Milan-Celtic pagelle

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L’inizio del match è sconcertante, con un Milan troppo brutto per essere vero braccato nella sua trequarti dal modesto Celtic e giustiziato dagli erroracci di Krunic. C’è persino a un certo punto il rischio collasso, con omini verdi che sbucano da ogni parte e l’area piccola rossonera che diventa territorio nemico. Fortunatamente ci svegliamo, trascinati da Calha, con Rebic e Castillejo guerrieri e la catena sinistra che si anima improvvisamente.
Nella ripresa l’accantonamento del bosniaco ristabilisce la parità numerica e il Milan saggiamente resta più compatto dietro puntando su individualità e gestione degli (ampi) spazi davanti. Sale in cattedra Hans Petter Hauge, il terribile norvegese che con due giocate indirizza la gara: gol+assist in grande stile. I fenomeni lunghi larghi forti e belli li lasciamo agli altri, a noi vanno bene questi giocatori qua, tosti e capaci, poco chiaccherati, brillanti, sempre pronti. Discorso che vale per lui e per tutti.
Il contemporaneo successo del Lille ci regala la qualificazione, vedremo se riusciremo a sopravanzare i francesi nell’ultimo turno nel confronto a distanza.

Donnarumma 6 – Dà a Krunic un pallone un po’ sanguinoso ma l’errore non è suo. Con un buon intervento salva lo 0-2 (più tardi lo subisce ugualmente); sicuro nella ripresa in un paio di occasioni.

Dalot 5 – Prestazione poco intensa, timida. Si dimentica del fuorigioco sullo 0-2. Non migliora nella ripresa dove lascia ancora un paio di occasioni al Celtic mentre davanti non arriva mai.

Kjaer sv – Torna presto.
Romagnoli 6.5– Sicuro e determinante nella ripresa con anticipi dentro e fuori area. Vedremo senza Simon quanta sostanza c’è dietro i gesti polemici del capitano. Se gioca sempre così a me sta bene.

Gabbia 5+ – In avvio è preso in mezzo dalle folate del Celtic, senza riuscire a fare la differenza. Si tranquillizza gara facendo.

Theo Hernandez 6 – La prima parte di gara dimostra quanto si sta impegnando in campionato per essere sè stesso e insieme difensore; qui si deve infatti risparmiare e contro l’agile Frimpong si formano catastrofiche voragini dal suo lato. Nei primi 20 minuti di gara dalla sua parte entra qualunque cosa. Si accende quando il Milan passa all’offensiva con le solite eccezionali sgroppate, decisivo nel 2-2 e nel risalire il campo più volte nel secondo tempo, dove continua a soffrire in difesa ma combattendo e occupando gli spazi giusti.

Kessie 6 – Gara a ritmo ultra ridotto per il Presidente, chiamato a tamponare l’emorragia sulla sinistra e a giocare da solo contro tutti in mezzo. Fa il minimo, concedendo il minimo.
Bennacer 6 – Rileva Kessie con la medesima modalità risparmio energetico e i medesimi risultati.

Krunic 3 – Sbaglia sul primo gol, sbaglia sul secondo gol, disputa una gara di livello parecchio inferiore ai compagni e agli avversari; peggiore in campo per distacco. Era dai tempi di Poli che non assistevamo a simili minchiate in impostazione sulla nostra trequarti. Silurato.
Tonali 6.5 – Entra con grande spirito combattivo e gioca 45 minuti di livello.

Castillejo 7 – Intenso, guerriero, determinante ma poco freddo. Segna un gol, potrebbe segnarne di più. Quando non si perde in svolazzi che non gli competono è un giocatore che piace.

Calhanoglu 7 – E’ l’unico che entra con l’intensità e la mentalità corretta, e infatti è lui a suonare la carica. Si muove nel caos come in un salotto, risolve, sovrappone, fa sembrare la punizione che da il via alla rimonta un rigore. Nella ripresa inizia a commettere qualche errore e viene giustappunto rilevato.
Brahim Diaz 6.5 – Brahim c’è, con la palla non combina nulla ma appare al momento giusto e ghiaccia la partita con freddezza.

Hauge 7.5- Nel primo tempo è sul pezzo, nella ripresa mattatore. Il 3-2 è un golasso in cui mostra quello di cui è capace: parte con la porta in testa, è ingobbito, il passo è particolare, ma è tenace ed è un professionista del dribbling, con la palla che non si sposta dal piede, ed è delicato. Serve anche l’assist a Brahim e rincorre tutti sul lato sinistro. Impressionante display di varietà e qualità. BRAVO!

Rebic 6 – Difficile il compito del centravanti per lui, specie dal punto di vista realizzativo; ma apre spazi e guadagna punizioni, nel momento più duro pressa tutto e tutti col coltello fra i denti. Sufficiente il voto, ma la stima è molto di più.
Colombo sv

Pioli 6 – Le gare di coppa sono subordinate al campionato, inutile discuterne troppo. Non c’è probabilmente il tempo di prepararsi meglio e studiare cambi e situazioni che vadano oltre il semplice turnover chiamato dalle esigenze e l’affidarsi alla consuetudine. La pochezza soprattutto mentale del Celtic e la doppia legnata in poco tempo, che ha fatto scattare la voglia di riscossa, hanno marcato la differenza rispetto alla figuraccia contro il Lille, con la squadra che ha ritrovato sè stessa prima di compromettere del tutto la situazione.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.