Il pareggio di bilancio e la propaganda pentole

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Non è passata neanche una settimana dall’eliminazione del Milan dalla Champions League, in semifinale contro l’Inter. L’epilogo della cavalcata rossonera nell’Europa che conta è stato amarissimo ma è innegabile che il percorso sia stato tanto affascinante quanto inaspettato, sia per ragioni sportive che per motivi economici. Gli incassi che quest stagione europea ha fruttato al club di via Aldo Rossi, infatti, porteranno dei benefici molto importanti nella casse rossonere che, verosimilmente, anticiperanno i tempi del pareggio di bilancio. Difficilmente si poteva immaginare, a inizio stagione, che il Milan sarebbe potuto arrivare alle porte della finale di Champions League. Per questa ragione dunque, tutti gli incassi incamerati in questa stagione dal Diavolo erano imprevisti. O meglio, la maggior parte. Con la qualificazione tramite lo scorso campionato, il Milan aveva messo da parte già circa 40-50 milioni consegnati a qualsiasi squadra per ogni partecipazione. A questi vanno aggiunti i vari premi Uefa, il market pool e il ranking storico che, già a inizio stagione, si sapeva che sarebbero state delle entrate sicure dalle parti di Casa Milan. A tutto questo sono stati due i fattori che hanno trasformato i ricavi economi rossoneri: i risultati sportivi e, di conseguenza, il botteghino. A ogni turno superato i rossoneri hanno potuto mettere via sostanze economiche ulteriori: per gli ottavi 9.6 milioni, per i quarti 10.6, per le semifinali 12.5. Al resto ci ha pensato San Siro, quasi sempre sold out (fatta eccezione solamente per la gara contro la Dinamo, condizionata dai tifosi croati) e che ha fatto registrare incassi da record al botteghino per un totale di circa 42.4 milioni di euro. Sommando dunque tutte le componenti economiche analizzate nel paragrafo precedente, in via Aldo Rossi il Milan in questa stagione, grazie alla Champions, ha fatto entrare la bellezza di circa 120-125 milioni di euro. Tutta questa situazione, al di là del risultato sportivo che certamente ha lasciato tutti con l’amaro in bocca, fa comunque sorridere il Milan perché gli permetterà a fine anno, con ogni probabilità, di raggiungere il pareggio di bilancio che, dalle parti di Casa Milan, non si vede da tempo immemore. Tra gli obiettivi delle proprietà americane, Elliott prima e RedBird adesso, c’era anche questo e il traguardo potrebbe essere tagliato anche con anticipo rispetto al previsto. Proprio perché nessuno si poteva aspettare un rendimento così in Champions, si prevedeva che al termine di questa stagione sportiva si potesse dimezzare il rosso: dai -60 milioni dell’anno passato a -30 circa. Invece grazie agli incassi europei spropositati, il pareggio potrebbe arrivare anche quest’anno. Ed è proprio per tutto questo discorso che è fondamentale dare continuità alla presenza in Champions League, per innestare un circolo virtuoso. Lo stesso circolo che ha portato il Milan, in quattro anni, da un rosso di 196 milioni ad accarezzare l’idea di riportare il bilancio sul livello del mare.

Fonte Milan News

La calcolatrice del vero tifoso rossonero; vuoi calcolare il trading su Devis Vasquez? Non puoi non averla!

Io non so voi, ma vi scrivo direttamente dalla macchina mentre faccio il corteo per il pareggio di bilancio a due giornate dalla fine! Una notizia che dovrebbe far venire brividi e pelle d’oca ad ogni milanista sulla terra, una notizia che dovrebbe inorgoglirci quali meravigliosi detentori dello scudetto del bilancio. Gerry, l’ultimo dei nostri proprietari, si starà leccando i baffi dopo questa performance, anzi posso dirvi che è qui vicino a me affacciato al tettuccio della macchina con il bandierone: una grande bandiera rossonera con una struggente calcolatrice stampata sopra! Magno gaudio! Cosa devo sentire? C’è gente incazzata per il risultato del campo? Ma veramente siete tristi per essere stati umiliati da Inzaghi e compagni? Ingrati, tastieristi e criticoni! Il vero tifoso non deve spendere per andare allo stadio ed eventualmente sostenere la propria squadra, il vero tifoso deve portare soldi, cantare la filastrocca “on fire” a Pioli e astenersi da altro. Hai portato i soldi? Bravo! Non ti addentrare nei giudizi complessivi o sui singoli, tanto la stagione è già da 8, come ha spiegato l’Autonomo urbi et orbi.

Il giudizio vero sulla stagione lo ha dato il nostro Johnson (per chi se lo fosse perso cliccare qui), giudizi che non leggo su giornali o siti, ma non vedo in giro giornalisti capaci di analizzare in maniera sensata ed analitica la nostra stagione. Inoltre adesso sono scese in campo pesantemente le truppe cammellate della propaganda pentole, i soliti asserviti che mistificano la realtà, i soliti amichetti che arringano la folla che osa dire la sua. Come avevo ampiamente previsto, il disastro del mercato ha pesantemente influito sulla nostra stagione aldilà di come la juve verrà o meno penalizzata. Il mercato, fatto in ritardo in attesa che si concludesse la lotta per l'”autonomia tecnica”, è stato totalmente sbagliato, mettendo insieme una pletora di pippe difficilmente eguagliabile.

Bellissima e commovente è la difesa di questo mercato da parte della dirigenza tecnica e della propaganda pentole: giovani che devono crescere, giocatori che hanno solo il problema del gol e presunti acquisti basati su strategie future quanto il passaggio della cometa di Halley. A questo aggiungiamo le freschissime statistiche che pongono Diaz tra i più grandi assistman d’Europa, anche grazie alla prestazione per spezzare le reni ai falliti retrocessi della Samp!

Ma leggiamo insieme le dichiarazioni di Maldini su Origi: “Origi ha tutto per essere un grande calciatore. Ha fisico, tecnica, velocità, tiro, destro, sinistro. Effettivamente fa fatica a determinare nella zona della porta avversaria, e questo è un problema perché è un attaccante. Ci aspettiamo tantissimo da lui, l’abbiamo preso a parametro zero ma è stato un investimento importante dal punto di vista dello stipendio. Guardandolo in allenamento sappiamo quello che può fare, è un altro esempio di un giocatore esperto ma che comunque non è riuscito a dare quello che ci aspettavamo. L’abbiamo preso per essere un’alternativa a Giroud, questo era il pensiero”.

Ho voluto sottolineare quell'”effettivamente” che è poesia! Effettivamente? Questo non ne ha imbroccata una che dico una! Porca mignotta, ha giocato dall’inizio, da subentrante, con i titolari, con le riserve, ma ZEROOOOO, zero su tutta la linea, come del resto il katekista, incapaci in due di indirizzare non dico una stagione, una partita, ma almeno dieci minuti, il nulla cosmico. Sostenere poi che possa essere un’alternativa a Giroud è follia allo stato puro! Il Katekista, sempre a detta di Maldini, deve crescere! E lo facciamo giocare subito titolare ad inizio stagione? Ma una scommessa che deve crescere non è meglio inserirla? Ma qui si entra anche nel campo di Pioli di cui oggi non voglio parlare, ci sarà tempo. E perchè il katekista è stato preso se Diaz è così forte?

Certo, bisognerebbe pure che qualcuno ponesse domande nelle opportune sedi, ma noi non abbiamo accesso a simili sedi, penso che verremmo buttati fuori e rincorsi fino alla macchina. Del resto ci va quello che parla il sabato mattina…il quale ci racconta che Rebic e Origi hanno avuto, insieme al katekista, un rendimento così, una stagione così…

COSI’ COME?

Un giornalista, o presunto tale, magari chiederebbe cosa vuol dire “così”! Perchè sono scarsi? Perchè non si impegnano? Perchè sono male allenati? Perchè il gioco li penalizza? Noooooo si va nel casuale e nel campo del destino: “sono stagioni che vanno così…” Daje con questo “così”… Ma la gestione dell’autonomo è fondata sulla “presunzione e sull’infallibilità”, quindi non si può dire nulla. Ogni tanto converrebbe scendere dall’Olimpo e ammettere di aver sbagliato, si fa una figura migliore. Adesso vediamo come va a finire in queste due ultime partite, poi tireremo le somme e, se sarà il caso, faremo i dovuti processi a società (quale?), dirigenza tecnica, allenatore e giocatori. A presto.

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.