Senza titolo

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Il pezzo di oggi è senza titolo. Basta e avanza la foto. Una povera donna, sfinita, stroncata dal suo Milan, è preda della dolorosa sindrome della vigiliafobia, sconosciuta ai tifosi delle altre squadre. Sente parlare di una lieve indisposizione di Theo e le si gela il sangue. Lei sa che a Udine Theo non ci sarà. Una povera donna, distrutta dal suo Milan, accetta con ammirevole pacatezza il gol dell’Udinese, una roba che sa di sberleffo dovuto alla nostra insipienza. Una roba grottesca, arrivata appena dopo aver subito 5 angoli in 7- 8 minuti di gioco. Gente sguaiata e scurrile si lascerebbe andare a urla, imprecazioni, insulti. La povera donna no. Lei è l’immagine della finezza, dell’eleganza, dalle quali deroga pochissime volte. Quando la cosa, rarissimamente, accade, pensa che in fondo l’eleganza è una risorsa dello spirito per colmare difetti fisici. E lei fisicamente è messa benissimo. Mentalmente non sa. La povera donna tiene un comportamento encomiabile, da Buckingham Palace. Si crogiola tristemente nella sua delusione, nel suo avvilimento e non proferisce verbo. E questa è una faccenda di cui va orgogliosa. Ma cosa può fare di fronte all’immediato, nuovo vantaggio friulano dopo il faticoso pareggio su rigore fatto generosamente ribattere?

Ditemelo voi cosa può fare. Anzi, lo dico io. I suoi robusti freni inibitori si spezzano sotto l’attacco di un’ira furibonda. Da un vulcano di rabbia incontrollabile escono lava e lapilli infuocati. E parole non proprio vendemmiate dalla vigna del vocabolario, sparate a 10mila decibel, inondano la casa. Svegliano e spaventano il suo Orrendo. Lui, scosso dal frastuono, fa capolino dal talamo in cui si era signorilmente ritirato. Realizzate le ragioni dell’accaduto, torna ad isolarsi, non prima di aver mandato a ca…ntare la sua dolce metà, che è pure stonata. La mia partita finisce qui, perché poi si disperde in un giro di telefonate al calor bianco. Pioli è un allenatore del Carso. Sì, il povero deve sempre rimanere in trincea con l’elmetto, per respingere feroci e ingiusti attacchi. Dalle parti di Mantova c’è perfino della brutta gente che gli dà dell’asino….E non si tratta di Caetanuso, eh. Ma che gara immonda. Come tante, troppe altre. Colpa della rosa inadeguata, allestita da una Società sparagnina, e di un Mercato, gestito, comunque, male? Anche, per carità. Ma io mi rifiuto di credere che i nostri reali valori siano questi. E me la prendo con un allenatore che non licenzierei oggi, semplicemente perchè l’avrei fatto già da tempo. L’Udinese è una squadra fisica, dice l’illuminato. Bene, noi la affrontiamo con il solito centrocampo a 2 e con Brahim trequartista. Geniale! Delle sostituzioni, del passaggio dalla difesa a 3 a quella a 4 dopo aver preso il terzo gol non mi va di parlare. Noto solo che mettere il frastornato CDK a un quarto d’ora dalla fine, a partita ampiamente compromessa, mi sembra significativo. Lo stratega vuole farci vedere che il ragazzo è inadeguato. Le colpe dei nostri problemi non sono dell’allenatore ma del materiale scarso messogli a disposizione.

Io non ho mai ritenuto Pioli un grande tecnico. Lo stimavo, però, come persona. Non è più così. Per me questo si è montato la glabra testa. Tutti dicono sia un aziendalista. Mica vero. Lui accetta, sì, senza proferire verbo gli acquisti della Società. Poi, però, li boicotta, col preciso intento di dimostrare quanto fossero sbagliati. Mi rifiuto di credere che Cdk sia la nullità che ha mostrato di essere. Il genio me lo fa giocare titolare nel derby, assegnandogli il compito di marcare Brozovic. E con la Fiorentina il ragazzo deve stare su Amrabat. Questo perché noi dobbiamo giocare a 2 a centrocampo. Trattasi di dogma. Dogma che ha causato il mobbing verso Vranckx, Pobega e Adli, ragazzi che non sono mai stati inseriti nel progetto. Avevamo una fascia sinistra che funzionava a meraviglia. A me sembrava la migliore d’Europa. Lui, con le sue geniali elucubrazioni tattiche, ha prima accentrato Theo e poi Rafa. Ora è fuor di dubbio che Leao sia discontinuo e tenda spesso a ciondolare. E’ e resta un prospetto di campione. Il cambio di posizione non l’ha, però, agevolato.

E qui divento matta. Un allenatore deve mettere nelle condizioni migliori di esprimersi i giocatori di maggior talento. Vesto i suoi panni. Ho, naturalmente, un mio modulo preferito. Chiedo alla Società di comprarmi i giocatori adatti per realizzarlo. Bambola, non c’è una lira, mi rispondono. Va bene, invece del calciatore di fascia A, mi predi quello di fascia B o C. Ma che abbia determinate caratteristiche. E’ chiaro che qualche euro lo devi tirar fuori. Se mi piace il 4-3-3, per esempio, non voglio un trequartista. I miei desideri non vengono soddisfatti. Ho 2 alternative. Saluto oppure cambio modulo, adattandomi alla rosa con la quale devo lavorare. Tertium non datur. Per tutti. Non per Pioli. E qui chiamo in causa anche Maldini. Paolo, hai parlato con quello lì del Mercato? Perchè hai preso mezze ali a uno che ha continuato imperterrito a sopprimere il ruolo? Perchè gli hai rinnovato il contratto, rendendolo per giunta faraonico? Perchè ha vinto uno scudetto? Ma va’ a da’ via i ciapp!

La mestizia del post Salernitana non mi aveva impedito di emozionarmi per i sorteggi Champions. Ripenso con malinconica tenerezza a quei palpiti. Prima estrazione: Real. Oddio. Ti prego, non fare uscire Milan. Voglio la pallina dell’Inter! Chelsea. La soddisfazione per aver evitato Carletto è mitigata dal fastidio di non poter prendere il Chelsea. Inter. Dai, City! City! O Milan. Benfica! No! Adesso restano Bayern, City o Napoli. A questo punto spero nel Ciuccio. E Ciuccio è. Poteva andare peggio? Sì. Però….. è durissima. La maledizione di Bela Guttmann vale solo per le finali, vero? A Napoli festeggiano con i mortaretti. Hanno ragione, per carità. Loro sono i grandi favoriti. Però…. Certi atteggiamenti possono essere controproducenti. Mai dire gatto fino a che non ce l’hai nel sacco. Io mi sento sfavorita ma non battuta in partenza. Temo gli infortuni e Pioli. Mi arrabbio moltissimo per le date. Noi giochiamo Mercoledì 12 e Martedì 18. Sabato 15 trasferta a Bologna. 3 partite in 6 giorni. Gli Orrendi Martedì 11 e Mercoledì 19. 3 gare in 8 giorni. Avranno un giorno in più di riposo sia per la partita di campionato che per quella del ritorno di Champions. Com’è possibile che a loro vada sempre bene e a noi sempre male? Ma tutto sfuma davanti alla mortificazione friulana. Dopo la sosta per le Nazionali, che, come da copione, ci regalerà almeno un paio di infortunati, dovremo andare al S. Paolo. Napoli schiaccia sassi. Noi schiaccia mosche. Mamma mia. Brr!! Non mi sono spiaciute le sconfitte di Roma e Orrendi. Ora siamo quarti. Mi sa, però, che il quarto posto alla fine lo vedremo con il binocolo, maledizione al secchio. Senza titolo è il titolo del mio pezzo. Io mi sento senza titolo per poter nutrire speranze. Comunque dobbiamo andare avanti. E allora “ Forza Milan!”

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.