Genoa-Milan presentazione

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Una settimana con luci e ombre. Dal punto di vista del gioco più luci, dal punto di vista dei risultati luci con squarci di ombre, dal punto di vista della cattiveria agonistica più ombre che luci. Il Milan visto contro la Lazio nel primo tempo è stata una squadra che è cresciuta nel corso dei primi 45 minuti, partendo lenta e carburando con il prosieguo del match. Il secondo tempo rossonero è stato invece un uragano, una prestazione a tambur battente, un assedio vero e proprio. Tante occasioni create, specie dall’out di destra, ma la partita è stata vinta a sinistra, con i due assist di Leao. Un Milan bello da vedere e cattivo, anche se non sotto porta. A Dortmund invece ancora le ombre di un Milan che manca nella stoccata finale, esattamente come in casa contro il Newcastle. Le occasioni capitate sui piedi di Pulisic e Chukwueze ancora le abbiamo negli occhi, così come le imprecazioni per non averle finalizzate. E quindi 2 punti e 0 gol fatti in due partite che se fossero terminate con i segni in schedina 1 e 2 nessuno avrebbe detto “bah”.

Ad ogni modo, nonostante l’amaro in bocca di Dortmund, questa è una squadra, una squadra vera. E soprattutto ricca di alternative. Senza Bennacer e Krunic, i due registi designati della squadra, ecco Adli che sale in cattedra e si prende i riflettori dopo un anno di esilio in panchina. Per un Loftus-Cheek che si infortuna arriva un Musah di vigore, corsa e tecnica e un Pobega che pur con tanti limiti ci mette buona volontà. Per un Giroud che deve rifiatare ecco Okafor che interpreta il ruolo in maniera diversa, ma comunque con profitto. Aspettiamo ancora il vero Chukwueze, che ha disperato bisogno di sbloccarsi per liberare tutto il proprio potenziale. Manca ancora la punta da 30 gol stagionali, l’ultimo vero grande limite della squadra, quello che non trasforma gli 0-0 in vittorie. Peccato davvero, perché la sensazione è che possiamo arrivare davvero vicini ai nostri obiettivi, ma l’ultimo passo diventa difficile da compiere, a meno che i gol che mancano dalla punta vengano compensati da ali e centrocampo… ma è dura.

Oggi andiamo a Genova, partita sempre complicata per i colori rossoneri, a maggior ragione in un periodo in cui il Grifone appare in grande spolvero. È vero, la classifica non sorride particolarmente al team di Gilardino, ma i rossoblu sono particolarmente temibili in quanto sono in grado di difendersi, ripartire bene e soprattutto far male con… cattiveria, sfruttando ogni singola occasione. Una squadra pragmatica che fa giocare e sbagliare gli avversari e li colpisce con i propri arcieri Gudmundsson e Retegui. In fase di non possesso il 3511 diventa un 541 coperto che non dà spazio sulle fasce, in fase di ripartenza Malinovskyi inventa, Gudmundsson dribbla e Retegui finalizza. Probabile formazione (3511): Martinez; Bani, Dragusin, Vasauez; De Winter, Thorsby, Malinovskyi, Frendrup, Matturro; Gudmundsson; Retegui.

Nel Milan pochi cambi dopo la trasferta tedesca. Calabria rifiata, al suo posto Florenzi. Adli dal primo minuto in cabina di regia. Okafor e Pulisic favoriti su Giroud e Chukwueze. Probabile formazione (433): Maignan; Florenzi, Thiaw, Tomori, Theo; Musah, Adli, Reijnders; Pulisic, Okafor, Leao.

Cerchiamo di chiudere nel migliore dei modi questa fase del campionato prima della sosta, perché al rientro avremo un ciclo terribile con Juve, Napoli, Udinese e Lecce e la doppia sfida con il PSG. Solo per cuori forti. Forza Milan!!!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.