La battaglia è appena iniziata

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Una sconfitta come quella di sabato è come la peperonata a mezzanotte o, per chi viene dalle mie parti come la nostra Simo, il “friszoun” a colazione. Il giorno dopo te se ripropone. Non va nè su né giù e non basta la cisterna di Alkaseltzer che previdentemente avevi preparato. Lo spettro della lavanda gastrica, con il conseguente mesetto di dieta a base di the e semolino scondito per riguadagnare le normali funzioni digestive, ti sa para davanti. E con lo spirito della peperonata bloccata nello stomaco come una fusione di ghisa che mi accingo a scrivere questo post.

E’ una di quelle partite per le quali anche le pagelle che tanto stimolano la normale dialettica diventano inutili. Siamo arrivati (e ci siamo ancora caso mai l’avessimo scordato) in cima alla classifica come squadra e sabato abbiamo perso come (non)squadra. Nel mio personalissimo cartellino (cit.) ne avrei salvati tre ma ha poco senso parlarne. L’essere squadra è quello che ci ha fatto volare fino ad ora e se siamo stati piallati come un’asse di mogano da un falegname di Lissone è perché, l’altra sera, squadra non siamo riusciti ad essere. I magutti, scesi dalle valli con la piena, ci sono stati superiori in tutto. Tatticamente, atleticamente, per come erano messi in campo, per determinazione, per carattere, per voglia, per corsa, per chiarezza di idee. Insomma, ci hanno battuto con le nostre stesse armi. Non ce né se né ma. Se mi dimentico per un attimo di essere il tifoso Axel e mi metto nei panni dell’amante del calcio Zio Pipp (come mi chiama affettuosamente il nostro Nuwanda) davanti alla recita calcistica dei pianginadueboys, al triplice fischio dell’arbitro mi alzo in piedi dal divano ed applaudo. So che a qualcuno non piacerà ma l’ho scritto sabato sera a caldo e non lo rinnego.

La Faccia di Ibra dice tutto. Come sempre aveva già capito come andava a finire…

Inutile parlare dei singoli e l’unica critica che mi sento di fare è per una scelta di Pioli che non ho condiviso dal momento in cui ho letto le formazioni (ho i testimoni…). Mettere un uomo di fisico e gamba come Meitè anziché Diaz come trequartista al posto di calha l’ho interpretato come un segnale di debolezza. Il timore della fisicità dei valligiani. Pioli, per il quale la mia stima rimane immutata, tanto per non essere male interpretato, ha avuto paura dei bergamaschi. Immagino che il segnale sia arrivato alla squadra che è scesa in campo con altrettanto timore. Se sei il primo in classifica, se giochi senza paura, con delle ambizioni, per vincere ogni singola partita, non devi snaturarti. Quello lo può fare il Crotone a seconda se gioca contro il Benevento o contro l’Inter, per fare un esempio. Non noi. Sono gli altri che devono avere paura dei cuccioli rossoneri non i leoncini di Milanello dopo un girone d’andata giocato sempre con coraggio ed in cima alla classifica. Sono gli altri che devono snaturarsi. Sarebbe cambiato qualcosa? Non si può dire, non c’è la controprova ma avrei preferito perdere come Milan che tracollare come la sua brutta controfigura.

Fossi in te starei preoccupato. C’è sempre il ritorno e “Re Z” non è tipo da dimenticare. la parola perdono non fa parte del suo dizionario…

E’ impossibile identificare la linea di demarcazione tra i demeriti di chi perde ed i meriti di chi vince ma, ho la netta sensazione, che Sabato abbiamo trovato la Dea nel suo momento migliore mentre noi stiamo pagando una condizione atletica precaria, vuoi per gli assenti, vuoi per quelli appena rientrati (Theo è sembrato l’ombra di se stesso), vuoi per gli squalificati, vuoi per la stagione intensa che stiamo vivendo (ricordo che siamo quelli che hanno giocato più di tutti in assoluto). Qualcuno mi ha bonariamente rinfacciato il rimpianto per l’assenza di Pino (sempre sia lodato) che certo non è Maradona ma Gosens non avrebbe fatto gli sfracelli che ha fatto se ci fosse stato il giovane pastore Belga (e chi ne ha avuto uno sa di quale tanghero rognoso stia parlando) al posto del simpatico quattrozampe da compagnia iberico. Non ho nulla contro Casti, che l’impegno ce lo mette sempre, ma quella contro l’Atalanta non era la sua partita, era l’avversario più sbagliato. Sarebbe cambiato qualcosa? Rimarrò per sempre con il dubbio ma credo che l’Atalanta di Sabato sarebbe stata imbattibile anche per il Brasile di Pelè, l’Ayax di Cruyff e pure per il Milan degli olandesi. Imbattibili anche per la Festina al tour de France o Ben Johnson sui 100 piani. Sono sembrati davvero incontenibili quindi, onore al merito.

Lo dico perché non voglio trovare scuse, non avrebbe senso di fronte ad una superiorità mai in discussione, ma un paio di cosette le voglie aggiungere ugualmente. A proposito di rigori ad esempio.

“A noi non li danno” butta lì Chiapperini (o come accidenti si chiama) tra un saltello e un sorrisetto beffardo prima della partita, facendo intendere come il complotto globalmassonicoterrapiattista abbia deciso che i suoi prossimi avversari saranno spudoratamente favoriti. Alias; “se perdiamo, non sarò certo colpa nostra, o perché il Milan ha giocato meglio, ma dei poteri forti che ci avversano…” Caro il mio Giudailavandini (sempre come accidenti si chiama), pure a me la danno piuttosto raramente ma a differenza tua, dopo lunga ed attenta riflessione, sono arrivato alla conclusione che non è il mondo che complotta per tenermi all’asciutto, non ho l’arroganza di pensare di essere di qualche importanza per gli altri otto miliardi di anime di questa terra tanto da dover organizzare un complotto, ma piuttosto che andando verso i sessanta, il giusto inchiattito, con quattordici capelli residui sul cocotrone, tutt’altro che benestante (che male non farebbe), non sono esattamente il prototipo dell’uomo attraente. Non somigliavo a Brad Pitt nemmeno a vent’anni, figuriamoci adesso. Se non me la danno così facilmente la colpa è mia, non delle Dame di San Vincenzo, di Amnesty international o del Comitato per la Protezione della Vergine. Infatti sabato il rigorello c’era (Oddio, un rigorino, di quelli che Rizzoli non vorrebbe mai vedere e sono certo prenderà una dura posizione al riguardo…) e te l’hanno dato (al Bologna sullo stesso fallo di Chiellini no ma non fa nulla…). Mi piacerebbe vederti caragnare anche contro altri… poteri forti… Volendo potrei pure parlare di ammonizioni perché se l’ancatona di Hateboer su Kalulu l’avesse data Tonali il VAR avrebbe pensato bene di mandarlo in esilio e l’avesse fatto Bennacer l’avrebbero mandato direttamente nel braccio della morte. Ma tant’è. Forse che le decisioni arbitrali vadano accettate come facciamo sempre noi? Avrai anche vinto strameritatamente ed a mani basse ma rimani sempre quel finto umile che sei (cit. Larry) e non vincerai mai nulla perché bisogna anche saper vincere e tu non ne sei capace. E neppure i tuoi, come insegna la spacconata di Zapata e lo striscione beffardo a Milanello. Ce ne ricorderemo perché prima o poi la ruota gira storta anche sulle rive del Brembo. Il tuo posto è là, da noi, bravo o no, non ti vorremo mai. Scusate lo sfogo ma ce l’avevo qui…

Tornando a casa nostra rimane che siamo sempre in testa, la squadra ha dimostrato di esserci e poter continuare; adesso sta a loro. Quindi, c’è poco altro da dire. Certe seratacce bisogna saperle assorbire ed è proprio adesso, dopo una sconfitta umiliante e senza appello, che vedremo di che pasta siamo fatti veramente. Se Pioli ed i ragazzi sapranno ricominciare, se non si faranno prendere dalla paura, se non comincerà a pesare l’aria pura dell’alta classifica e l’ansia da obiettivo, sarà come non fosse successo nulla. Se la partitaccia di Sabato lascerà le cicatrici sarà un problema. Lo vedremo presto, basta avere un po di pazienza. Per quanto mi riguarda ho sempre predicato che, per tutto quello che avevano fatto, Pioli e questi ragazzi andavano sostenuti. Adesso è il momento di mantenere la mia promessa. Mi metterò d’impegno e, se posso permettermi, Vi chiederei di fare lo stesso. In fondo, siamo pur sempre primi. Caso mai l’avessimo scordato, la battaglia è appena iniziata…

PS: Devo un ringraziamento a due fratelli rossoneri, Stefano e Fulvio. Due compagni di stadio. Hanno il dono di Dio di smussare le mie intemperanze e darmi titoli e spunti per i post. Specie nei dopo partita. Specie dopo partite come questa…

FORZA MILAN

Axel

Puoi cambiare tutto nella vita. La fidanzata, la moglie, l'amante, la casa, il lavoro, la macchina, la moto e qualsiasi altra cosa che ti viene in mente. Solo una cosa non potrai mai cambiare. La passione per questi due colori. "il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari". Grazie mamma che mi hai fatto milanista, il resto sono dettagli.