Pagelle Milan-Torino 1-0 (Giroud)

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In perfetto stile Milan anche noi di Milannight siamo pieni di indisponibili così con l’assenza di Max e Raoul Duke tocca a me l’onere delle pagelle, con lo stesso carico di pressione di un Adli pronto ad entrare solo se sono assenti 28 calciatori.

Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma che fatica. Il Milan si esibisce in un primo tempo di una tristezza rara in cui solo Vlad il panificatore ci salva dalla capitolazione dopo l’erroraccio di un Kjaer stralunato. La difesa a tre sembra pura improvvisazione con Thiaw che vaga in posizioni varie e i centrali a pestarsi i piedi, mentre per il resto è encefalogramma piatto con lancioni a casaccio in avanti. Diverso il secondo tempo, dopo la sofferenza dei primi minuti il Milan incomincia ad azzeccare qualcosa in avanti e piano piano la squadra acquista un minimo di fiducia fino ad arrivare al primo vero tiro in porta di Giroud salvato sulla linea per poi giungere al gol con un cross pennellato di Theo con sempre l’attaccante francese ad esibirsi in uno dei migliori colpi del suo repertorio. Per una volta la sofferenza dopo il gol è assai limitata e chiudiamo con la porta inviolata per la prima volta nel 2023. Roba da commuoversi.
Guardando la partita nel complesso, la prestazione appare come un brodino caldo che in generale farebbe pure schifo ma se stai male e stai morendo di freddo te lo prendi senza tante storie. Questo 352/532 con tratti di 343 è davvero acerbo sia nelle trame offensive (inesistenti o quasi) sia nei meccanismi, ma Pioli sembra essersi convinto di questo modulo e dobbiamo sperare di vedere qualcosa di meglio come fraseggio perché non tutte le squadre avversarie avranno degli zappatori a centrocampo. Dei segnali positivi ci sono comunque perché Theo sembra in crescita, Kalulu assomiglia a quello dello scorso campionato e Thiaw dopo un primo tempo davvero strambo ha fornito una buonissima prova. Infine non dimentichiamo che col Toro avevamo due sconfitte su due partite e i granata non perdevano in trasferta da quattro turni, qualcosa vorrà pur dire. Prendiamoci questi tre punti per un fine settimana finalmente sereno e chi lo sa, magari è l’inizio della ripresa in campionato.

Pagelle

Tatarusanu 6,5 – se San Siro non cade nello psicodramma ed i tifosi si possono risparmiare una seduta intensiva dallo psicologo è per la sua parata su Sanabria dopo la cappella di Kjaer. A dire il vero prima si era già esibito in una bella parata annullata dal fallo dell’attaccante granata sul difensore.

Kalulu 7 – il primo tempo è un casino perché i tre centrali non trovano le distanze e più volte si pestano i piedi, ma lui dei tre è quello che in un modo o nell’altro si salva sempre, mentre nella ripresa giganteggia tra uscite palla al piede dalla difesa e anticipi. La ciliegina sulla torta è l’assist al bacio sprecato da Theo.

Kjaer 5 – la condizione fisica è pessima e ci capisce niente nel primo tempo e poco nel secondo. Tolto qualche colpo di testa la prestazione è davvero brutta, condita da un erroraccio che poteva costare carissimo ad una squadra psicologicamente fragilissima.

Thiaw 6,5 – primo tempo che definirei strambo non capendo bene dove mettersi e sbagliando spesso i tempi o le letture. Nel secondo al contrario è una specie di muro invalicabile contro cui si schianta chiunque passi da quelli parti.

Gabbia 5,5 – entra male in partita, cicca il colpo di testa da cui scaturisce una conclusione uscita di poco, regala un calcio d’angolo al toro ed è troppo apprensivo in difesa. Ingresso rivedibile.

Saelemaekers 5 – sarà la posizione di quinto di centrocampo che non riesce a farlo esprimere, ma è un disastro: nullo in avanti e dannoso dietro. In un pressing senza senso in posizione di ala sinistra, lascia sguarnita la fascia destra e solo il piede a banana e l’egoismo dell’attaccante granata ci salva da un gol quasi certo.

Tonali 6 – partita senza infamia e senza nessuna lode. Davanti aveva un lituano di belle speranze e poche certezze e Adopo eppure non è riuscito a emergere una sola volta. Sandro nostro è chiaramente in debito di ossigeno e meriterebbe del riposo.

Krunic 6 – stesso discorso di Tonali, in più c’è l’aggravante di dover sostituire l’unico ad avere dei signori piedi per il fraseggio in mezzo al campo cioè Bennacer. Torna presto Ismael, ci servi come il pane.

Theo 6,5 – mezzo voto in meno solo per il gol mangiato che avrebbe chiuso la partita. Non è il Theo che abbiamo imparato ad ammirare ma incomincia a ingranare ed è presente in quasi tutte le azioni importanti del Milan come assist-man o come finalizzatore. Il cross al bacio per Giroud era proprio ciò che ci voleva per sbloccare una partita tignosa.

Diaz 6 – parte subito col botto grazie a una stupenda scodellata per Theo che calcia alto da buona posizione, ma come suo solito poi si spegne rimbalzando addosso ai centrocampisti avversari che a dirla tutta di falli gliene fanno eccome. Nel secondo tempo però non demerita ed è sempre grazie al suo piede che Giroud per poco non segna impegnando per la prima volta i guantoni di Vanja.

Leao 6 – anche lui fisicamente non sembra granchè e non corre nemmeno la metà di Giroud, ma quelle poche volte che si accende si capisce che è in ripresa ed i difensori avversari lo temono per tutti i 90 minuti. L’uscita a valanga di Vanja gli nega la gioia del gol.

Giroud 7 (il migliore) – il primo tempo è semplicemente orribile, non ne azzecca una tra passaggetti e passaggini, ma nella ripresa ricorda di essere un campione ed è il vero mattatore: tiro in porta defilato salvato sulla linea dal portiere granata, l’assist (smorzato) per Leao e lo stupendo gol di testa. Da lì in poi complice anche l’uscita di Buongiorno le prende tutte e permette alla squadra di star tranquilla.

Pioli 6 – più di speranza che altro. Il primo tempo è di una tristezza infinita, nel secondo va meglio ma non per particolari accorgimenti tattici o trame ben studiate. C’è molto su cui lavorare.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.