Bolle e bollicine

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Allora, ragazzi, siamo già in astinenza? Certo che i Mondiali senza Italia non possono fungere da metadone. Io, a dire il vero, sto bene. Ho sofferto troppo seguendo le partite del Milan. Non ce la facevo più. Avevo bisogno di ricaricare le pile. Esattamente come la squadra. Il fischio finale della gara con la Fiore mi trova stremata. Esausta. Smaltito lo stress, recuperata la padronanza dei nervi, entro in una bolla di calma e serenità. Rido, anche se non dovrei farlo, sentendo dell’operazione agli occhi per Tata. Fatemi capire, abbiamo giocato tante partite con un portiere che ci vedeva male. Certe cose capitano solo a noi. Il nostro staff medico che fa? Mi sembra faccia pendant con quello atletico. Adesso si capisce la goffaggine di Tata. Il fatto che la palla pareva sbattergli addosso, quando la prendeva. Bah! Con un portiere astigmatico, una condizione atletica precaria, un allenatore che fa scelte, secondo me, … discutibili, abbiamo superato il turno in Champions e siamo secondi in campionato. Troppa grazia, S. Antonio! Continuo a crogiolarmi nella mia accogliente bolla.

Che spavento, Sandrino mio!

Mica vero che la bolla, manco fosse di sapone, si rompe rovinosamente con l’infortunio di Tonali in Albania? Le immagini della brutta caduta di Sandro sono scioccanti. Il ragazzo esce in barella. Sono sconvolta. Atterrita. Me la prendo con le inutili amichevoli della Nazionale. Io, che non sono certo tenera con il nostro staff atletico, questa volta insulto il destino. Maledetta dea Eupalla, sei malvagia! Possibile che noi non possiamo mai stare un pochino tranquilli? Passo più di un’ora in uno stato di tremenda, livida tensione. Poi le notizie rassicuranti mi rasserenano. Meno male, Sandro mio. Che paura mi hai fatto prendere. Passato lo spavento, riposati e riprenditi con calma, caro. Questa è andata bene, dai. Ma è ancora lunga. Sarò sempre in ansia, temendo che qualcuno dei nostri ragazzi si possa infortunare. Benzema salta i Mondiali. Questo significa super lavoro per Giroud. Mannaggia…. Speriamo bene….

Rinnoviamolo!

Non mi lascio suggestionare dai rumors di Mercato. Sono aria fritta. Compatisco chi parla di Joao Felix. Figuriamoci…. Pagato uno sproposito dall’Atletico, che aveva incassato la mostruosa clausola rescissoria di Griezmann. Beneficiario di uno stipendio faraonico. E questo potrebbe venire da noi? Assolutamente mai. Mi stuzzica e mi preoccupa, invece, la questione rinnovi. Spero che davvero ce la facciamo a breve con Benna. Isma è troppo importante per noi. Dai, Società. Sbrigati, maledizione al secchio! Qui ce la possiamo fare. Per quanto riguarda Leao, la faccenda, ingarbugliata in modo incredibile, mi ha stancato. Sfinito. Non ne posso più. Non bastassero Mendes e l’avvocato, ora ci si mette anche il papà. Non capisco chi ha tratto sensazioni positive dalle sue parole. Che il ragazzo si trovi bene a Milano è argomento di nessuna importanza. Stiamo lavorando e lo faremo fino alla scadenza. Ahia! Scadenza, capito? Questo non lo sopporterei. Chiaro, preferirei un rinnovo. Piuttosto che perdere Rafa a zero, però, vendiamolo. Certo che se uno non vuole né rinnovare né essere ceduto….. Brrrrr!!!!!!!! Il tempo che passa gioca a nostro sfavore, perché diminuisce il numero di mensilità da percepire a basso stipendio. Ma possibile che le robe complicatissime capitino sempre a noi? Se Skriniar rinnova, vado fuori di testa.

Le papere sono come le ciliegie. Una tira l’altra.

I muratori usano la bolla per controllare che le superfici siano perfettamente orizzontali. Nei laboratori di Fisica lo strumento viene inclinato, perché la bolla d’aria contenuta nel liquido risalga e se ne possa studiare il moto con l’aiuto di riferimenti spaziali e di cronometri. Io sto nella mia bolla con l’intento di preservarmi dagli stress calcistici, che ultimamente mi hanno troppo provato. E, se è possibile, mi godo pure qualcosina. Disputare la più inutile delle amichevoli con l’Austria proprio nel giorno di inizio dei Mondiali mi pare una scelta paradossale di sapore tafazziano. Perderla pure male non fa che rafforzare il concetto. Ma anche sulle zolle più aride può nascere un fiore. E così da una partita di nessun valore e interesse è spuntata una gioia. La paperella dell’Indegno ha portato un attimo di perfida felicità in una bolla illuminata da un compiaciuto, malvagio sorriso. Te ne sei andato a zero, squallido individuo, dopo che il Milan ti ha fatto crescere e ha riempito di soldi te e la tua famiglia. Io ti auguro ogni male. Che volete, ragazzi, non sono una buonista. Ora ne avete le prove.

Non posso neanche sognarti

Non voglio pensare al Mercato di Gennaio. Lascio ai Gobbi il sogno Milinkovic Savic. Loro possono. Vlahovic docet. Noi…. Nuova proprietà ma continuità con la vecchia. Ho detto tutto. Tuttavia un pensierino alla Salernitana lo faccio. Non mi sono collocata in una bolla proprio impermeabile. Supponiamo che una bolla d’aria risalga dal fondo di uno stagno fino alla superficie, raddoppiando il suo volume. Quanto è profondo lo stagno? Facile! 10m. Infatti, per la legge di Boyle, il volume di un gas e la pressione a cui è sottoposto sono inversamente proporzionali, in condizioni di temperatura costante. Allora, se uno raddoppia, l’altra dimezza. In superficie la pressione è quella atmosferica. Siccome si può facilmente calcolare che la pressione in acqua aumenta di un’atmosfera per ogni 10m di discesa, les jeux sont faits. Il nostro Milan è una bollicina precipitata in uno stagno la cui profondità sembrava aumentare sempre di più. Ha toccato il fondo, è arrivato il Fondo e ha cominciato a risalire. Questo merito va dato a Elliott, anche se io avrei voluto di più sul piano degli investimenti. A me pare molto buono il lavoro dei dirigenti, considerate le non eccezionali risorse a disposizione. Spero tanto che continuiamo a risalire fino ad arrivare alla superficie, facendoci accarezzare dalla luce di un sole in formato europeo. Ma bisogna avere più soldi a disposizione e la volontà di spenderli per la squadra. La legge che lega i fatturati agli investimenti e ai risultati sportivi è ben più complicata e aleatoria di quella di Boyle. E viene mediata dalle reali ambizioni della proprietà oltre che dalle competenze dei dirigenti e a un pizzico in più o in meno di fortuna.

L’attualità spicciola riconduce ai Mondiali. Io, però, sento molto flebilmente questo richiamo. Ho guardicchiato in modo non continuativo Quatar Ecuador, Inghilterra Iran e Olanda Senegal. Commenti? Nessuno. Non me ne poteva fregar di meno. Mi è piaciuta, comunque, molto la scelta dei giocatori iraniani di non cantare l’inno nazionale. Bravi e coraggiosi. Per chi tifare? Io tifo per il mio Deka, con la speranza che torni un po’ rinvigorito. Se gli altri nostri ragazzi rientrassero presto e, soprattutto, sani, sarei felice. Certo, un gol di Giroud, una bella giocata di Theo, un intervento risolutivo di Kjaer mi farebbero piacere. Ma l’obiettivo, anche se ora lontano e sfocato, è Salerno. Una vittoria all’Arechi mi porterebbe a stappare le bollicine. A tal punto che in segno benaugurante cambio il titolo del pezzo. Non più l’originale “ La bolla” ma “ Bolle e bollicine.” Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.