade, ha incassato “solo” 119 milioni di dollari. Già questo dovrebbe farci porre delle domande. La MLB è indubbio una Lega che fattura tanto, nel 2019, 9,8 miliardi di dollari, ciò nonostante, il fatturato di Boras  è allineato ma i suoi ricavi sono più bassi di chi lavora nel calcio, con leghe da fatturati ben più bassi. Premier vs MLB praticamente fattura meno della metà, neanche a parlarne con la Serie A (2,7 miliardi nel 2019). Dietro di lui, troviamo un nome noto che nelle ultime ore ha “scosso” anche la nostra Serie A, ovvero Jorge Mendes. La sua Gestifute nel 2019 ha partecipato a trattative per 1,2 miliardi di dollari e il super procuratore portoghese ha incassato 118 miliori di dollari in commissioni. Qui, per chi è attento, troviamo un’altra grande conferma a quanto si scriveva prima, ovvero partecipando alla metà di transazioni economiche di Boras, il signor Mendes ha incassato praticamente gli stessi soldi. Sappiamo che Gestifute lavora nel calcio europeo e muove giocatori come Ronaldo; però sappiamo anche che, tolta la Premier, gli altri campionati europei nel 2019 fatturarono poco di più della Serie A ma sicuramente mostruosamente meno della MLB. Insomma, come sia possibile che una società di procura arrivi a gestire trattative per così tanti miliardi, in campionati che hanno poco più di fatturato è un mistero. O meglio, chiamiamolo mistero solo perchè ci si gira dall’altra parte, ma sappiamo benissimo che una riforma va fatta e al più presto. Nei primi cinque posti dei procuratori più ricchi del 2019 troviamo al 4° posto Jeff Schwartz (72,5 milioni di commissioni) che gestisce mezza NBA, solo per citarne alcuni Griffin, Walker, Jokic, Middleton e Drummond gente che viaggia a contratti annuali dai 27 milioni di dollari in su, giusto per farvi capire come i ricavi per questi procuratori che lavorano oltreoceano siano molto più bassi di quelli che lavorano in Europa con contratti, dei propri giocatori, molto più bassi. Infine nella top 5 troviamo Mino nostro. Colui che spadroneggia in Italia ma che evidentemente nel Mondo è molto meno potente. Nel 2019 ha incassato 70 milioni di commissioni sui trasferimenti ma come noto, gestisce un numero molto ristretto di top player e ha tantissima fuffa sotto la sua procura, pertanto, pensando ai movimenti dei precedenti procuratori, possiamo capire quanto Mino sia in grado di monetizzare per se stesso e per i suoi giocatori. Altra anomalia evidente del sistema calcio.

La classifica dei procuratori era un modo per cercare di far entrare tutti nel mondo delle transazioni sportive e per sottolineare delle anomalie evidenti che stanno rendendo il calcio europeo, in primis, più povero ma i procuratori molto più ricchi e potenti. Immaginate solo Mendes e Raiola che nel 2019 incassano 188 milioni di euro di commissioni. Sono cifre, che soprattutto, nel campionato italiano sono insostenibili a lungo termine. Parliamo del nostro calcio che ha un sacco di problemi ma che vuole giocare al tavolo dei grandi per rimanere in contatto con procuratori di questa potenza. Nel 2019, la FIGC ha dichiarato che la Serie A ha versato 188 milioni di euro in commissioni agli agenti (il 9,5% in più dell’anno precedente) e il 63% del totale è stato versato da Juve, Inter, Roma e Milan. Attenzione però, perchè gli agenti incassano anche dai propri calciatori e nel 2019 hanno preso 13 milioni di euro anche da loro. Malcontati siamo a poco più di 200 milioni di euro. Vi ricordate quanto fatturò la Serie A nel 2019? Ecco, gli agenti hanno incassato poco meno del 10% del fatturato della Serie A. La cosa drammatiace e che dovrebbe far riflettere riguarda anche i campionati minori in Italia, nei quali nel 2019 la Serie B ha pagato circa 20 milioni di commissioni ai procuratori e la Serie C 4,5 milioni. Capite da soli che queste cifre, in Italia non sono ragionevoli nè sostenibili, se poi pensiamo che nel 2019, quindi epoca pre-covid, molti club di Serie B e C facevano fatica a pagare gli stipendi a fine mese.

La famosa regola del 3% sulle transazioni, riservata ai procuratori, dopo aver letto queste cifre, risulta quanto meno ridicola, perchè è evidente che è una regola ma viene facilmente aggirata. Purtroppo gli unici che possono dare un cambio di marcia sono i club che devono fare fronte comune per regolare questa situazione. Inutile dire che per un club che “sfancula” un agente, ce ne sono altri 5 pronti a fare ponti d’oro, questa è la problematica più grande, soprattutto se le varie federazioni con a capo UEFA e FIFA non prendono provvedimenti seri. Abbiamo visto l’esempio della MLB e confrontata con la Champions League, sembra di parlare di due mondi completamente diversi, nel 2019 il confronto è impari 9,7 miliardi a 2,8 a favore della lega americana. Eppure Barnett, Mendes e Raiola hanno partecipato a transazioni molto meno miliardarie dei procuratori americani, incassando in tre oltre 300 milioni di euro. C’è qualcosa che non va.

CONTINUA…

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.