La settimana

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Doveva essere una partita difficile e così è stata. Chi si aspettava di maramaldeggiare con il Chievo, è rimasto deluso ma basterebbe seguire lo score delle altre “grandi” contro i clivensi per capire che non c’è nulla di facile, nemmeno quando affronti l’ultima in classifica. Ultima in classifica che alza la voce a sproposito, non perchè lo faccia contro di noi, ma perchè con tutte le porcherie che ha combinato negli ultimi anni non dovrebbe nemmeno partecipare a nessun campionato professionistico, pertanto il silenzio sarebbe stato d’oro e d’uopo. A maglie invertite, come piace molto al Sig. Di Carlo, con quello che ha fatto il Chievo con i bilanci, a noi avrebbero dato la radiazione, ahimè parla la storia. Quindi grazie per la partecipazione e buona serie B, se riuscirete ad iscrivervi.

27 dicembre 2017 – Ultimo gol nel Derby

Tolto questo sassolino dalla scarpa, visto che il tasto Verona, che sia Hellas o Chievo, a me genera sempre brutti ricordi, direi che ci stiamo avvicinando ad una settimana memorabile. Sono convinto che questi sette giorni potrebbero in qualche maniera cambiare le sorti del calcio italiano, e anche del nostro Milan. Ma mi spiegherò meglio la settimana prossima. Non voglio caricare troppo la tensione per il Derby, visto che già oggi sui giornali non fanno altro che alzare la pressione su questo evento. La partita è importante ma non decisiva, questo deve essere ben chiaro a tutti. Partiamo favoriti, so che a Rino non piace ma così è. Vanno prese delle responsabilità, non possiamo pensare di tornare grandi passando la nostra vita facendo gli underdog, la classifica dice che siamo sopra di loro e che mentalmente stiamo meglio. Fisicamente non vedo molte differenze, noi siamo un pò sulle ginocchia, loro giocheranno anche giovedì, quindi potremmo avere un piccolo vantaggio ma, tutto sommato, siamo nelle stesse condizioni. Non possiamo però pensare di fare una partita sparagnina. Se la strada per la Champions League è lì alla nostra portata, dobbiamo fare l’ennesimo step in avanti, cominciando da domenica. Dobbiamo avere rispetto ma non paura dell’avversario. Dobbiamo giocare un “big-match” senza il terrore di sbilanciarci quei venti centimetri di troppo, le sicurezze le costruiamo anche osando. Batto su questo tasto da tempo, molto più di Desmond, dobbiamo osare. Dobbiamo provare a dare una spallata alla loro stagione, che è sempre più in bilico. Il nostro gioco offensivo inizia ad essere sempre meno brillante ed efficace perchè la punta centrale gioca a venti metri dal compagno più vicino. Proviamo qualcosa di diverso fin da subito, aggrediamo la partita.

Ci serve a pieno regime

Arriviamo a questa partita con quasi tutta la rosa a disposizione, pertanto Gattuso ha un’ampia scelta per provare a mettere in campo gli undici migliori possibili. Nonostante la mia speranza è assodato che non rischierà nulla e che manterrà lo stesso assetto attuale, sarà però determinante preparare anche delle contromosse durante la partita. I cambi di Verona, si sono rivelati giusti, fatti al momento giusto, andando a sopperire a delle difficoltà che si sono create in corso d’opera. Come spesso detto dal sottoscritto ma anche anche da altri redattori, ormai le altre ci affrontano sapendo bene come giocare contro di noi, quindi scordiamoci di usare sempre lo stesso cannovaccio. La partita che andremo a giocare non sarà molto diversa da quelle viste negli ultimi due anni, pertanto, secondo me, saranno decisive le fasce dove l’Inter costruisce la maggior parte delle sue proiezioni offensive. Suso, Calhanoglu e Paquetà diventeranno determinanti per la nostra fase offensiva. Purtroppo tutti e tre per ragioni diverse sono abbastanza “cotti”, qui deve essere bravo Gattuso a capire come gestire al meglio il loro impiego. Anche Kessie sarà importante per inserirsi con continuità, senza timore. Vorrei che si giocasse una partita simile nei contenuti a quella contro il Napoli piuttosto che quella contro la Roma. È determinante provare a far male all’Inter, perchè l’ultimo gol fatto è quello di Cutrone nel Derby di Coppa Italia del dicembre 2017, dopodichè Handanovic non ha mai più praticamente toccato un pallone. Non è roba da Milan.

Siamo ad un momento importante della stagione, affrontiamolo con un pò di spensieratezza sia in campo che fuori, oggi la tensione e l’ansia non aiutano, le hanno gli altri, noi mettiamole alla porta e pensiamo che questa settimana potrebbe cambiare tante cose.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.