Premio Ricardo Oliveira – 14^ edizione

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Primo weekend di luglio e puntuale come una grigliata torna lui, il premio per eccellenza, sì la categoria eccellenza che alcuni dei nostri bipedi potrebbero giocare cercando di non sfigurare troppo: il pregiatissimo Ricardo Oliveira!
Ad una stagione pazzesca ne è seguita una altamente deludente, anzi come direbbe lo sceriffo di Ruttingham in versione Pioli sono state tante le squadre che “ci ha[n] fatto fare una figura di merda a me e ai miei uomini!” e allora cos’altro aspettare? Tra un angolritmo per marinare la carne nel modo più funzionale e uno per scegliere la birra di zelus gradi, da abbinare rigorosamente al potere calorifico della carbonella necessaria per raggiungere la temperatura ideale in 13 primi e 16 secondi, non resta che scegliere colui che sarà meritevole del

PREMIO RICARDO OLIVEIRA

perché quest’anno i nostri ce l’hanno messa tutta per farci incazzare con prestazioni oscene, football americano e piedi equini! Quante maledizioni lanciate, quante nuove imprecazioni aggiunte sulla Treccani grazie alla vostra vena creativa!
Fate vincere colui che ha causato lo sguardo schifato del vostro partner non appena ha visto il richiamo scritto dell’amministratore per i latrati provenienti dal vostro appartamento e per il quale è stato accusato ingiustamente il vostro cane che, giustamente, vi ha cacato sul tappeto guardandovi negli occhi con aria di sfida. Il Ricardo Oliveira esiste per ricordarvi che le vostre incazzature e gli sfottò dei colleghi meritano il giusto riconoscimento!

Il format rimane quello delle final eight con le 8 più votate che andranno a disputare la fase a eliminazione diretta per decretare la quattordicesima pippa made in oliveira! Come per la passata stagione per creare maggior suspence le percentuali di voto saranno visibili solo dalla fase finale: fino all’ultimo non saprete se il vostro pupillo sarà nel gotha delle pippe!
Bakayoko sarà il primo calciatore a bissare la vittoria o avrà un degno erede? Ora tocca a voi decidere!
Le tre sfide che decreteranno gli otto finalisti avranno dei fuori categoria ossia i portieri in rosa. Potete votare fino ad un massimo di due calciatori!

Fodé Ballo-Touré – Seconda stagione per questa moncadata d’autore. Anche quest’anno parte titolare solo cinque volte ma il risultato è incoraggiante, nel senso che se avessi brutti pensieri basterebbe veder lui per non perdere le speranze. Impreziosisce la sua stagione col gol decisivo contro l’Empoli: miracolo al Castellani.

Davide Calabria – Dopo l’ottima stagione dello scudetto ritorna sui suoi standard con infortuni e prestazioni balbettanti, ma ha la fortuna di avere un estimatore infinito in Pioli. Probabilmente la prestazione migliore la fornisce contro lo spauracchio Kvara a cui riesce a mettere la museruola, per il resto davvero poco da segnalare in positivo.

Sergino Dest – Ecco uno dei cavalli di razza dell’Oliveira! Arrivato per sostituire l’infortunato dell’ultimo minuto Florenzi, mostra tutte le sue qualità contro il Napoli a San Siro subentrando a Calabria a inizio secondo tempo e riuscendo in soli 8 minuti a svoltare la partita con un rigore ignorantissimo. Il cerchio lo chiude sempre col Napoli perché il Milan nemmeno lo convoca per disperazione liberandolo per la tournée della sua nazionale. Avete mai visto un giocatore mandato in ferie a stagione in corso? Giannino vibes.

Alessandro Florenzi – Da bello de nonna a bello fracico è un attimo. Subisce un infortunio molto grave e in sostanza la sua stagione finisce lì con soli 114 minuti dal suo rientro.

Matteo Gabbia – Anche quest’anno brividi veri. Con l’arrivo di Thiaw e la partenza di Romagnoli non è più l’ultimo dei centrali: Houston, we have a problem. Non è da Milan e il suo modo di difendere sullo 0-2 del Sassuolo è roba da far accapponare la pelle. Dalla partita dopo per disperazione Pioli incomincia a inserire Thiaw relegando Gabbia al ruolo più congeniale di ultimo centrale di riserva.

Theo Hernandez – Stagione in chiaroscuro per il missile della fascia sinistra. Prima parte di stagione da vero Theo, dopo il mondiale torna uno straccio di giocatore con morale sotto i tacchi, una roba a tratti abominevole. Col passare del tempo recupera un po’ di brillantezza e morale segnando un gol semplicemente meraviglioso in una partita da dentro o fuori contro la Lazio.

Pierre Kalulu – Toppa clamorosamente la sua terza stagione in rossonero. Dopo averci abituati molto bene con stagioni monstre, Kalulu dà vita ad un’annata monstre in senso contrario: errori pacchiani, mancate letture, scarso feeling con i compagni in difesa e un certo grado di superficialità lo rendono uno dei punti deboli della squadra.

Simon Kjaer – Dopo la rottura del legamento della passata stagione gioca molto meno e non è il Simon visto in precedenza, anzi. La sua disponibilità a mezzo servizio grava pesantemente sulla difesa sia in termini di leadership (vedasi kalulu e tomori) sia in termini di inizio della manovra.

Antonio Mirante – Antonio fa caldo.

Fikayo Tomori – La scorsa stagione il Milan subì 4 sconfitte in campionato, in tre mancava e nella quarta abbiamo perso per un fuorigioco “geografico”, quest’anno a larghi tratti non è sembrato nemmeno il cugino: molti gol subìti si devono a suoi errori evidenti.

Malick Thiaw – Manu Chao è la vera nota positiva della campagna acquisti. Dopo aver giocato titolare contro Cremonese e Fiorentina viene messo in naftalina, ma la sconcertante prova della difesa contro il Sassuolo e la sconfitta nel derby fa giocare a Pioli la carta della (sua) disperazione. Da lì molti alti e pochi bassi diventando il titolare inamovibile dando anche pericolosità sui corner con la sua stazza.

Ora tocca a voi, potete votare fino ad un massimo di due calciatori! Le votazioni si chiudono l’8 luglio.

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Prima eliminatoria
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Community rossonera, da sempre in prima linea contro l'AC Giannino 1986. Sempre all'attacco. Un sito di curvaioli (La Repubblica). Un buco nero del web (Mauro Suma)