Inter-Milan presentazione

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Arrivato il Derby, dopo un paio di settimane di sosta per le Nazionali che come al solito per il Milan hanno portato solo potenziali guai, con gli acciacchi di Kalulu e Giroud. Arrivato il Derby, dicevamo. Un Derby di alta classifica, seppur dopo quattro giornate, un Derby che dirà poco del futuro ma tanto, tantissimo del presente delle due squadre, impegnate su più fronti e che da qui a Natale non si fermeranno praticamente mai. Proprio visto l’anticipo con cui è arrivata la stracittadina, e visto il peso decisivo molto relativo della stessa, si è cercato di caricarla dal punto di vista emotivo. Come? Ovviamente ricordando il recentissimo passato, le partite che nel 2023 hanno visto dominare i nerazzurri sui rossoneri.

3-0 in Supercoppa, 1-0 in Campionato, 2-0 e 1-0 in Champions. Lo zero siamo noi, per inciso. Sempre. Come sono maturate queste Caporetto? Le prime due partite il Milan le ha giocate nel suo peggior momento stagionale, quando la crisi mordeva le caviglie dei giocatori e non sembrava più riuscire nulla. Le seconde due hanno dimostrato la superiorità fisica e mentale dei nerazzurri, il tutto shakerato con gli infortuni di Bennacer e Leao, giusto per gradire. Oggi vedremo a che punto siamo nell’opera di riduzione delle distanze dall’Inter, che anche nell’unica vittoria del Milan della scorsa stagione, il 3-2 di settembre 2022, ha più volte messo all’angolo i rossoneri nella ripresa, salvatisi solo grazie alle due parate da fuoriclasse di Maignan su Lautaro e Calhanoglu. Oggi il Milan ha più fisico di un anno fa, e anche più esperienza. Basteranno? Vedremo.

L’Inter si prepara alla sfida di questa sera puntando sugli elementi di maggiore affidamento per Inzaghi. Acerbi guadagna posizioni su de Vrij, mentre la titolarità di Mkhitaryan non dovrebbe essere scalfita da Frattesi, pur essendo stato autore di una bella doppietta in Nazionale a metà settimana. Per il resto i nerazzurri rimangono gli stessi, con una difesa che nonostante i nomi non altisonanti non subisce reti, che è in fondo la cosa che conta di più. Dimarco a sinistra può essere un cliente complicato per Calabria, ma rispetto a un anno fa, quando il match era squilibrato anche vista la presenza di Messias, ci sarà probabilmente più gara. Infine Lautaro e Thuram, la cui intesa cresce, e con l’argentino bestia nera del Milan. Probabile formazione (352): Sommer; Darmian, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram.

Milan con la formazione tipo, ad esclusione di Tomori (e Bennacer). Giroud recuperato. Nessuna sorpresa particolare. Il match sarà uno scontro sulle ampiezze, più che sulle verticalità. Decisivo il modo delle due squadre di interpretare la manovra, se svilupparla centralmente o sulle fasce. Per il Milan fondamentale una volta di più il lavoro di Loftus e Reijnders, che dovranno essere bravi ad allargarsi o accentrarsi alla bisogna, per non perdere il duello decisivo con i dirimpettai. Probabile formazione (433): Maignan; Calabria, Thiaw, Kjaer, Theo; Loftus, Krunic, Reijnders; Pulisic, Giroud, Leao.

Senza ansia. Giochiamocela, ma non facciamoci schiacciare dalle aspettative. Cerchiamo la rivincita, certo, ma senza dare al match di oggi un significato di qualcosa di definitivo, perché non ce l’ha nemmeno lontanamente. Forza Milan!!!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.