Parliamo di Sisogene

Vittoria! Sì, vittoria di Sinner. Grazie, Jannik. Mi sono tuffata sulla tua partita, per dimenticare la nostra. E tu mi hai regalato grandi emozioni, illuminando la mia triste serata. Game over, ragazzi? No. Un po’ di sano realismo mi ha impedito di coltivare utopie di scudetto. Il nostro obiettivo è la zona Champions. Occhio, perché, nonostante il vantaggio, non è facile da raggiungere. La sconfitta mi ha amareggiato. Non stupito. Sono conscia dei limiti della squadra. Non per questo, comunque, la amo di meno. Nutrivo una speranza legata al miglioramento delle condizioni e quindi delle prestazioni di Pulisic e Leao. Come non detto. Mi spiace di non aver messo un po’ di paura agli Orrendi. Per carità, lo scudetto l’avrebbero vinto anche se avessimo espugnato l’Olimpico. Noi non abbiamo la forza per infilare filotti di vittorie. Però avrebbero passato una settimana un po’… così. Rabbiose le reazioni di Ingiocabili e tifoseria tutta, guidata da quella che occupa le redazioni, perché si è momentaneamente interrotto il morattiano recupero crediti. Interrotto non è un participio passato che si adatti molto a loro. Calzerebbe a pennello intercesso, che racchiude due concetti che si sposano a meraviglia. Ma mica si può dire recupero crediti intercesso. Il pio Chivu, fulgido esempio di allenatore filosofo, diventa un essere urlante che conserva solo vagamente sembianze umane e si fa espellere. I mass media risuonano di indignati “ Scandalo a S. Siro”. Lo scandalo non è stato quello di Inter Juve. No. Anzi, il prode Bastoni, viene candidato al premio Rosa Camuna, perché rappresenta un lodevole esempio di rispetto per i valori sportivi e culturali. Grottesco! Ridicolo, per la barba di Sisogene! Chi è costui? Lo scoprirete solo leggendo.

Le truppe cammellate, guidate da Don Beppe, a fine gara scendono negli spogliatoi per avere un confronto con la terna arbitrale, rea di non aver annullato un gol, peraltro regolare, e di non aver concesso un rigore che, a onor del vero, ci stava. Provo a immaginarmi un comportamento del genere da parte del nostro Ad di ‘sta ceppa e del nostro presidente dei miei stivali. Mi scappa da ridere. E penso: “ Come sarebbe bello avere una Società normale e competere davvero con questa gentaglia. Sarebbe bastato fare un paio di acquisti ad hoc a Gennaio, per mettergli davvero paura.” Niente da fare. Il nostro scudetto? La liberazione da Furlani. Almeno quella. Non l’avrò. Sarebbe fantastico eliminare dalla nostra Storia gli anni di Furlanette e Redbird. E qui la mia mente torna indietro nel tempo. Siamo nel 1582. E ci troviamo di fronte ai 10 giorni che non sono mai esistiti. 10 giorni che non hanno posto nella Storia. Da Giovedì 4 Ottobre si passa a Venerdì 15 Ottobre. Come mai? Il discorso viene da lontano. Il calendario romano si basava sulle fasi lunari. Ne derivava una grande discrepanza tra il calendario in uso e l’anno solare. Una confusione pazzesca. Eh, mica c’era don Beppe lì a sistemare da par suo i calendari. Per riallineare l’anno lunare di 355 giorni a quello solare si introduceva quasi ogni due anni dopo il 23 Febbraio un mese chiamato Mercedonio. Insomma, la situazione era molto caotica. Venne normalizzata da Giulio Cesare nel 46 A. C., grazie ai suggerimenti di Sisogene, un astronomo greco amico di Cleopatra. Costui diceva che l’anno solare è composto da 365,25 giorni. Così Cesare introdusse il calendario giuliano con tanto di anni bisestili. Ma in realtà l’anno solare è di pochissimo più corto di quanto previsto da Sisogene. La differenza, pur se minima, produsse una discrepanza di una decina di giorni nell’accumularsi dei secoli. E allora Gregorio XIII, per sistemare le cose, arrivò a sopprimere quei 10 giorni di Ottobre. E l’anno bisestile venne abolito nei secoli non multipli di 400. Io non sono Gregorio XIII, ma vorrei tanto cancellare dalla nostra Storia il nefasto periodo RedBird – Furlanette, che minaccia di durare ancora a lungo. Purtroppo la realtà mi è ostile. Non vuole adattarsi ai miei desideri.

Eh, ho un bel dire di Sisogene e Mercedonio. Cerco di divagare, per non parlare della partita. Come sempre, quando perdiamo e lo facciamo male, mi rifiuto di seguire servizi e commenti sulla nostra sconfitta. Sarà probabilmente una forma di vigliaccheria. Quello che mi ha dato fastidio, Max, è il modo in cui abbiamo affrontato la partita. Io, a differenza di molti, non ti ho mai chiesto il bel gioco. Davvero bizzarro il comportamento dei tifosi laziali. Hanno sospeso lo sciopero proprio per noi. Solo per noi. Lo attueranno fino alla fine del campionato. Sorrido amaramente. Tutti cercano di dare una mano agli Orrendi. Ma in questo caso, forse, la cosa ci può favorire. Magari, spinti dal loro pubblico, si sbilanciano un po’ e noi, belli chiusi dietro, potremo colpirli in contropiede. Specialmente se Leao e Pulisic stanno in piedi. Sono rimasta basita, vedendo che nei primi 20 minuti abbiamo subito 4 o 5 sanguinose ripartenze, con tanti uomini in avanti, rischiando di prendere più di un gol. Va bene perdere. Ma perché farlo, snaturandoci, per la barba di Sisogene? Ho rivisto le praterie di piolana, e non solo, memoria. Mi si è gelato il sangue. Perchè hai messo, Estupinan, Max? D’accordo, Pervis è stato l’eroe di una splendida notte. Ma è un eroe per caso. Anche nel derby ha commesso un paio di svarioni che per fortuna non ci sono costati il gol. Voglio pensare che Bartesaghi avesse ancora qualche problemino fisico. Comunque, se Estupinian è uno che si fa saltare pure da me, va protetto. Isaksen se l’è bevuto fin dal primo minuto. Gli interisti, gente dissociata dalla realtà, inveivano contro chi parla di Marotta League. La verità è che uno dei tanti regali fattici dalla Marotta League è la pioggia di gialli su Rabiot. Senza Adrien e con Pervis la nostra fascia sinistra è debolissima. Deve esserci qualche accorgimento tattico per proteggerla. O no? Sono rimasta delusa dalla brutta prestazione di Jashari, che pure reputo un buon giocatore.

Più che la sconfitta, questi sono i motivi della mia amarezza. Lo scatto di nervi di Leao, Max, è figlio della frustrazione. Rafa sa che le sue prestazioni non sono all’altezza. La pubalgia, l’impiego tattico, il non riuscire a fare quel che vorrebbe creano un maledetto circolo vizioso dal quale è difficile uscire. E adesso? Ci aspetta un Torino in ripresa, con Zapata e Simeone, due che ci hanno fatto spesso male, in gran spolvero. Ci creeranno enormi difficoltà, visto che non siamo dei fulmini di guerra. La Champions è tutt’altro che in cassaforte. Mi rende triste pensare alla nostra disgraziata partita. Meglio parlare di Sisogene. Sì, tu eri un genio. Sapevi come intervenire sul calendario. Non vantarti troppo, però. Guarda che don Beppe è molto più abile di te nel sistemare i calendari. E io? Non riesco sistemare niente, purtroppo. Non posso cancellare dalla nostra Storia una proprietà e una dirigenza indegne. Molti tifosi, peraltro, neanche le contestano. Se c’è qualcuno che mi dà più fastidio degli idioti, è chi li supporta. Vivo nell’attesa della liberazione dai maledetti, anche se la pazienza non è una mia peculiarità. Quando la distribuivano, ero già andata via, perché mi ero rotta le scatole ad aspettare. Altro che pazienza. Io spaccherei tutto, perché… Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.

Chiara

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Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.