Non ci si ferma mai

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Quattro giorni intensi vissuti praticamente in apnea che vanno dal derby alla partita di martedì sera con gli austriaci del Salisburgo. Questo è frutto di un calendario osceno e realizzato per fare spazio ad un campionato del mondo che per cultura mia deve essere una competizione estiva. Ma evidentemente sono io che sono poco avvezzo ai cambiamenti.
Dicevamo quattro giorni di ordinaria follia, ed io mi sono regalato dopo tanto tempo il derby a San Siro. Sempre bello ed emozionante quando si entra nella Scala del calcio, io rimango ogni volta senza fiato e l’emozione è sempre la stessa di quando il mio papà mi ha accompagnato per la prima volta a vedere il Milan, ero un lontano Milan Cavese di serie B, partita poi passata alla storia. Caro San Siro prima o poi dovremmo rassegnarci all’avanzamento del nuovo, ma quando ti vedo sei sempre la cosa più bella del mondo, anche perché sono quelli lì che dovrebbero sgomberare, ti abbiamo costruito noi con il presidente Rizzoli.
Ma ritorniamo al derby, prima che mi perda nei miei ricordi. I rossoneri hanno giocato molto bene, sono partiti un po’ contratti e timorosi, e abbiamo preso il gol su un nostro errore, anche se a dire il vero loro quella azione l’avevano preparata bene. Però i ragazzi non si sono scomposti o fatti prendere dall’ansia e hanno ricominciato a giocare e per almeno 60 minuti in campo c’era una squadra sola: il Milan.
Peccato che dopo il 3-1 ci siamo fermati e complice un altro assetto tattico neroazzurro abbiamo preso il secondo gol. Dzeko ha fatto alzare il baricentro ai cuginastri, noi un po’ in difficoltà fisica ha fatto si che si soffrisse un po’ più del previsto. Il derby è stato proprio il giusto esempio per meglio descrivere la doppia filosofia del momento, l’istant team e la progettazione, io la mia scelta l’ho già fatta e qualche mio attento lettore ha già capito. Comunque vittoria meritata e i cugini rimessi al loro posto.
Nemmeno il tempo di festeggiare che siamo di nuovo in campo per la prima partita di Champions contro il Salisburgo. Ora tutti avrete visto la partita ed ognuno può avere le propria opinione. La mia è molto semplice un punto guadagnato perché il match non era dei più semplici, ancora una volta abbiamo dimostrato maturità mentale perché abbiamo saputo soffrire, rimontare e quasi vincere, e su questo c’è stato uno miglioramento incredibile rispetto al passato. E non facciamo l’errore di farsi abbagliare dai nomi dei top team, perché giocare contro il Salisburgo e la Dinamo Zagabria che non hanno nulla da perdere può essere più difficile che giocare contro il Chelsea.
Però permettetemi due riflessioni, entrambe le partite sono state di una intensità elevata, sia tecnica che fisica, però con delle differenze. È innegabile che in Europa si gioca ad un’altra velocità mentale, tecnica e fisica. Con questo non voglio dire che la Serie A non è allenante ma sicuramente il ritmo di gioco è diverso e troppo spezzettato. In Serie A facciamo a rissa già dopo una spintarella, in Champions nemmeno le prendono in considerazione e si continua a giocare, questo fa si che il minutaggio sia più elevato è la partita più veloce. Inutile girarci attorno sono due modi diversi di giocare a calcio. In Serie A siamo una delle poche se non l’unica squadra ad avere questa concezione di gioco, perché nemmeno l’Inter o la Juventus giocano in questo modo. Mentre in Europa si cerca di proporre calcio, in Italia si fa la gara a chi lo interrompe di più attraverso molti sistemi. E di questo Mister Pioli già dopo la partita con il Sassuolo si era lamentato.
La seconda riflessione è che quest’anno abbiamo la bruttissima abitudine di andare sempre in svantaggio ed è una consuetudine che ci stiamo portando dietro fin dalle amichevoli estive. Solo con il Bologna non è successo. Ora che noi abbiamo questa grande capacità di recuperare le partite è innegabile e va bene, ma non potrà succedere sempre perché la giornata storta può sempre capitare e non riesci a recuperare.
Non so se sia un problema di approccio alla partita a livello mentale però la casistica non mi piace. La scorsa stagione abbiamo cambiato passo quando abbiamo blindato la difesa e mancando Kessie bisognerà fare molto affidamento sulle qualità di Vranckx, che potrebbe rivelarsi un giocatore importantissimo sotto questo aspetto. Anche perché io temo che a centrocampo siamo leggermente meno forti della scorsa stagione.
Impossibile tirare fiato, perché Sabato c’è l’insidiosa trasferta genovese sponda blucerchiata del Giammaestro e poi subito Champions contro i temibili ragazzi croati della Dinamo Zagabria, da non sottovalutare, che hanno battuto il Chelsea e per concludere con il Napoli a San Siro. Un terno di partite non semplici e da prendere con la giusta concentrazione e dove sarà importante anche un minimo di turnover. Forza ragazzi. Forza Milan.

FVCRN

Harlock

"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.