Milan-Atalanta presentazione

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Penultimo capitolo del libro. Il Milan è ancora avanti di due punti sull’Inter galvanizzata dalla vittoria della Coppa Italia, ma i rossoneri dovranno vedersela con due bestie nere o quasi: Atalanta e Sassuolo. L’Inter ha di fronte a sé un Cagliari in cerca della salvezza e una Samp quasi tranquilla. Tutto è più che mai aperto. In questi momenti non si possono fare calcoli, ma anche i ragionamenti più lucidi lasciano spazio all’ansia e ai pensieri, tanto a quelli positivi, quanto a quelli negativi. Non vivevamo una volata del genere da così tanto tempo che ormai nemmeno sapevamo più cosa volesse dire, ci eravamo dimenticati di queste sensazioni. Sono passati così tanti anni di sofferenze, sconfitte e umiliazioni che quasi ci è difficile pensare che siamo davvero a questo punto della stagione ancora primi, con un obiettivo davanti a noi tanto importante e insperato.

A Verona il Milan ha superato uno scoglio prima psicologico e poi reale. Quello della Fatal Verona era un ritornello che offuscava le menti dei ragazzi da giorni, e sarebbe stato facile cascarci, crederci così tanto da renderlo reale. Lo stava quasi per diventare, dopo la rete dell’1 a 0 degli scaligeri, ma la reazione di Leao e Tonali, i migliori della stagione rossonera senza nemmeno discutere, ha dapprima sciolto e infine demolito l’avversario gialloblù. Se già il match era difficile, figuriamoci dopo essere andati sotto. La squadra ha però tenuto botta, reagito, vinto da grande. Una menzione d’onore per Florenzi, che ha parlato da leader fatto e finito, da uomo squadra e spogliatoio. I calcoli stanno a zero, testa all’Atalanta senza pensare agli avversari, ma a noi stessi, perché oggi sarà non dura, durissima.

L’Atalanta è in piena corsa Europa League, e dopo tre anni di Champions per gli orobici sembrerà pure un obiettivo di secondo piano, ma centrarlo vorrebbe comunque dire avere qualche introito in più per la prossima stagione. I nerazzurri di Gasperini sono sempre ostici per i colori rossoneri, quasi più a Milano che a Bergamo. Una squadra grintosa, che attacca gli spazi, che gioca. Una stagione un po’ più sottotono, certo, ma non per questo la Dea è meno pericolosa. Tra i nerazzurri out Pezzella, Toloi e Ilicic, non recuperabili per San Siro. Attacco pesante e temibilissimo con Pasalic (in ballottaggio con l’altrettanto pericoloso Malinovskyi), Muriel e Zapata. Centrocampo di corsa e inserimenti, con particolare attenzione ai tornanti, e difesa con il roccioso Demiral in posizione centrale. Probabile formazione (3412): Musso; Palomino, Demiral, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler, Zappacosta; Pasalic; Muriel, Zapata.

Nel Milan i soliti dubbi tra mediana e mezzepunte, con favoriti Messias e Bennacer su Saelemaekers e Diaz. Ibra e Rebic pronti a subentrare dalla panchina. La destra rossonera dovrà fare estrema attenzione a Zappacosta, Calabria in primis. Giroud di punta con Leao grimaldello offensivo. Attenzione ai giocatori in diffida (Kalulu, Tomori e proprio Leao su tutti). Probabile formazione (4231): Maignan; Calabria, Kalulu, Tomori, Theo; Tonali, Bennacer; Messias, Kessié, Leao; Giroud.

Non abbiamo alternative. Non esiste il pareggio. Giochiamo la nostra partita per vincere e vediamo che succede. E spingiamo i ragazzi, San Siro non deve fare altro che stare accanto alla squadra e trascinarla. Vediamo. Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.