Se son rose…

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Scrivere oggi di Milan (ieri per chi legge ndr), mentre sta avvenendo in tempo reale il passaggio di proprietà tra Elliott e RedBird è praticamente impossibile. Le notizie si susseguono e si accavallano, l’ultima rende obsolete le precedenti e qualsiasi cosa si scriva rischia di essere ormai scontata. Il caso, per motivi che con Milannight non c’entrano nulla, che giusto ieri ho avuto la possibilità di passare qualche ora in compagnia di Seal e Fabio e di scambiare quattro (ottomilacinquecentoquarantaquattro per la verità) chiacchere sulla nostra situazione ed abbiamo insieme concordato su alcuni punti.

Prima di tutto sullo straordinario lavoro di Maldini, Massara, Moncada, Dida  & Co, che in tre mercati hanno portato otto “titolari” nella rosa che è poi risultata vincente, (Leao, Theo, Kjaer, Tonali, Kalulu, Tomori, Maignan, Giraud), tra i quali qualche senatore come Giraud e Kjaer (e non dimentichiamoci Ibra…) e grandi scoperte come gli altri e almeno altri sei che pur non titolarissimi, seppur in momenti e situazioni diverse, hanno dato un contributo fondamentale (anche perché ben gestiti da Pioli, aggiungo io). Più una serie di titolari aggiunti che vere e proprie riserve (Saelemaeker, Bennacer, Krunic, Rebic, Diaz, Florenzi, a modo suo pure Messias), azzerando di fatto i disastri Mirabelliani da cui venivamo. Il tutto ammortizzando il potenziale effetto negativo di perdere dei giocatori a parametro zero (vedi Donnarumma sostituito con Maignan che si è dimostrato altrettanto forte se non di più), ma soprattutto, miracolo, azzerando il debito della società e rendendola finanziariamente “pulita” per una eventuale cessione cosa che puntualmente è accaduta proprio oggi dando all’intero mondo del calcio un segnale fondamentale. Si può vincere anche seguendo una oculata gestione finanziaria, con scelte azzeccate e senza subire ricatti di procuratori e giocatori famelici.

Poi sulla “sparata” di Maldini. Paolo è diretto e non parla a caso. Dice quello che pensa di dover dire ed ha mandato un messaggio chiaro a chi di dovere. “Mi piace essere una sorta di garanzia per il tifoso milanista. Io non sono la persona giusta per fare un progetto che non ha un’idea vincente. La realtà è che la proprietà non si è mai seduta al tavolo e questa cosa non va bene. Io e Massara siamo in scadenza e non abbiamo rinnovato. Per il percorso fatto e la vicenda Rangnick trovo poco rispettoso, che l’amministratore delegato ed Elliott non si siano neppure seduti a parlare, dico solo a parlare. Perché loro potrebbero dirci ‘Il vostro lavoro non è stato abbastanza buono per continuare o può essere che io dica La vostra strategia non mi piace‘ “. In poche parole ha detto rimango, se me lo proporrete/proporranno (e già il fatto che non mi avete coinvolto in questi ultimi sviluppi mi ha fatto girare le scatole…), solo alle mie condizioni che, con ogni probabilità, stanno ad intendere la volontà di poter avere quei giocatori che facciano fare al Milan quel definitivo salto di qualità per permettergli di essere competitivo anche in Europa e di non subire ingerenze nella gestione tecnica. E poi, qualsiasi cosa stiate facendo fatelo alla svelta che “ho da fare sul mercato alcune cosette importanti…”

Per finire, ad Elliott, dobbiamo comunque essere grati. Anche se per loro, nel classico stile di un fondo Yankee, la vittoria era un corollario, benvenuta nel caso arrivasse come è poi avvenuto ma non certo l’obiettivo primario, è indiscutibile, tanto quanto però, il loro modello di gestione del club, dove hanno lasciato la parte puramente tecnica interamente in mano “ai tecnici” fidandosi ciecamente e riservandosi solo quella della buona gestione finanziaria, ha creato un modello che sta facendo scuola (molti altri hanno già ammesso di aver recepito la lezione e che la seguiranno fedelmente) lasciando il club in una situazione ideale ed avanti nei tempi rispetto a tutti gli altri e non solo in Italia. Se chi arriverà saprà sfruttare correttamente questo vantaggio senza disperderlo ci aspettano belle soddisfazioni.

Poi, come già detto, oggi l’ufficialità del passaggio a RedBird. Riporto le prime dichiarazione del patron Gerry Cardinale

“Ho iniziato le mie lezioni di italiano e le prime parole che ho imparato sono: Forza Milan!”.

“Il rapporto con la tifoseria è molto particolare: a loro dobbiamo restituire tutto quello che ci danno con la loro passione ed entusiasmo. Spero che lo spettacolo vissuto domenica possa essere rivissuto molte altre volte con i nostri tifosi

“Abbiamo il ruolo di custodi e gestori di quanto è stato costruito finora. Dobbiamo farlo con umiltà e riconoscendo il lavoro di squadra e gruppo che avete raggiunto insieme. Quando ho iniziato nel mondo dello sport, lo sport era diverso: oggi sono molti gli interessi coinvolti, di business e di capitali, c’è un impegno diverso ma sempre con lo stesso sentimento e determinazione di vincere. Odio perdere, mi sento un vincitore come lo siete voi. Il futuro dovrà essere costruito sui successi raggiunti finora con determinazione e volontà di vincere”.

Redbird è un fondo con potenzialità molto più limitate di Elliott ma è specializzato nel settore sportivo. Come qualsiasi altro fondo ha l’obiettivo di far soldi, questo è certo, ma arrivandoci attraverso “il successo” creando, con ogni probabilità, un mondo di merchandising sfruttando l’utilizzo del marchio (noi diremmo i colori o lo stemma). il mondo del calcio ha potenzialità di business immense. In Europa, dove è di gran lunga lo sport più seguito dai tifosi e con una passione non comparabile ad altri sport, ma è anche in espansione a livello mondiale. Abbiamo immaginato che Cardinale abbia bene in mente come sviluppare questo mondo (questione stadio inclusa) ed il Milan, che nel calcio insieme a pochissime altre come Real, Barca, Bayern, Manchester United e Liverpool, è una vera e propria icona, potrebbe essere il veicolo ideale per questa strategia e, tra queste grandissime, per la situazione attuale, la più facile da poter scalare.

Per finire, dalle indiscrezioni che stanno arrivando, pare che l’accordo con Maldini si farà, ad ulteriore garanzia. Lascerei stare tutte le notizie, notiziole e notiziucce che adesso tendono a vomitare siti e giornali. Vanno per immaginazione sperando di centrarla e poter dire un giorno “io l’avevo detto” ed avere un pochino di pazienza. Tanto, credo che, belli o brutti che siano, gli sviluppi li vedremo presto e, come dire,

Se son rose… fioriranno !

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.