Ridolini, il Nerd e il Muto

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La prima cosa che spicca probabilmente non sono i gol – che di certo non scomparirebbero -, ma l’anagrafe. Ovvero dai 37 anni di Olivier Giroud – con tutto il bagaglio che ciò si porta dietro in campo e nello spogliatoio – ai 23 di Joshua Zirkzee e ai 22 di Armando Broja. L’inversione a U del Milan verso profili decisamente più green in attacco è evidente e riporta sotto i riflettori una delle missioni principali maneggiate prima da Elliott e poi da RedBird. E cioè cercare, nei limiti del possibile dettati da prezzi e contesti particolari, di portare a Milanello profili under 25. Giocatori di prospettiva, con ampi margini di miglioramento che poi offrono due strade, entrambe meritevoli di attenzione: tenersi stretti profili utili al raggiungimento degli obiettivi sportivi, o praticare le allettanti vie delle plusvalenze. Lo switch che si va delineando per il reparto offensivo rossonero è chiaro e netto. Un anno fa salutò Ibra, ora ha detto ciao Giroud e quindi per il Diavolo è un’ottima occasione – forzata, ma pur sempre un’opportunità – per svecchiare il reparto e sistemarsi per qualche anno, in modo da non ritrovarsi ogni estate con la fatidica domanda: come sistemiamo l’attacco della prossima stagione? Dunque, ricapitolando: Zirkzee sempre più vicino e Broja decisamente attenzionato. È così che si sta muovendo la dirigenza rossonera in questi giorni, sempre più caldi dopo un periodo di (apparente) stallo. Se davvero così fosse, sarebbe inevitabile anche farsi due riflessioni in termini di rosa. Perché Zirkzee rivestirebbe il ruolo del centravanti di riferimento, il titolarissimo. E Broja teoricamente il suo vice. Un vice da spolverare e lucidare un po’, perché il centravanti albanese è reduce da una stagione tormentata al Fulham (dov’era in prestito dal Chelsea), tra infortuni molto seri (rottura del crociato lo scorso dicembre) e una comprensibile ricerca della forma migliore nel periodo successivo. Allo stesso tempo, però, da via Aldo Rossi negli ultimi tempi era emerso l’orientamento di rinnovare per un’altra stagione il contratto di Luka Jovic. Annata altalenante ma con una media gol più che sufficiente, per il serbo, senza considerare che del pacchetto avanzato a questo punto sarebbe lui, a 26 anni, il senatore in rosa. Se dunque la pista che porta a Broja si scaldasse ulteriormente, a meno che il Milan non decida di tenersi tre centravanti (superfluo dire che nessuno di loro, ovviamente, sarebbe contemplato per l’Under 23), uno fra Jovic e Broja dovrebbe salutare. Se si parla in termini di prestiti, il nome sarebbe quello di Broja. Se invece il sacrificato fosse Jovic, si tratterebbe evidentemente di un addio a parametro zero perché il contratto non verrebbe rinnovato.

Fonte Gazzetta dello Sport

Dopo settimane di nulla cosmico, sembrerebbe che la dirigenza del Milan (o presunta tale) abbia deciso di muoversi per tentare (questo dovrebbe essere l’intendimento) di rinforzare la rosa attuale. Ridolini, il Nerd e il Muto hanno comunicato al Bologna di voler pagare la clausola e versare nelle casse del Bologna i 40 milioni di euro previsti per assicurarsi Zirkzee. Tutto fatto? Beh no, il Milan, prima di versare la clausola deve convincere il giocatore, ma soprattutto i suoi agenti. Il giocatore avrebbe espresso la volontà di trasferirsi a Milano, sponda rossonera, ma la vera trattativa è appunto con i suoi agenti che vogliono milioni e milioni (12) per accasarsi a Milanello. E che problema c’è? Ci penserà Ridolini che racconterà qualche barzelletta bocconiana ai malcapitati e il gioco è fatto. Il tutto sotto lo sguardo terrificante del muto mandato da RedBird a non si sa fare cosa.

Visto? Siccome Ibra ha parlato più a Sanremo in una serata che al Milan dopo oltre un trimestre…, ecco che si è alzata qualche velata critica da parte di qualche kamikaze giornalista non allineato (pochissimi) e da parte di una tifoseria, quella pensante, preoccupata di uno stallo alquanto inquietante. Non lo avessero mai fatto, subito è scattata la controffensiva dei soliti menestrelli, i soliti spennellatori di radula, che hanno subito precisato la centralità della figura di Ibra nell’universo, con tutti i pianeti di qualsivoglia sistema solare che gli ruotano intorno. Eh beh, ma al Milan va così da sempre, c’è una pletora di suonatori di cetra che prende ordini dall’alto e subito batte i tacchi scattando sugli attenti al grido della scuola goebbeliana:

JAWOHL!!!

Il Milan, ma soprattutto la sua società, qualunque essa sia, non si può criticare, poi ci spieghiamo perché la comunicazione del Milan è portata avanti dalle stesse persone da quasi 40 anni, unico esempio su tutto il pianeta. Si vede che sono veramente bravi nel loro mestiere, si vede che sono inarrivabili, si vede che così ne nascono una decina ogni 200 anni.

Ora perchè all’improvviso questi qui, e intendo la dirigenza, avrebbero deciso di dare impulso al mercato? A mio parere del Milan, ma soprattutto della capacità di competere e vincere, a questi qui non frega un cazzo. Nessuno comanda, nessuno prende decisioni, si riuniscono per fare qualcosa, ma lo scopo non è vincere, levatevelo dalla testa. La mossa Zirkzee è una mossa per accontentare il popolo, lo avessero scelto con la volontà assoluta di prenderlo, lo avrebbero preso molto prima. Ma siccome l’aria che si respira è molto pesante, soprattutto tra la tifoseria (la critica giornalistica non esiste) e siccome occorre raggranellare soldi con gli abbonamenti ecco allora Zirkzee.

Il ragazzo è forte e mi piace, ma non vorrei che in una penuria assoluta di talenti si stia sopravvalutando il ragazzo che centravanti (alla Giroud) non è proprio e di conseguenza non è un bomber vero, uno di quelli che non compriamo da decenni con l’intento di investire su un vero centravanti. Mi lascia delle perplessità, ma in ogni caso…magari venisse. E allora, gettando la cortina fumogena dell’olandese ecco che si apprestano a dare fiato alle allucinazioni e alle visioni del Nerd che avrebbe individuato in Broja un altro attaccante. Chiaramente viene da un crociato, da stagioni travagliate e quindi va bene per noi. E su questi qui che vogliamo rifondare il nostro attacco in attesa dell’arrivo di Zorro? Capite bene che, per ora, l’incertezza e lo scetticismo regnano sovrani.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.