Sbilanciare

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Le parole di Maldini le abbiamo lette tutti, inutile ripeterle. Vuoi per scelta inconscia, vuoi per episodi, vuoi per bravura e concentrazione e vuoi per caso (un sorteggio sicuramente abbordabile) Istanbul non è un sogno. La squadra pur se a intermittenza, con limiti e con individualità ancora ‘acerbe’ quindi molto sbilanciate, poco sotto controllo, ha il potenziale di andare avanti da questo lato del tabellone.
Purtroppo ci siamo anche messi nella condizione che se non andiamo avanti, la stagione può diventare un completo disastro e questo apre due scenari: può portare pressione, o al contrario può infilare la squadra in quella sorta di cul-de-sac in cui sembra stare meglio, quelle situazioni da underdog senza via d’uscita che ci hanno portato ad un titolo che, alla luce di ciò che abbiamo visto finora, sa di miracoloso.

In realtà come ha dimostrato anche il 4-0 di Napoli è contro-miracoloso avere per le mani un potenziale del genere e cabotare al quarto posto dietro le romane e di poco davanti ad un Inter da 10 sconfitte, giocando fra l’altro male e senza capacità di gestire palla e ritmo coi tempi giusti.
Comunque il campionato tocca metterlo da parte, per riprenderlo in caso di uscita col Napoli. Questo è quanto senza troppi giri di parole.
La sfida con i partenopei avrà contenuti tecnici difficili da prevedere: la batosta del San Paolo sicuramente avrà messo sull’attenti Spalletti e i suoi, che avranno ben capito che contro un Milan concentrato e feroce non bastano il triccheballacche, né i giochini di prestigio di Kvara, ma servirà tutto il potenziale tecnico e tattico mostrato in campionato.
Per parte nostra, non deve passare che basta ‘averne di più’ per passare anche se questa è la condizione di base del nostro team, sempre più simile (come resa) al Liverpool kloppiano: una squadra apparentemente inarrestabile se può galoppare al 150% aggredendo a tutto campo, il nulla se l’elettricità è solo ‘normale’. Ma da adesso in avanti non basterà, perché conterà anche la capacità di soffrire e gestire. Anche se ovviamente, come detto anche da Pioli, noi siamo “leggeri” e non ci possiamo fare nulla: è così che rendiamo, è così che vinciamo. Serviranno più che cuore e grinta, l’intelligenza.
Fare previsioni è difficile, anche se è scontato che vedremo un Milan pronto a riversare in campo tutto il possibile; non è detto che basti.

Le dichiarazioni da Napoli non sono scese di tono nemmeno dopo il 4-0, ma fra le pieghe dell’atteggiamento sicuramente concentrato e aggressivo degli uomini di Spalletti si legge anche una certa voglia di rivalsa. Il punto debole è forse questo: la scarsa abitudine, almeno quest’anno, a soffrire. Maldini ha sicuramente stuzzicato apposta Spalletti, creando una specie di caso, che ha colto nel segno e fatto rimuginare tutto l’ambiente fino a ieri; queste scaltrezze sono sempre molto mancate alla squadra e ci stanno tutte, anche in campo. D’altronde da questo lato del tabellone sia il Napoli che l’Inter (a cui manca 1 inutile gara per terminare finalmente il Torneo del Portogallo) sono contendenti a noi pari, e vanno quindi sbilanciati in ogni modo.
Fra i tanti protagonisti annunciati alla vigilia, non ho percepito molta attenzione verso Giroud. Il “vecchio” 9 non ha forse il fascino o la velocità, non strappa l’occhio e spesso si perde per partite e partite in sponde nel nulla; ma il suo gioco è sempre intelligente, superiore, e la sua esperienza anche.
Punto le mie fiches su Oliviero per la gara di stasera, alla faccia dei soliti che lo sottovalutano.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.