Divieto di sosta

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E’ iniziata la sosta per la nazionale e degli azzurri francamente non me ne frega una mazza. Sì, per la prima volta in vita mia, me ne infischio della nazionale, di una selezione azzurra che doveva essere rivoluzionata dopo una serie di fallimenti da guinness dei primati, ma che non ha rivoluzionato proprio un bel niente. Gigisantosubito aveva detto di terminare con il mondiale (a cui non ci siamo qualificati) ma essendo “una persona coerente con tutto quello che ho sempre detto” torna! Lo confesso, non devo aver mai capito il vero significato del termine coerenza e un po’ me ne vergogno, menomale che c’è San Gigi l’aggregatore a riportarmi sulla retta via!
Ma cosa stracavolo è l’aggregatore? Un organizzatore di feste? Spiega come mettere i pantaloncini nel verso giusto prima di scendere in campo? Canta sul pullman canzoni da osteria? Ti fa fare un tour di Coverciano indicandoti dove sono i cessi? Fa l’animatore organizzando tornei di rutti e lancio della ciabatta?
A cosa stracavolo serve un “aggregatore” di 40 anni suonati in un gruppo che dovrebbe essere nuovo, cercare nuovi equilibri e soprattutto senza di lui ai prossimi europei? Perchè spero che nessuno abbia il coraggio di convocare Gigihighlander ad un certo punto.
Tralascio le parole di Gigipapaemerito sul suo ritorno per Davide Astori, perché potrei diventare davvero cinico, so solo che tutta questa vicenda mi fa schifo e non sentirete più una mia sola parola in questo pezzo sulla giginazionale.

La sosta ci viene in soccorso per recuperare energie sia fisiche che nervose e magari anche il buon Andrea Conti, rientrato finalmente nei ranghi con la convocazione di domenica. Che partita domenica! Sicuramente non è stata la migliore della stagione, ma ha concentrato tutte le emozioni possibili e immaginabili! Ogni volta che vedo San Siro l’emozione è fortissima, trovarsi poi con degli amici e nighters fantastico, entrare allo stadio e vedere i nostri undici rossoneri non ha prezzo, le emozioni che provo non saprei davvero come descriverle.
Ma…il divieto di sosta? Ora ci arrivo.
Siamo una squadra che non può fermarsi, perché non ce lo possiamo permettere, perché le nostre individualità stanno crescendo, ma non sono da fenomeni assoluti, perché qualche sprazzo di gioco c’è, ma se hai perso 4 mesi e i giocatori non li hai scelti tu, miracoli non ne puoi fare. Per noi vincere vuol dire non fermarsi mai con la testa perché se segni facilmente e poi ti prendi una pausa, gli altri ti castigano. E’ normale che sia così: la squadra è buona, ma per essere fenomenale ci vogliono tempo, soldi e una discreta dose di fortuna. Intanto il gruppo c’è. Usciti dal tunnel tutto lo stadio ha capito come la sosta del primo tempo fosse finita: altri sguardi e convinzioni e la partita è svoltata. Certo, i due gol non sono venuti da azioni manovrate, ma signori, se non hai coraggio e non credi in te stesso quella rimonta non la fai, non ci sono storie.
L’unica sosta giusta e sacrosanta è quella per il VAR. L’esultanza di Cutrone dopo la convalida del gol è lo specchio dello stadio: una bolgia. Altro che “il VAR ti smorza l’esultanza”, lo stadio è letteralmente esploso in un tripudio di gioia e adrenalina e chi non se ne fa una ragione può sempre mangiare colombe pasquali o fare petizioni per dichiarare il rugby illegale e portasfiga.

La sosta dovrà ritemprare lo spirito dei nostri, ma al tempo stesso non dobbiamo fermarci, la missione da compiere è ai limiti dell’impossibile e occorrerà una concentrazione massima per raggiungere l’obiettivo stagionale. Ora possiamo dirlo: l’ingresso alla champions league non era un traguardo esagerato. Non credo che il nostro valore sia 25 punti su 27, ma nemmeno poteva essere 25 su 57…certo, la qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie era un traguardo ambizioso ma alla portata, realistico. Nei primi mesi lo abbiamo letteralmente gettato alle ortiche e ora questo gruppo grazie a Rino sta cercando di riconquistarlo con tutto ciò che ha, perché fermarsi non è possibile e continuare a provarci con la rabbia di Cutrone nell’esultanza del gol è l’unico modo che abbiamo per compiere una rimonta straordinaria.

La sosta per le nazionali fa riemergere anche personaggi dimenticati pure dai propri cari, personaggi di cui trovate la scheda a “chi l’ha visto?”, gente che non viene considerata nemmeno alle assemblee di condominio. Appena si svuotano gli armadietti partono le interviste a chicazzè vari, perché questa è la prima espressione appena leggi quei cognomi che non ti ricordano nulla. Sono questi i giorni in cui mi aspetto che qualcuno studi le forme delle cacche di Dudù per svelare chi ha acquistato il Milan. Poi ci sono loro, i soloni, gente che già non capiva il Milan nell’anno duemila figuriamoci ora che è cambiato tutto. Ecco, io vieterei la sosta solo per non vedere carta stampata e siti internet invasi da chicazzè e soloni.
Ovviamente tra un solone e un chicazzé, oltre all’inesperto di finanza che ti spiega il fallimento del Milan (non ha studiato le cacche di Dudù) arriva sempre un personaggio un po’ ostilo e violende, uno che fa girare i suoi assistiti come trottole perché a lui dei loro risultati sportivi frega meno di niente, l’importante è passare all’incasso o all’ingrasso scegliete voi. Ogni sosta è la stessa storia: vanno a intervistarlo per seminare un po’ di terrore perché fare analisi, ricerca, studiare le partite, ecc. costa e chi glielo fa fare? Una bella intervista ostila e violende e tutto è sistemato. Ecco un altro buon motivo per evitare la sosta e se proprio non si può eliminare, evitiamo di leggere certi scienziati e soprattutto di accapigliarci per chi al massimo può valere un nostro “chicazzè?”.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.