News 8 maggio (giusto per cazzeggiare…)

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I fantasmiAntore Peloso, ex direttore di Milanello, ha raccontato a Tuttosport: “Capello durante i ritiri era abituato a fare un giro per vedere se c’era in giro qualche giocatore. Una sera stavamo chiacchierando, ci piaceva parlare di viaggi. Siamo rimasti fino alle due: all’improvviso si è sentito un rumore come di armadi spostati e Capello disse che non era la prima volta che sentiva i rumori: ‘Sono i fantasmi, bisognerà fare qualcosa’. Un’altra volta, una camera si è chiusa all’improvviso dall’interno e non si trovava la chiave: spuntò nella serratura la mattina dopo”.
Secondo nostre fonti il signor Peloso, per non turbarvi ulteriormente, ha taciuto di altri episodi paranormali.
Ad esempio dopo alcune delle più lunghe e brillanti trattative da Giannino, altrimenti note come “magnate”, dalle segrete del Condor giungevano fino a tarda notte strani rumori. E anche odori. Alle prime luci dell’alba spesso un barbagianni si posava sul petto del Re del mercato e gracchiava “Mai più!”.
Franco Ordine racconta di aver visto una notte fluttuare nell’aria due uova al tegamino.
Tarlo Paneaigatti ha invece visto gli spettri dei tumuli, come Frodo. Si trovava vicino alla vasca di sabbia, ed Emerson ed Essien sono emersi con gli occhi di bragia, coperti di bende, lanciandogli tibie e bacini. Un’esperienza segnante quasi quanto il rapimento alieno nei boschi di Tradate, quando Kang e Kodos dopo averlo portato sulla loro astronave gli suggerirono i nuovi soprannomi per i giocatori.
Poco tempo fa altri avvistamenti di fantasmi hanno turbato le notti di Milanello. Un portavoce ha infatti riferito di aver visto due ominidi molto pallidi, quasi gialli, con gli occhi piccoli, aggirarsi nel centro sportivo spacciandosi come dirigenti. “Hanno mormorato queste parole nella loro lingua arcana prima di scomparire: ‘Xo metsuo ingulò, sci nu sparì, wideò cretenssà!’
Elliott ha radunato un gruppo di avvocati belva, rinchiusi per mesi in celle individuali senza cibo e con solo le 19 stagioni di Law&Order come svago, per risolvere legalmente l’annosa questione dell’infestazione spettrale. Si attendono sviluppi, ma è probabile che il Milan dovrà patteggiare un’esclusione di un anno dal proprio centro sportivo.
Gazidis ha preso il problema molto seriamente ed ha pertanto assunto un team di quattro Acchiappafantasmi coordinati da un Chief Executive of Managing&Engeneering of Ghost Busting. Hanno immediatamente fritto e intrappolato Scaroni, prima che qualcuno riuscisse a dirgli che è ancora vivo.

MAI PIU’ disse il barbagianni

F.O. Confidential – In un editoriale su Milan News il decano della sala stampa Ordine fa alcune rivelazioni.
“Cominciamo allora dall’affare Paquetà. Ci è stato sempre riferito che l’acquisto del brasiliano (“ci farà arrivare in Champions” il giudizio di Leonardo all’epoca) era costato al bilancio del club sui 35 milioni. Adesso scopriamo invece che è stato pagato, per via dei bonus riconosciuti al Flamengo, la bellezza di 45 milioni.”. E questo ce lo confermerà Seal dal bilancio, sempre non sia stato già esplicitato; ricordo, ma non ho tempo di verificare con precisione, che la cifra in ammortamento era già più alta dei 35 milioni. Che disastro…
“Passiamo a Giampaolo. Ha raccontato suo fratello che conosce bene la breve esperienza rossonera di Marco: “Gli hanno messo a disposizione una squadra fatta dalla società e sulla quale non ha mai messo becco”. Non ha aggiunto quel che molti addetti ai lavori continuano a ripetere: e cioè che Giampaolo è stato esonerato in tutta fretta per l’esclusione durante i primi turni di gran parte dei nuovi acquisti.”. Non è che sia tutta sta ‘rivelazione’, ma era evidente a tanti fin da subito che se (SE) c’era un ‘progetto Giampaolo’ beh non era certo con quella campagna acquisti che si poteva aiutarlo a partire. Chiaramente bisognerebbe chiedere al fratello di Giampaolo (o meglio a Giampaolo stesso) se veramente le cose sarebbero andate molto diversamente con Ekdal, Tonelli e Gabbiadini, cioè alcuni esempi di profiloni adatti al grande calcio del mister di Giulianova. Senza offesa eh, ma mettersi a difesa del Giampa è dura.
Però torno a battere su un punto: ma l’idea di Giampaolo da chi cazzo è saltata fuori? Se è vero che Maldini lo ha convinto, ma poi gli stessi Paolo e Zorro si sono spesi personalmente per alcuni giocatori che non c’entravano nulla con l’idea del mister oltre ad essere inutili in generale in una situazione del genere (vedi Leao). Per poi al cambio di mister puntare su un profilo totalmente diverso, come idee di gioco, come Pioli; fra l’altro più adatte alla rosa. E che fra l’altro era libero pure in estate! Almstadt e Moncada hanno diretto il mercato, Zorro e Paolo si sono impantanati nell’affare Correa, per poi giocare il jolly Ibra troppo tardi?
Io ho smesso di cercare di capirci qualcosa; ma non biasimo la proprietà, se è tutto vero ovviamente, per aver avviato fin da novembre i contatti con una figura estrema e accentrante come Rangnick.
Ma….

F.O. Tabloid – E’ di stamattina qualche ulteriore carico di speteguless sempre del decano.
“Adesso è Ivan Gazidis che vuole tenere Paolo Maldini al Milan, nonostante l’arrivo ormai scontato di Ralf Rangnick. Il motivo è abbastanza semplice: perché ne ha apprezzato la serietà, in questa fase molto delicata e criticata della vita societaria, e perché ha anche preso nota che dal giorno in cui espresse il famoso giudizio (“Rangnick non è un profilo adatto al Milan”) ha mantenuto il massimo riserbo e non è più tornato sull’argomento.”. E speriamo.
Sono rimasto deluso da Maldini come direttore sportivo. Da quando scrivo sul Night (2014) e specie negli anni del Giannino ho a volte sperato e suggerito il rientro suo e di altri nel Milan, come dirigenti. Mi sono però reso conto poco dopo il ritorno che Paolo è un ideale, e parte da una perfezione calcistica (come giocatore) che mai raggiungerà da dirigente; oltre che anche lui deve fare i conti con un mondo del calcio dove non basta Essere e non basta conoscere, oltre che con 10 anni di ‘cazzeggio’ (senza offesa), oltre che con un Milan poco competitivo economicamente e non solo.
Non mi è piaciuto il Maldini dirigente finora, ma magari è solo il ruolo sbagliato, nel momento sbagliato. Voglio credere che sia abbastanza intelligente da fare un passo indietro, o di lato, se riterrà comunque che la sua presenza e conoscenza del Milan possano essere utili nella pratica e a mantenere un link con la ‘tradizione’. Oltre che spero non si voglia, nei fatti, rimangiare tutto quanto speso a livello di immagine personale a supporto di una proprietà su cui ha sempre dato la propria garanzia.
Se invece Maldini penserà di non restare sarebbe bello trovasse il modo di uscire con eleganza, rispetto per chi verrà dopo, e perchè no anche umiltà. L’umiltà, chiaramente, di un Maldini. Piuttosto che, come ha fatto il suo compagno di avventura Boban, trascinando tutto l’ambiente in una guerriglia mediatica di formalità per una presunta ‘lesa maestà’; minchiate non necessarie che si sono tradotte, ormai mesi fa, nei soliti psicodrammi, disimpegni e scenette che ci fanno incazzare ormai da un decennio. Anche perchè, mi duole ricordarlo (e spero infatti che questa stagione sia già conclusa per dimenticarla in fretta) il Milan attuale, nonostante Ibra, è una schifezza. E non lo abbiamo costruito, nè gestito noi.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.