Milan-Hellas Verona presentazione

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Si torna in campo dopo la pausa delle Nazionali. È un Milan in emergenza a causa delle defezioni di Maignan (è stato operato al polso sinistro a causa della lesione di un legamento, ritorno previsto tra due mesi e mezzo circa), Diaz e Theo Hernandez (positivi al COVID). Inoltre, Giroud e Ibrahimovic non sono ancora al 100%, ma abili e arruolabili almeno per la panchina. La splendida vittoria di Bergamo, meno larga nel punteggio di quanto si potesse pensare e di quanto avesse mostrato il campo, ha permesso alla truppa di Pioli di rimanere in scia al sempre vittorioso Napoli di Spalletti, che sarà impegnato in casa contro il Torino di Juric. Il Milan ha sbancato il Gewiss Stadium con l’autorevolezza del proprio gioco, fatto che dà una prova in più, se mai ce ne fosse bisogno, del buonissimo stato di forma dei rossoneri.

Forse la migliore notizia della serata è stato il recupero di Kessiè, per la prima volta in stagione più o meno sui livelli dello scorso anno. La questione rinnovo non può non lasciare scorie nella sua testa e nel gruppo rossonero, ma dal momento che la risoluzione dell’enigma è ancora ben lungi dall’essere trovata (e non è detto che si arrivi alla fumata bianca) è essenziale riuscire a limitare i danni il più possibile. Ok l’esplosione di Tonali, ma del Generale abbiamo ancora bisogno, e fino a quando rimarrà un calciatore del Milan è giusto pretendere da lui il massimo per i nostri colori. C’è stata poi la conferma della crescita esponenziale di Leao, ancora alquanto umorale, ma sempre più continuo e decisivo. Il Milan è in salute, concentrato e solido, sempre umile e con una personalità che infonde fiducia per il prosieguo della stagione.

Oggi a San Siro arriva l’Hellas Verona di Tudor, che si sta più o meno rimettendo in carreggiata dopo l’ennesima fallimentare avventura di Di Francesco su una panchina di A. Le cessioni di Lovato e Zaccagni non sono state ancora completamente metabolizzate dai gialloblù, che stanno tuttavia trovando le contromisure. La coppia difensiva composta da Gunter e Dawidowicz si sta sempre di più cementando, e l’impatto di Caprari sulla trequarti comincia ad essere di buon livello. Proprio la posizione dell’ex doriano, formalmente seconda punta, può fornire qualche grattacapo alla difesa, dal momento che tende ad arretrare in impostazione, favorendo gli inserimenti di Barak (il “vero” trequartista dell’11 di Tudor) e Bessa. Occhio poi a Faraoni e Lazovic, sempre più continui come tornanti. Probabile formazione (3412): Montipò; Casale, Gunter, Dawidowicz; Faraoni, Miguel Veloso, Bessa, Lazovic; Barak; Caprari, Simeone.

Nel Milan alcune defezioni, come detto, costringono Pioli a correre ai ripari. Ballo-Tourè, Taturusanu e Daniel Maldini saranno titolari, con probabili turni di riposo anche per Calabria e Kjaer (Kalulu e Romagnoli al posto dei due). Per il resto dovrebbe essere confermata la formazione di Bergamo. Probabile formazione (4231): Tatarusanu; Kalulu, Tomori, Romagnoli, Ballo-Tourè; Kessiè, Tonali; Saelemaekers, Maldini, Leao; Rebic. Andiamo a portare a casa i tre punti nonostante le difficoltà e la momentanea prima posizione in classifica, in attesa del Napoli. Inter e Juve saranno impegnate contro le romane, quindi è essenziale fare il nostro per tentare di allungare sulle due rivali storiche. Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.