Un buon momento

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Col match di domani sera andranno in archivio i gironcini dell’Europa League, non il nostro ambiente preferito anche se bisogna dire che quest’anno ci siamo divertiti e abbiamo avuto successo.
Diverse sono le squadre già qualificate. Certe del primo posto: Roma, Arsenal, Villarreal, Dinamo Zagabria, Hoffenheim che saranno dunque nel primo gruppo ai sorteggi insieme alle terze dei gruppi Champions ovvero Krasnodar, Brugge, Dinamo Kiev e Accozzaglia United più altre quattro che conosceremo stasera. A queste si aggiungeranno una fra: Slavia Praga o Bayer Leverkusen, Rangers o Benfica, Granada o PSV, Leicester o Braga, Anversa o Tottenham. E noi o il Lille.
In seconda fascia c’è sicuramente la Stella Rossa, che verrà affiancata oltre che dalle seconde fra quelle nominate in precedenza, da una fra Young Boys o Cluj, Molde o Rapid Vienna, Maccabi Tel Aviv o Sivasspor, Wolfsberg o Feyenoord.
Apertissima la qualificazione dal girone del Napoli, che si giocherà avanzamento e posizione con Real Sociedad e AZ.
Insomma il solito pool di varie ed eventuali, sorprese, squadre improbabili e squadroni. Meglio cercare di passare al primo posto, ma non dipendendo solo da noi ci sta tutto un abbondante (per quanto possibile) turn over a Praga.
Il grande successo di questa prima parte di campagna europea rossonera è essere riusciti a qualificarsi col minimo sforzo, sia generale che nei vari match; nonostante l’avanzamento con un turno di anticipo e la media di 2 gol a partita né il Milan né nessuno dei suoi giocatori figura nella top10 dell’Europa League in nessuna categoria statistica salvo l’età media (sesta squadra più giovane). Non abbiamo strafatto né messo in mostra tutto il nostro potenziale, come del resto anche in campionato dove siamo primi quasi con nonchalanche. Poca spesa, tanta resa: è il modo giusto di affrontare i gironcini in questo momento storico; e siamo comunque riusciti a salvare qualche momento nella nostra memoria, come il bellissimo gol di Hauge contro il Celtic.

Per il resto c’è tanto da vivere, il Milan oggi non ha bisogno di esagerate narrazioni, la sua storia la sta scrivendo da solo domenica dopo domenica e senza conoscere il punto d’arrivo è difficile inserire questi risultati nel giusto contesto. Sapete come la penso: per me non ci fermeremo, qualcuno ha tratto il dado e si andrà fino in fondo nel bene o nel male; ma potrebbe anche non essere così e prevalere un certo realismo (e una certa realtà). Prossimamente magari mi concentrerò di più sugli avversari che quest’anno vanno visti e compresi, perché saranno loro e non noi stessi il vero pericolo e non ci si può sempre ridurre a “Conte ha il parrucchino”, “La juve ruba”, “Pesciuso gran visir dei terùn” eccetera.
Finchè il gioco sarà questo e la leadership di Ibrahimovic, sublimata dal vìs-a-vìs ironico anche se epico con l’amico Ambro, parrà essere l’espressione di una volontà Divina e di un contrappasso rispetto agli anni del Giannino, preferisco gustare senza commentare troppo.
Il percorso fatto da questa squadra e dai suoi uomini non è stato esente da intoppi e contrasti e proprio per questo è ora solido. La proprietà ha voluto certe cose e non ha mollato, la dirigenza sportiva voleva farle in un certo modo e non ha mollato; i calciatori sono oggi in grado di ottenere queste cose e il tecnico li mette nelle condizioni di riuscirci: tutto semplice, ma non è nato così dalla sera alla mattina, senza sforzi, senza confronti, senza decisioni sbagliate o cadute, incertezze, errori e discussioni che hanno caratterizzato anche il Night. Tutti si sono dovuti convincere, e hanno dovuto mediare, sono dovute arrivare debacle, ritrattazioni e novità inattese. Il cambio di scenario internazionale e la pausa di aprile-maggio sono stati fondamentali, ma per saltare sul treno del cambiamento non serve solo fortuna: serve essere pronti. Da entrambe le ‘parti’ sono dovuti cadere gli estremisti, Boban e Rangnick, e forse dopo questo si sono fatti enormi passi per avvicinarsi, comprendersi e lavorare insieme per il Milan, concretizzando i sogni e gli interessi di tutti. Che, la realtà lo sta dimostrando, possono e devono coesistere.
La squadra sarà anche giovane insomma ma ha fatto un suo percorso, fuori e dentro il campo. Non avere rimpianti dietro ma solo futuro davanti dà una forza che si percepisce in ogni momento in campo, che come sempre parla.
Devi sempre continuare, perché l’ultima partita non è importante per la prossima. Perché se tu fai un brutto risultato nella prossima partita, nessuno si ricorda di quella precedente. […] Non va bene avere persone che dicono sempre sì e non esprimono le proprie opinioni. […]”. Parola di Ibra, parola di tutti noi. Forza ragazzi.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.