Sassuolo-Milan presentazione

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Siamo tornati al caro vecchio Milan a cui siamo ahinoi abituati e che dopo ogni periodo positivo speriamo sempre di esserci scrollati di dosso salvo poi rituffarci nella triste e amara verità: siamo una squadra che spesso, purtroppo, si squaglia. Certo, c’è ancora il ritorno a Roma dopo lo 0-1 subito giovedì nei quarti di finale di Europa League, ma per quanto il risultato sia ancora ampiamente ribaltabile è evidente il limite mentale e caratteriale di un gruppo che rende solo se è al 100% e trova davanti a sé avversari che sa leggere. Basta rimischiare le carte come ha fatto De Rossi ed ecco che non ci capiamo più niente, Pioli in primis. Il mister della Roma ha impostato il match con ordine, un 442 a coprire bene le fasce e a non dare sfogo agli esterni rossoneri, il vero punto di forza della squadra di Pioli. In avanti Dybala a non dare punti di riferimento alla difesa e soprattutto ai due mediani. Nulla di trascendentale, ma tanto è bastato per mandare in tilt la squadra che per la prima volta da novembre non ha segnato (subendo il solito golletto, stavolta da palla inattiva).

Panchina quindi passiva, e lo stesso anche in campo. Il più attivo ancora Chukwueze, entrato tardivamente. Si sarebbe potuto osare uno Jovic insieme a Giroud davanti per aumentare la pressione offensiva, rinunciando al trequartista in una sorta di 442 (o 424) a specchio, ma ancora una volta i cambi sono arrivati troppo tardi. Musah e Reijnders a metà campo con davanti Chukwueze, due tra Jovic, Okafor e Giroud e Leao a destra avrebbero potuto cambiare il volto del match. È possibile che Pioli non si sia voluto sbilanciare troppo dal momento che la sfida si gioca su 180 minuti, ma le contromisure non ci sono state e i cambi, che anche solo per caso avrebbero potuto generare qualcosa di interessante, arrivati a risultato quasi acquisito.

Oggi giochiamo laddove due anni fa celebrammo la conquista del diciannovesimo Scudetto, contro un Sassuolo disperatamente bisognoso di tre punti nella corsa alla salvezza e il Milan disperatamente bisognoso di tre punti per non dover essere obbligato alla vittoria nel Derby della prossima settimana per evitare di farci festeggiare in faccia la seconda stella dell’Inter. Una situazione da potenziale psicodramma, insomma, tanto questa, quanto la prossima settimana. Saranno giorni molto lunghi. Tornando a noi, il Sassuolo di Ballardini è tutt’altro che fuori dai giochi salvezza, ma in enorme difficoltà vista la pesantissima assenza di Berardi. Trazione comunque anteriore per i neroverdi, che proporranno un 4231 sbilanciato in avanti con Pinamonti, Laurienté, Thorstvedt e Defrel. Difesa punto meno performante della squadra, Ballardini vuole evidentemente giocarsela a chi ne fa uno in più. Probabile formazione (4231): Consigli; Toljan, Erlic, Ferrari, Doig; Matheus Henrique, Boloca; Defrel, Thorstvedt, Laurienté; Pinamonti.

Nel Milan un po’ di turnover. Rientra Loftus dalla squalifica scontata, ancora spazio per Chukwueze. Attenzione a Tomori, Thiaw e Musah in diffida. Ancora out Kalulu e Pobega, con l’aggiunta di Maignan per un leggero affaticamento. Dietro ritorna Kjaer in coppia con Tomori e davanti a loro Bennacer (ancora molto opaco) e Adli. Davanti Jovic. Probabile formazione (4231): Sportiello; Florenzi, Kjaer, Tomori, Theo; Adli, Bennacer; Chukwueze, Loftus, Leao; Jovic.

Serve fiducia per affrontare una settimana potenzialmente devastante che è stata apparecchiata nel peggiore dei modi. Un’eliminazione in Europa e un’altra sconfitta nel Derby vorrebbero dire esonero per Pioli, e non potrebbe essere altrimenti. Comunque Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.