Universo parallelo

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Il calcio è davvero uno sport molto particolare e forse proprio per questo così popolare ed affascinante. La sua imprevedibilità, per la quale il risultato non è mai scontato nemmeno se sulla carta una squadra è molto più forte dell’altra o dove puoi perdere una partita giocando molto meglio, prendendo 2 pali, una traversa, sbagliando un rigore e prendendo poi uno stupido contropiede al’90’ sono proverbiali. Dove, come è successo a noi domenica sera, dopo che il Napoli aveva obiettivamente giocato meglio (ma secondo diversi amici rossoneri tra cui il nostro ForThose le squadre alla fine si sono equivalse ma non è questo il punto), in una azione confusa con batti e ribatti dentro l’area partenopea, Kessiè trova la palla giusta nel momento giusto siglando il pari. Pareggino strappato all’ultimo e onestamente (IMHO) non del tutto meritato, ma il calcio è così. A volte gira bene, a volte male e va accettato come viene. Tutto sommato, dopo un match in sofferenza anche un punticino (ed ancora più importante due punti in meno ai napoletani) è benvenuto e me lo tengo stretto.

Uh… Come dite? Abbiamo perso?
Mavvà…  ma che mi raccontate? Mi state prendendo in giro? Il Napoli ha segnato  l’1-2 nel recupero? 0 – 1? ma come… mi sta sfuggendo qualcosa…
Scusate ma dopo il gol al’89’ ero sicuro sarebbe finita in pari e, sapendo che il giorno dopo avrei avuto una giornata pesante, ho spento tutto e sono andato a letto. Ora mi tocca rivedere…

Scusate la facile ironia ma sono 49 anni che seguo il calcio, a San Siro, alla radio quando ero un ragazzino, in TV da quando è stato possibile. Campionati, Coppe Italia, Coppe Europee, Mondiali, Europei, serie B, campionato primavera… Non ho mai visto, né sentito, fischiare un fuorigioco così da quando esiste il fuorigioco attivo/passivo. Per di più dopo che l’arbitro ha potuto rivedere al VAR. Chi mi legge dovrebbe ricordare che molto difficilmente me la prendo con gli arbitri, che cerco di essere obiettivo al di là del tifo. Per esempio, dopo Bologna Milan scrissi chiaramente che la prima espulsione dei Felsinei se l’erano inventata ma, dopo aver visto e rivisto l’episodio ho avuto l’illuminazione. Mi sono svegliato in un universo parallelo. Ora ne sono sicuro perché in quello reale certe cose non capitano e contro il Napoli è finita in pari.

Qualcuno si appella al regolamento e quindi sono andato a vedere le regole del gioco del calcio di questo strano universo parallelo in cui mi sono ritrovato. In effetti c’è scritto. In una nota, a caratteri leggibili solo con la lente d’ingrandimento ma c’è. In questo mondo parallelo i giocatori sono dotati del dono del teletrasporto. Come capitan Marvel, quello degli omonimi fumetti negli anni ’80. Quindi Giroud, pur essendo stato affossato da Juan Jesus e di fatto essendo bloccato a terra dallo stesso, avrebbe dovuto utilizzare il suddetto dono per teletrasportarsi in posizione regolare in quanto stando sdraiato lì avrebbe impedito al difensore napoletano di… di che? Di colpire il pallone con la suola? Ma l’ha colpito..  Ah già, ma se non ci fosse stato il buon Oliviero in una posizione così “pericolosa” da preoccupare così tanto il Bambin Gesù partenopeo, l’avrebbe colpito meglio, più forte, buttando il pallone direttamente … dove? Dove l’ha buttato, cioè nella mischia, in area, dove dopo batti e ribatti è arrivato a Franck. Ma, e chi ha la mia età e ricorda i fumetti sa bene, ogni volta che un soggetto utilizza il teletrasporto subisce un indicibile dolore e Giroud, colpevole quindi di troppa pavidità, si è rifiutato categoricamente di farsi la bua rimanendo lì e quindi in off-side punibile. Ecco spiegato tutto. Nell’universo parallelo… In quello reale ancora non riesco a capacitarmi e, seppure qualcuno insiste a dire che ragionando in termini di “strettissimo” regolamento si poteva anche (“si poteva anche…” badate bene) fischiare, l’arbitro avrebbe dovuto usare il buon senso e la discrezionalità a cui così spesso si appellano anche perché, mi sovviene, che se avessero sempre fischiato a “strettissimi” termini di regolamento, avremmo parecchi campionati ed un paio di Champions League in più (e qualcun altro parecchi meno), perché Giroud era attivo come un Eunuco in un’orgia… E che in questo universo parallelo non siamo simpatici ad arbitri e giornalai, semmai avessimo avuto ancora qualche dubbio, l’abbiamo appurato.

“Once said that”, come direbbe un redattore di ChelseaNight, rimane che la nostra squadra è ridotta ai minimi termini. Tra l’eterno problema degli infortunati, qualche scelta cervellotica di Pioli, tra alcune “riserve” che non stanno rendendo quanto chi li ha presi immaginava, dopo il derby abbiamo collezionato la bellezza di 7 punti in 7 partite (un po come i kg persi dai pazienti di Verdone e Pozzetto…) perdendone 11 rispetto agli cuginatri e con tre sconfitte pesanti. Il rischio del crollo, anche psicologico oltre che fisico, esiste e questa sera ci ritroviamo “dovere” fare bottino pieno per andare alla sosta senza il morale distrutto, con più incertezze che convinzioni e mille domande senza riposta. L’Empoli di quest’anno è una buona squadra, tosta e rognosella e se non ritroveremo un poco di verve c’è il rischio di vedere un’altra partitaccia. Però stiamo sempre parlando dell’Empoli, non del Liverpool o del Real e anche con i cerotti dovremmo riuscire a portarla a casa per poi pensare a rimettere insieme i cocci e ripartire bene dopo la sosta. Perché alla fin dei conti siamo ancora là in alto… giochiamocela, sempre che ci facciano tornare… nell’Universo reale…

Ci avviciniamo alle feste di Natale e colgo l’occasione per augurare a tutti Voi un Natale sereno e ricco di regali. Colgo l’occasione per ringraziarVi per essere qui con noi tutti i giorni e sostenerci in questa meravigliosa avventura che è Milan Night. Con la speranza che qualche regalino extra ce lo faccia anche la società. Tanti Auguri e sempre FORZA MILAN !

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.