Un rinnovo necessario

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Buongiorno e bentrovati, abbiamo passato una settimana durissima e nevrotica; chi ostentava sicurezza inscalfibile sul rinnovo di Maldini & Massara non era razionale; proprio perché conosciamo la coerenza di Paolo, non c’era da stare tranquilli, ma proprio per niente. Come ho scritto nel titolo, questo rinnovo era necessario, non si poteva prescindere da esso. Essere arrivati fino all’ultimo secondo della scadenza, la dice lunga sul braccio di ferro che è andato in onda tra i nostri eroi e la proprietà. Diciamolo chiaramente, lo scudetto per Elliott è stato qualcosa di incidentale, e come detto da Stadioni, non era a budget. La vittoria si è ritorta contro ai Singer, sicuri fino a marzo di portare a termine la vendita, il loro mandato e tutte le problematiche connesse.

E speriamo in questo ragazzo…

Senza la vittoria del campionato il rinnovo sarebbe stato quasi automatico senza tutta questa sofferenza, ma Pioli e soci hanno scombinato i piani economici di Elliott, trasformando una normale trattativa in una battaglia tra giganti: da una parte il gigante economico finanziario del fondo americano e dall’altra i due nostri dirigenti giganti. Paolo si è impuntato, ha fatto pesare il titolo, la conseguente rivalutazione dei cartellini di tanti giocatori, il trionfo con i fichi secchi, la scelta di Pioli e i futuri introiti per un brand finalmente tornato vincente: voi che avreste fatto?

Maldini ha riportato, oltre a quello che ho appena elencato, la dignità di colori ormai sbiaditi nel tempo, uno stile elegante e professionale, l’amore per la maglia, la creazione, insieme a Pioli, di un gruppo inossidabile ed entusiasta, tutte cose che a Milanello mancavano e da lustri. Non vi nascondo che ho avuto paura che il giocattolo andasse in pezzi, ma fortunatamente tutto è bene ciò che finisce bene. Di sicuro partiamo in ritardo su certe posizioni di mercato e alcuni giocatori sono andati persi, ma se riteniamo Maldini & Massara necessari, allora vedrete che sapranno farsi valere in sede di mercato e di programmazione. Di certo non faranno le pagliacciate di certe armate Brancaleone brianzole, ma con sapienza e preparazione allestiranno una squadra competitiva.

Resta da capire la posizione di RedBird in tutto questo bailamme. di certo la loro opinione sarà stata determinante, anche perché dovrà subentrare e con quale organigramma? Ma sarà un “problema” che ci porremo in futuro, cercando di capire le reali intenzioni della nuova proprietà, Godiamoci per ora questo rinnovo, godiamoci la professionalità e il milanismo di questi due super dirigenti, amati dai tifosi come non si era mai visto prima. L’autonomia che Paolo ha preteso è la migliore garanzia che noi posiamo avere, una responsabilità verso la società, la squadra, i tifosi e se stesso che la dicono lunga sulle motivazioni di questo campione inarrivabile. Adesso vediamo come si procederà sul mercato e come evolverà il nostro futuro, per ora continuiamo a godere di uno scudetto meraviglioso e del prossimo raduno dei Campioni d’Italia.

Forza Milan.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.