La noia e la rabbia

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La noia, figlia della delusione, per l’ennesima, brutta prestazione del mio Milan è stata squarciata al crepuscolo della partita da una rabbia furibonda. Come si fa ad annullare un gol del genere? Un gol di regolarità cristallina? Il Var ha sentito la necessità di intervenire. Perchè? A noi hanno fischiato rigori contro per falli subiti dai nostri difensori. Hanno convalidato gol fatti dopo aver sgambettato uno dei nostri. Fallacci da rosso non sono stati sanzionati. Mai è stato richiamato l’arbitro. Mai! In questo caso, invece, Massa è stato invitato a rivedere l’azione. E ha cambiato la sua decisione. Succede sempre così? Mica vero. L’anno scorso, proprio contro il Napoli, Giacomelli guardò distrattamente l’immagine del fallo di Baka su Theo e fece spallucce. Insomma, noi siamo sempre cornuti e mazziati. Però abbiamo stile. Non ci lamentiamo mai. Siamo dei signori, superiori a queste bagatelle, nelle quali, invece, gli altri sguazzano. Risultato? Non solo siamo regolarmente penalizzati, ma, a livello mediatico, risultiamo pure quelli favoriti. Se non fossi una signora, direi alla Società dove può ficcarselo il suo stile. Pure dalla Champions siamo usciti con garbo ed eleganza, eh!

Lo stesso, impeccabile stile la Società lo mostra nell’affrontare il nostro endemico problema. Esorbitanti gli infortuni, le indisponibilità, i tempi di recupero. Preparazione atletica “ particolare” la nostra. Si parte a palla. Si perdono un sacco di uomini. Poi finisce la benzina e si sprofonda in fase down. Un dejà vu. Capitano anche cose bizzarre. Cose che succedono solo a noi. Un ragazzo di 24 anni ha un raffreddore. Recupera? Non recupera? Gioca, male, un paio di partite. Poi ci sono 8 giorni prima della gara successiva. Al colto e all’inclita sembrano più che sufficienti per guarire. Tanto più pensando che Theo non è seguito dal Dott. Tersilli. Niente. Non ce la fa a sfebbrarsi. Anzi, sì. Viene convocato. Solo per un paio d’ore, però. La febbre si riacutizza e lui viene depennato dall’elenco. E’ lecito nutrire dei dubbi? E’ lecito sentirsi presi per i fondelli e pensare di essere ostaggio di persone non particolarmente competenti? No. Solo dei buzzurri possono avere certe idee bislacche. E magari chiedersi se i flessori si possono soffiare il naso. I tifosi perbene e intelligenti non cercano colpevoli. Guai a creare capri espiatori. Si gioca troppo spesso. Anche gli altri hanno infortuni. I campi di allenamento sono troppo duri. E facezie varie. Risultato? Be’, i risultati sono sotto gli occhi tutti. Il fegato di chi ha il Milan nel cuore si spappola. L’umore si guasta. Ci si consola con un pensiero. Che stile ha la nostra Società! Mai una parola fuori posto. Mica può essere che ci sia qualcuno non all’altezza. Di solito in ogni azienda i capi valutano il lavoro dei loro dipendenti. Magari premiano quelli bravi e tirano le orecchie o, addirittura, licenziano quelli scarsi. Da noi non funziona così. L’emergenza è da molto tempo la normalità? Pazienza. E’ questione di fatalità. Sfortuna. La ruota prima o poi girerà. La Primavera retrocede in serie B? Giunti viene confermato.

Tu mi piaci, Pierre.

Nel mio pre la notizia che Theo non si è mai allenato non mi coglie impreparata. Certo, la cosa era stata nascosta. Io, però, ormai conosco i miei polli. Non giocherà con Il Napoli, anche se lasciano trapelare qualche speranza. Neppure in panchina andrà. Sono pronta ad accettare scommesse. Spero che venga schierato Kalulu a destra. Florenzi, magari, potrebbe andare a sinistra. Il Napoli davanti ha brevilinei veloci, a partire da Mertens. Abbiamo bisogno dello sprint di Pierre. Poi un raggio di sole trafigge il buio del mio pessimismo. Theo è convocato. E vai! Magari potrà fare una mezz’oretta. Mi tiro su di morale. La partita con il Napoli è importantissima. La vittoria sarebbe un corroborante eccezionale. Pure un pareggio non sarebbe malaccio. E’ fondamentale non perdere. Sarà durissima. Anche loro hanno molti assenti. Ma è una condizione che li affligge da poco. Quella sì che è un’emergenza. Per noi, invece, si tratta di routine. Per un po’ abbiamo tenuto botta bene. Poi, però, si è accesa la spia della benzina. La nostra condizione atletica è preoccupante. Manca la brillantezza. La squadra ha l’elettroencefalogramma piatto. E’ lenta, prevedibile. Bisogna stringere i denti, serrare le fila. Evitare di partire sistematicamente dallo 0 1, perché regaliamo la palla agli avversari. Dai, che ce la possiamo fare! E’ bastata la convocazione di Theo per darmi un po’ di carica. Poi la botta tremenda. Siamo su Scherzi a parte? Datemi il Dottor Tersilli! Non ho più neanche voglia di guardare la partita. Sono frustrata. Esacerbata. Divento preda della noia. Sempre le solite cose. Sempre le solite tegole. La gioia Theo mi è stata brutalmente spezzata. Questi continui problemi mi hanno sfinita. Anestetizzata. Ovviamente Kalulu non gioca. Naturalmente si va sempre di 4-2-3-1. Uno schema, un dogma. Che noia. Prendo in considerazione l’idea di sintonizzarmi su un film.

Questa è l’immagine di una vergogna.

Invece al fischio di inizio sono lì, naturalmente. Il Napoli segna subito. Nemmeno mi arrabbio. Almeno stavolta la palla non gliel’abbiamo passata noi. Mettere un uomo sul primo palo sul corner pareva brutto? Evidentemente sì. Sono calmissima. So che sarà difficilissimo per noi fare un gol. Sussulto sul colpo di testa di Ibra che sfila a fil di palo. Stessa sorte subisce il bel tiro al volo da fuori di Florenzi. Tutta qui la nostra produzione offensiva del primo tempo. Guardo con disincanto anche la ripresa. Mi disinteresso delle sostituzioni. Non impreco. Non faccio niente. Sono preda dell’apatia. E della noia. Poi l’urlo di gioia per il pareggio! Lo segna Kessie, fino a lì pessimo. Non mi preoccupa il controllo Var. Il gol è regolarissimo. Invece…. E qui scatta la rabbia. Incontenibile. Irrefrenabile. Pazzesca. E’ vergognoso! Siete vergognosi, signori del Palazzo. Cos’avete contro il Milan, maledetti? Dal gol annullato a Chiarugi, alla monetina di Alemao, all’infame Bertini ( e non certo solo lui), al gol di Muntari, passando per mille altri episodi, è un susseguirsi di furti arbitrali. Adesso non siamo più forti delle ingiustizie. Perchè ci devono sempre fregare? Ce l’ho anche con una Società imbelle, che non dice mai niente. Sono fuori dalle grazie di Dio. Altro che noia!

Abbiamo giocato male. Non è, però, che il Napoli sia stato stratosferico, eh! E avevamo segnato un gol regolare che suggellava un giusto pareggio. E ora? Un’amarezza infinita. Il rumore dei sogni infranti strazia orecchie e anima. Bisogna, comunque, andare avanti. Mica per caso abbiamo gli occhi sulla fronte e non sulla nuca. E dobbiamo vincere a Empoli. Cosa tutt’altro che facile. Sappiamo perfettamente che non recupereremo nessuno. E il rischio di perdere qualcun altro per la trasferta toscana è alto. Il Mercato di Gennaio? Servirebbe. E come! Purtroppo non ho grosse aspettative. Io prenderei Boubacar Kamara, un centrocampista alla Desailly, che può fare anche il centrale di difesa. E, d’inverno o d’estate, cercherei di fare all in su Vlahovic. Solo per lui sarei disposta a sacrificare Pobega. Ma la proprietà insegue il pareggio di bilancio. Peccato che gli altri se ne freghino dei debiti e puntino a costruire squadre vincenti. D’altra parte, prendessimo anche Haaland e lo mettessimo nelle mani di questo staff atletico e sanitario, rischieremmo di romperlo. Dipendesse da me, non lesinerei investimenti per preparatori e medici capaci. Che barba, che noia, diceva Sandra Mondaini. L’aggiunta di un robusto pizzico di rabbia delinea il mio stato d’animo. Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.