Fides et ratio

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A margine della presentazione di Leao, Bennacer e Leo Duarte, il d.t. del Milan Paolo Maldini ha fatto un piccolo punto di mercato, visto che ci sono ancora diverse situazioni in sospeso: “Abbiamo due terzini in uscita (Laxalt e Strinic, probabilmente, ndr), mentre non ci sono novità su Correa ed è tutto fermo per la cessione di André Silva, siamo in una fase di stallo. Il mercato comunque è ancora aperto, mancano quasi due settimane e la nostra priorità in questo momento sono le cessioni. Dovremo avere un occhio di riguardo per gli esuberi”

Fonte Gazzetta dello Sport

Immagini di Milanello

A pochi giorni dall’inizio dell’ennesimo campionato in cui ci presentiamo impreparati, faccio riferimento a queste poche righe dettate alla Gazzetta. A me interessa molto poco che il mercato finisca a settembre, sabato è campionato e noi ci presentiamo ad Udine praticamente con la stessa squadra che è arrivata quinta e vinto 3-2 con la temibile Spal. Quasi quattro mesi per vedere soltanto il GIAMMAESTRO come unica novità. Francamente trovo il tutto alquanto deludente e mortificante. Concordiamo con l’Uefa di rimanere a casa durante la settimana e di non uscire nemmeno per una pizza ed il mercato è fatto con il freno a mano. Si dirà: “Ma non possiamo spendere perchè l’Uefa sta sotto casa in macchina e controlla le nostre finestre!” E allora tutte le dichiarazioni dei nostri innumerevoli dirigenti che parlano di progetto meraviglioso? Quindi, o sono fregnacce quelle sull’Uefa o sono fregnacce quelle sul progetto.

Sono arrivati due retrocessi dell’Empoli, di cui uno è stato indisponibile fino al 16… (c’era il Palio dell’Assunta…), un terzino del Real (non una prima scelta) che però si è sciancato subito per colpa (a detta del Guardiano di Casa Milan) per colpa delle critiche e aspettative e un prospetto talmente acerbo che una mela verde è praticamente fradicia a confronto. Sarebbe questo il mercato di una società che ha un progetto fenomenale? Io leggo solo mirabilie quotidiane (ne linko in continuazione sulla chat interna del blog) sull’allenatore, visto come un essere ormai ultraterreno e trascendente, venuto sulla terra a diffondere il Verbo. Se è vero che questo allenatore, momentaneamente incompreso dall’intero pianeta, è il maestro di calcio assoluto, non mi si parli allora di mercato asservito alle sue idee. Lo hanno voluto loro (Maldini) e bisognava accontentarlo. Questo gioca con trequartista e due punte. Per ora abbiamo una punta sola, ma quella già c’era. Si dirà che il GIAMMAESTRO è stato abbagliato sulla via di Damasco nella quale gli è apparso Suso travestito da Saponara e se ne è invaghito. Allora se poi Suso farà schifo non mi si obietti che non ha colpe se la rosa, il mercato, gli undici, la qualità e altre ovvietà simili. Hai avallato perchè sei il solito tecnico promosso in una squadra che nemmeno immaginavi? Peggio per te, poi ti prendi gli sberleffi. Ma non ci sono soldi da spendere…, e allora dove starebbe il grande progetto per cui si lascia la Fifa, si lascia la moglie, si lascia tutto per correre al capezzale del grande Milan?

Ma non si riesce a vendere! E sti cazzi? Ma anche gli altri non vendono! La juve ha 160 esuberi, l’Inter più di Unicredit! Il Real ha due squadre da cedere, il Barca quattro! Qui si va avanti con mal comune è mezzo gaudio. Ma se uno pretende di comandare nel Milan dall’età della caduta dei primi denti da latte, se uno schifa alcuni progetti e ne abbraccia altri, se uno ha sempre criticato da fuori, se uno vuole fare tutto senza aver avuto alcuna esperienza, allora mi aspetto che faccia cose che altri non fanno. Scusate, ma rifacendomi al titolo dell’Enciclica papale, io applico la ragione e non la fede. Il mare calmo non fa bravo il marinaio; se sei un fenomeno nato per fare il nostro mercato dovevi avere già le idee chiare e avere un DS operativo e non uno che sta lì e non si sa di cosa si occupi, visto che è arrivato a mercato cominciato, come al solito.

Purtroppo alla fine cedo sempre alla fede e quindi spero che il Milan a Udine passi nonostante prove scialbe, nonostante un mercato inesistente, nonostante un tecnico per la prima volta alla guida di un team di spessore, nonostante si arrivi impreparati. Il GIAMMAESTRO, nel discorso della montagna, ci ha fatto sapere che non ha avuto tempo per allenare i nuovi: poi però decreta due giorni di riposo. Milanello mi sembra una SPA, una beauty-farm e non un centro dove si produce calcio. Sei arrivato al Milan? Giocavi nell’Empoli? Non me ne frega niente, dai un senso alla tua vita e ti vieni ad allenare subito (fatto salvo il Palio dell’Assunta). Sempre se la vittoria è un must oppure si viene al Milan solo per i soldi. Mi aspettavo una società che volesse subito cominciare bene e che mettesse impegno e ferocia fin da subito. Ma del resto c’è sempre il progetto…di una proprietà che presta denaro.

A margine di tutto è bello godersi la rissa tra due esponenti che hanno svernato e gozzovigliato nel Giannino, contribuendo a renderlo un luogo insalubre e affine alla mistificazione della realtà. Uno è quello che girava, in alcuni scadenti scantinati televisivi lombardi, con un cartonato pietoso e servile dell’ex amministratore delegato alle abbuffate e l’altro è l’esperto di editoria sportiva nei giusti toni, autoproclamatosi, nel frattempo, Guardiano di Casa Milan per giustificare la sua eterna fedeltà alla proprietà di turno (a proposito da tennista esperto consiglio calzini corti, quelli lunghi sono da basket…) Spero in una singolar tenzone in aperta campagna. Chiunque possa soccombere non mi interessa per nulla, se poi uno dei tanti meteoriti che colpiscono la terra…

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.