Lo scudetto del bilancio

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Comincio questo post con un fatto di vita reale che mi è accaduto proprio ieri mattina. Giusto per sottolineare che quelli come noi, i tastieristi, i twitteristi, i commentatori seriali, così ci identificano le truppe cammellate, viviamo il quotidiano nel mondo reale e non nel magico mondo della contabilità e dei Mini Pony. Come tutte le mattine accompagno mio figlio alla scuola materna, da buon milanese imbruttito lo accompagno con lo scooter ed entro nella scuola con il casco in testa, perchè la fatturazione non aspetta mai. A parte gli scherzi, sul casco ho un logo del Milan ben visibile, e che in questo particolare momento, a Milano, aiuta molto a distinguersi da quegli altri colori brutti. Pertanto, entrando a scuola mano nella mano con mio figlio, incontro altri bambini della sua età o poco piu grandi, tra i 4 e i 6 anni, quando vedono il mio casco, iniziano ad accalcarsi intorno a me, cercando delle attenzioni. Ma per richiamare in maniera drastica la mia attenzione, trovano la soluzione più rapida ed efficace “Forza Milan” grida uno, e di seguito gli altri quattro milanisti proseguono “Forza Milan”, inziando a saltare come dei veri piccoli ultras. Ammetto che un sussulto al cuore l’ho avuto, “Sempre Forza Milan” la mia risposta, con un pò di emozione nel vedere anche mio figlio saltare e intonare cori. Me ne vado soddisfatto, consapevole che c’è speranza, in un momento nel quale Milano è dipinta di altri colori ma a qualcuno questo non interessa, contano i bilanci. Ebbene, mie care truppe cammellate di facebook, di twitter, dei canali ufficiali, delle pagine news semi ufficiali, questi bambini sono tifosi del Milan grazie a padri, madri, nonni, nonne che hanno passato a loro la passione di questi colori nonsotante la B, Farina e anni bui. Non lo sono grazie a voi. I loro mentori, non hanno mai parlato di plusvalenze e di bilanci, hanno solo raccontato le gesta di un Milan vincente che dominava il Mondo. Un Milan che lasciava il suo nome nell’Albo d’oro e vinceva sul campo di gioco ed è questo quello che conta, sempre. Il campo. Nel bene e nel male.

Questa premessa, probabilmente sciocca, è solo per introdurre l’argomento del post. Conclusa la Coppa Italia, che ha visto vincere ancora altri colori, possiamo dichiarare chiusa la stagione calcistica tricolore, in attesa della finale di Champions League. Ma nel suolo tricolore, possiamo dichiarare senza nessuna paura di smentita, che siamo i vincitori indiscussi dello Scudetto del bilancio. Sommo gaudio e infinita gioia per aver raggiunto un obiettivo primario per la sostenibilità di una società che così può pianificare solidamente il futuro. Futuro fatto di tanti acquisti decisivi e, soprattutto, minorenni. Siamo ormai ad un passo dalla prima stella del bilancio, obiettivo seconda stella del bilancio in breve tempo, visto che siamo talmente avanti rispetto agli altri che la bacheca a Casa Milan dovrà essere allargata per accumulare calcolatrici, fogli excel e, perchè no, un bel MacIntosh (per risparmiare un pò) per usare al meglio l’algoritmo. In una stagione lunga e difficile, dove abbiamo smesso di giocare sul campo nel mese di gennaio, aver raggiunto il traguardo più ambito, non può che farci gonfiare il petto, orgogliosi. Sulla prossima maglia ufficiale, insieme alla patch delle 7 Champions (notoriamente tutte vinte sempre e solo con i bilanci in ordine), inseriremo la nuova patch color oro dei “Campioni del Bilancio” con un bel grafico a corredo del pareggio economico. Vedremo se poi, riusciremo a far mettere anche un doppio asterisco a questa stagione, vicino al nome Milan, nella classifica finale del campionato. Una cosa semplice, tipo:

*Quinto nella classifica finale ma in Champions League per la penalizzazione della Juventus, ma con una Semifinale di Champions raggiunta dopo 16 anni
**Campione d’Italia del bilancio 2022/23 

Mie care truppe potete impazzire quanto volete, potete additarci come volete, potete addirittura metterci in bocca frasi che mai abbiamo detto, nè tantomeno scritto, ma questa cosa è la realtà. La state raccontando voi, a squarciagola, per cercare di distogliere l’attenzione dei tifosi da quello che è successo questa stagione. Stagione, che ricordo, abbiamo affrontato con lo scudetto sul petto (sia lodato Ibra per tutta la vita per questo miracolo) ma nella quale abbiamo fatto schifo. Siamo usciti da tutto già a gennaio, abbiamo seguito un sogno (perchè succede solo a chi ci crede, altra puttanata motivazionale da film USA) che poteva giusto tappare una narice ma la puzza di merda per la stagione ormai era troppo forte. Chiuderemo quinti, da campioni d’Italia in carica, intorno a -20 punti dalla testa della classifica (peggio dell’anno scorso), abbiamo abbandonato la Coppa Italia agli ottavi contro una squadra in 10 con in campo le loro riserve (peggio dell’anno scorso dove avevamo perso in semifinale, il solito derby perso 3-0), abbiamo perso una finale di Supercoppa Italiana, altro derby, senza neanche avvicinarci all’area avversaria (altro 3-0), abbiamo fatto una semifinale di Champions (persa ancora in un doppio derby 3-0 totale), nella quale il nostro vero top player europeo è stato “sorteggio” (meglio dell’anno scorso ma in un girone da testa di serie e nel quale nei due scontri più difficili contro il Chelsea abbiamo straperso). Abbiamo conquistato lo scudetto del bilancio grazie agli incassi della Champions, perchè altrimenti nemmeno questo importante trionfo contabile avremmo raggiunto. Non lo avremmo raggiunto, non certo per colpa di uno stadio non di proprietà, visto che si viaggiava a 70K persone di media a partita, non certo per colpa dei tifosotti criticoni che si permettevano di suggerire un approccio un pò diverso sul mercato. Eppure nessuno di noi, criticoni, oppure cagacazzi, come ci definisce uno stipendiato dalla società che su facebook banna e insulta chi non segue il pensiero unico, ha mai chiesto Haaland, mai.

Anno 2045 – Stadioni racconta ai microfoni di Sky il 23° bilancio positivo consecutivo dopo essere passati da Elliott a RedBird, poi a JP Morgan e di seguito a BlackRock con lui sempre garante dello stadio che sarà pronto nel 2185 dopo l’invasione degli Annunaki da Nibiru. 

Questa storiella del tifoso mai contento deve finire. Non regge più, non leggo frasi da parte di tifosi che pretendono mercati spumeggianti ma almeno mercato sensati per migliorare il risultato sportivo. Non regge nemmeno più la storiella delle altre squadre disastrate, perchè la storia recente ci insegna che i titoli sul campo li vincono e li tengono, nonostante i bilanci e nonostante le plusvalenze. Chi vuole, lotta per vincere, chi non vuole accampa storielle e si fa aiutare dai media per far passare il messaggio “memento mori” rivolto agli altri, che però, nel frattempo, fanno come Troisi “mo aspetta che me lo segno”…E’  tutta qui la differenza, chi sa, fa, chi non sa, parla. E noi di gente che parla, scrive e ne racconta a profusione ne abbiamo a bizzeffe, pensando che tanto la giustificazione da utilizzare è sempre la solita, non possiamo competere economicamente con gli altri. Che sa molto di “fiscalità spagnola” o di “petroldollari”. Purtroppo noi anziani anche l’epoca Banter l’abbiamo vissuta e ste cazzate le decodifichiamo subito. Sia chiaro, non c’è nessun rimpianto nè nessun paragone con quegli anni, ma il liquame intorno alla società, invece, è sempre lo stesso e viene supportato da nuovi adepti con i leccalecca che, peraltro, non sanno nemmeno rispettare le più classiche regole grammaticali.

Lo sport professionistico è un grande show, che porta visibilità e soldi grazie alla globalizzazione in atto ma non scappa da una componente fondamentale, i risultati sul campo. Io l’ho sempre detto, sono disposto ad aspettare, anni. Non c’è problema, ma non voglio sentire cazzate, le annate gloriose vanno celebrate come l’anno scorso, le annate di merda vanno condannate e vanno presi provvedimenti. Ma soprattutto, voglio vedere sul campo gente che lotta e che se non lo fa, venga giustamente criticata. Non va gettata nebbia per nascondere gli errori e la storia del bilancio è proprio di una pochezza imbarazzante. I tifosi non sono contabili, andatelo a raccontare ai tifosi del Real se sono contenti di aver perso contro una società tecnicamente morta (dicunt ma poi sempre lì) ma che gli alza la Liga in faccia. Di certo però, Florentino Perez & C. non parlano di bilanci.  Ma soprattutto, è fuoriluogo parlare di bilanci, quando negli ultimi 5 anni la squadra di Milano rivale, che doveva essere morta, stramorta e sepolta ha vinto uno scudetto, due coppa italia, due supercoppe italiane, ha fatto una finale di Europa League e ne farà un’altra di Champions e, inoltre, ha vinto gli ultimi derby senza nemmeno far fatica. Chissà se i loro tifosi saranno in ansia per la chiusura del bilancio?

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.