Serve un mercato di gennaio perfetto

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Andrea Belotti a parametro zero può essere una soluzione interessante per il Milan? La risposta è sì, anche se ci sono diverse variabili da tenere in grande considerazione. E non sono di poco conto. La prima si chiama Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese ha intrapreso un percorso di gestione del suo corpo molto serio, che potrebbe portarlo ad essere un giocatore da centellinare, ma sempre decisivo. Ibra, stando alle sue ultime dichiarazioni pubbliche, non sembra essere intenzionato a smettere, ma ogni discorso con il Milan verrà affrontato in primavera quando ci sarà un quadro della situazione più chiaro in merito alle sue presenze, gol e apporto alla squadra. Di sicuro non sarà eterno ed è anche per questo che il Milan ha il dovere di guardare cosa c’è nel dopo Ibrahimovic. Belotti, almeno in Italia, ha dimostrato di essere un giocatore valido e prolifico, mentre in campo internazionale, specie con la maglia dell’Italia, ha fatto fatica a brillare. La seconda è la questione economica. Prendere un giocatore a parametro zero vuol dire pagargli un ingaggio importante e Belotti, che il prossimo anno va per i 29 anni, potrebbe essere un investimento di quelli che la proprietà valuta fino all’ultimo, per il rapporto anagrafica-costo del lavoratore su tot anni. Dunque, al netto del gradimento, occhio a possibili investimenti su giocatori più giovani, come ha dimostrato di saper fare bene questo Milan, che sta costruendo una squadra forte partendo dal talento – a volte anche in erba – per farlo poi diventare maturo.

Fonte Milan News

Non potevo non metterlo…

Pensando al mercato estivo e a quello invernale che verrà, ho fatto alcune riflessioni che voglio condividere con voi: oggi è accertato che con Maignan e Diaz ci abbiamo guadagnato e anche molto; il turco, pur facendo una discreta stagione, andava a singhiozzo e spesso determinava nel bene o nel male le fortune della squadra; il Diaz odierno, voluto dalla direzione tecnica e responsabilizzato da Pioli, sta giocando in maniera encomiabile e con lui la squadra: niente retropassaggi, niente “presunta balistica”, ma tanta e tanta “sostanza verticale” e freddezza sotto porta. E’ andato all’Inter “per un pugno di dollari” in più? Ma va ringraziato! Fischiarlo? Ma chi se ne frega!

So di toccare un tasto dolente e di essere in netta minoranza, ma io non avrei fischiato nemmeno il nostro ex portiere: Maignan, forse tra i pali non è forte come il predecessore (forse!), ma vogliamo ammettere che la manovra della squadra ne ha giovato? Ma non vedete che l’azione riparte velocissima e che ci permette di ribaltare l’azione in un attimo? Vogliamo ringraziarlo o no per tutto questo? O dobbiamo farci vedere come gli amanti traditi che soffrono e piagnucolano come Meg Ryan in Harry ti presento Sally?

Ma quanto vale non sentire più parlare di Raiola che tratta con la dirigenza il suo rinnovo? Il sottoscritto è da oltre un lustro che non voleva che la dirigenza facesse affari con questo elemento! Fassone e Mirabelli, ne hanno sbagliate tante, quasi tutte, ma quando lo sbatterono fuori meritavano una statua a prescindere. Cosa vincono a livello europeo e mondiale (parlo di coppe vere e palloni d’oro…) gli assistiti di questo qui? Io non ricordo, magari qualcuno di voi mi aiuta. Vincono sicuramente la lotteria del grande ingaggio, ma oltre quello non vanno e magari finiscono a svernare nel campionato turco, quello è il loro livello. Bastava un bello striscione:

GIGIO E MINO GRAZIE DI ESSERVI TOLTI DAI COGLIONI: MAIGNAN E’ MOLTO MEGLIO!

Alla luce di tutto ciò di Belotti non vedo cosa possiamo farcene, ha perso la sua identità e sinceramente penso che le necessità alberghino altrove; come ho detto la settimana scorsa servono come il pane un terzino che faccia respirare Theo e un centrocampista, visto che Krunic e il Messias sono defunti e il secondo forse risorge (forse!). Inutile girarci intorno, il vero grande acquisto sarà Giroud, il francese serve maledettamente e sono certo che farà la differenza nei grandi match che ci aspettano. Daje!

Gianclint

 

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.