Non tutti i mali vengono per nuocere

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Quando dicevo che da questo finale di campionato mi aspettavo solo delle indicazioni per il futuro non osavo certo sperare così tanto. Alzi la mano chi avrebbe pronosticato tre vittorie ed un pareggio contro Roma, Lazio, Juve (in rimonta e con godimento infinito), e Napoli conditi da un’altra vittoria in surplace a Lecce ed un pareggio dovuto più alla sfiga (oltre che ad uno svarione difensivo collettivo) in quel di Ferrara. L’avrei firmato col sangue ma non ci avrei mai creduto.

il migliore in campo? per me si…

Paradossalmente sono pure contento del pareggio di Napoli, forse più ancora che delle vittorie precedenti. Non sono impazzito di colpo, non credo almeno, ma la partita di Napoli secondo me ha detto molto e se volevamo delle buone indicazioni sono arrivate; in tutti i sensi. Avessimo vinto, magari facilmente come con la Lazio (tanto per fare un esempio), avremmo (avrebbero sarebbe meglio dire…) corso il grosso rischio di credere che questa rosa sia già fortissima così com’è visto che dalla ripresa ha battuto in sequenza tutte quelle che ci stavano davanti con la sola eccezione dell’Atalanta (che dobbiamo ancora incontrare) e Inter (che abbiamo già incontrato prima del lockdown) e che con due ragazzini ed il tocco magico del mago Ragnick saremmo stati… come dire…appostocosì?.

L’assist al bacio glie l’ha messo Ante ma la consacrazione la cerca da Ibra. Questo dice quanto la sua personalità sia importante per questi ragazzini a prescindere da come gioca…

Domenica invece abbiamo giocato contro una squadra che ha mostrato sul campo la nostra stessa tenuta atletica e che a parità di condizioni fisiche ha dimostrato di avere un livello qualitativo medio decisamente più elevato del nostro sia negli undici “titolari” che nella rosa. Quando Ringhio cambia un giocatore la squadra continua a giocare allo stesso modo, cioè bene, mentre noi abbiamo palesato i nostri limiti e la nostra Ibradipendenza. In tutta onestà secondo me il pari non è stato uno scandalo ma l’avessimo persa non avrei avuto nulla da recriminare. Quindi il campionatino del post lockdown che sarà ricordato negli annali come il “Lotiti Coitus Interruptus” (a proposito, grazie a Chasaku per l’impeccabile traduzione), ha certificato che la nostra rosa non è così brutta come sembrava prima (sposo la tesi di Larry) ma nemmeno lontanamente sufficiente per fare una buona stagione l’anno prossimo per giocarsi l’approdo in CL. A costo di essere ripetitivo mancano almeno tre titolari e tre giocatori “da rosa” per fare un ulteriore significativo salto di qualità. L’essere ritornati con i piedi per terra, a mio avviso, non può che averci fatto bene anche se il pareggio finale non è arrivato per caso ma perché, anche contro un avversario più forte ed in svantaggio, i ragazzi non hanno mai smesso di crederci e di provarci. La fortuna aiuta gli audaci e lo ha fatto anche questa volta mettendo il piedone maldestro di Maksimovic sulla strada di JBV. La tenacia, la volontà, la determinazione, la compattezza e la voglia che questi ragazzi stanno dimostrando sono qualità preziose e speriamo che l’uomo Rangnick sia così bravo da non rompere questo meccanismo delicato e ripartire da lì.

altra buona partita impreziosita da un rigore decisivo tirato con la freddezza di uno sniper del SAS

Ho il vago sospetto che Raoul Duke abbia dato un 5 a Donnarumma senza troppo infierire giusto per non girare il coltello nella mia piaga conoscendo bene la passione che ho per come questo ragazzo sta in mezzo ai pali ( e per quanto gli ho fracassato i cosiddetti con la mia fissa…). personalmente sarei stato anche più duro ma solo alla fine dei 90 minuti. Permettetemi una analisi squisitamente tecnica sperando di non urtare la suscettibilità di nessuno. Donnarumma gioca per 20 minuti la partita perfetta facendo vedere cose che noi umani… (cit.). A mio avviso nemmeno sul primo gol ha colpa. Palle del genere sono maledette, quelle che ogni portiere prega non capitino mai perché come la giri la giri pesti un gobbo. Tesa, arriva quasi perpendicolare alla linea di porta e ad altezza testa, quindi facilmente sfiorabile per un spizzata che può cambiare la traiettoria mandandoti a farfalle. Non la vedi, coperta dal nugolo di compagni ed avversari dentro l’area e devi aspettare l’ultimissimo momento per intervenire quando ti sbuca oltre la folla. Quando finalmente realizzi dove va il tempo di reagire è infinitesimo e vai solo ed esclusivamente per istinto cercando di incocciarla in qualche modo con le mani, se riesci, o altrimenti con il corpo, le gambe, il sedere, il naso, gli zebedei mettendo a rischio la fertilità o, come invece farebbe la maggioranza dei portieri, col pensiero sperando non entri in rete o che ci sia un compagno sulla linea di porta che la butta fuori, rimanendo fermi come i merluzzi surgelati all’istante di Capitan Findus (Handanovic, per esempio, uno dei migliori in circolazione, ne ha preso ben più d’uno molto simile). Lui invece ci va ma lo tradisce la sua stessa reattività che lo slancia più del dovuto ed arriva con le mani oltre la palla. Per questo non può più respingerla all’esterno, sarebbe fisicamente impossibile, ma solo provare a metterci una pezza fermandola in qualche modo e sperando che un compagno arrivi prima di un avversario e cara grazia. Purtroppo va male ma le sue colpe rasentano lo zero. Per me un gran gesto tecnico (ed anche coraggioso peraltro) uno di quelli per cui, quando preparavo i portieri, avrei preso lo sfortunato di turno dopo la partita l’avrei abbracciato e gli avrei fatto questo complimento: “bravo, ci hai provato e ci sei pure arrivato. Non è da tutti”.  La cappella, quella si bella grossa, la fa sul secondo. Un portiere non può mai prendere gol in mezzo alle gambe; per assioma. Se succede hai sbagliato qualcosa.  E’ vero che la palla viene deviata, che arriva da vicino, ma gli arriva comunque nello spazio occupato dal suo corpo (le gambe per l’appunto) e piuttosto lenta. Vero anche che ha le gambe larghe perché si abbassa caricando per poter spiccare il volo ma da lui mi aspetto che quella reattività così leggendaria glie le faccia chiudere in un nanosecondo respingendola. Mi rendo conto che chiedo molto ma, cito ancora Raoul Duke, l’asticella l’ha alzata lui e si deve beccare oneri ed onori. Lui quella palla la deve prendere e basta. Ma il peggio viene dopo. Sa di averla fatta grossa e la subisce. Da quel momento in poi perde sicurezza e concentrazione che si evincono con tre uscite alte, quelle si a farfalle, da terza categoria e tre rinvii da oratorio che potevano costare molto cari. Fallisce in quella che è sempre stata una delle sue migliori qualità ovvero la forza mentale che lo ha sempre contraddistinto. Questo mi ha stupito e, per dirla tutta, anche un poco preoccupato. Spero sia stata solo una serata no, che può capitare, che finisca lì e non ci sia sotto altro. Allo stesso tempo non posso neppure leggere che con un altro portiere l’avremmo portata a casa perché con un altro portiere, qualsiasi altro con la sola eccezione di Yashin ed il miglior Dida (che ne avrebbero preso solo uno), dopo 20 minuti saremmo stati sotto 2 (o forse anche 3) a zero. E contro il Napoli dell’altra sera sarebbe stata partita finita con rischio di goleada.

Permettetemi una piccola digressione dal mondo Milan. Leggo in questi giorni che sarebbe finito l’amore tra la famiglia Zang e l’allenatore dei due mondi (quello dei calvi e quello dei calvi con in testa un’idea meravigliosa…).  Non so quanto ci sia di vero, probabilmente sono solo illazioni giornalistiche della solita stampa che cerca argomenti quando non c’è nulla da dire e so bene che non si dovrebbe godere delle disgrazie altrui, ma ci hanno talmente trebbiato le parti intime con l’arrivo di colui che avrebbe portato l’Inter sul tetto dell’intero universo conquistando per sempre la Milano pallonara (mentre noi rispondevamo con il Giammaestro servendogliela su un piatto d’argento, questo va detto…) che non può non scapparmi un risolino sadico con la goccetta di sangue che cola dal canino. D’altra parte capisco pure che se non ti comprano Messi, Mbappe, Cavani, Modric, Van Dijk, Salah, Manè e l’anticristo (per quando ti ritrovi contro Ibra) più altri sette o otto panchinari all’altezza fare bella figura con squadroni come il Sassuolo Bologna o Verona  e battere questa Giuve stellare è praticamente imposs… ah no…

Se penso che questo finale di campionato non l’avrei giocato devo ammettere che è proprio vero. Non tutti i mali vengono per nuocere…

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.