Aivan Gazidis: parla la Pro-prie-tà. Il Milan non è né bino né trino. Cutrone fa rima con livore.

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Di lunedì pomeriggio, nell’ora in cui un nuovo tronista di “Uomini e Donne” scende le scale e saluta Maria De Filippi:”Ciao Maria sono Patrick ho 22 anni e gioco come stopper nella Fiorentina, nel tempo libero esulto dopo essermi tuffato in area contro la mia ex squadra”, il lunedì pomeriggio quando stiamo preparando articoli per testate molto più serie di questa, il lunedì pomeriggio quando stiamo preparando una diretta per la vera fonte di telecomunicazione ufficiale del Milan.
La professionalità, l’impegno, la serietà che ci contraddistingue ci fa però trovare il tempo di dedicarci un po’ a voi portandovi una ventata di verità, una boccata d’ossigeno in questo blog menzognero.

L’intervista concessa da Aivan Gazidis alla Gazzetta dello Sport ha unito, fortificato, unificato la tifoseria rossonera, una tifoseria rossonera che per carità di Dio ha tutto il diritto, il dirittissimo di voler essere informata, ragguagliata, relazionata e Aivan Gazidis lo ha fatto, lo ha fatto con garbo e chiarezza, ha detto quello che i nostri tifosi volevano anzi si auguravano di ascoltare e cioe che la proprietà, anzi ripetiamo, ripetiamolo tutti insieme, la Pro-prie-tà ha ha un progetto serio e a medio lungo termine.
Il Milan quindi non è come si auguravano molti soloni figli del click facile e del polemicozzo trito e ritrito, non è spaccato o diviso, il Milan non è bino, non è trino come lo era qualche anno fa quando esisteva un amministratore delegato alla parte sportiva ed un altro amministratore delegato part time che tra una lezione di pilates ed una pedicure riusciva a far saltare scambi di mercato col City costringendoci a non cedere il proprio partner di salsa e merengue e di conseguenza a riempire la casella di extracomunitario con udite udite Kingsley Umunegbu, per carità massimo del rispetto mancherebbe altro, ragazzo amabilissimo, dolcissimo e carinissimo ma certo Carlitos Tevez avrebbe probabilmente anzi sicuramente cambiato il corso, la storia del calcio italiano recente.
Il Direttore dell’Area Tecnica Paolo Maldini non si è nascosto, non ha fatto spallucce nè bubu settete dietro ad una porta, ha sottolineato come normale che sia ci possano essere discussioni, opinioni persino qualche divergenza ma che si fa tutto per il bene del Milan.
Fate poco i simpaticoni da due soldi che non è aria, starete pensando, ma la voce ufficiale del Milan, fa finta di nascondere la storiella di Rangnick? Subito accontentati state schisci, il suo è un nome molto stimato in società ma non ritenuto al momento idoneo a nessuna carica ancorché non vacante nell’AC Milan sette volte campione d’Europa, Paolo Maldini non lo ritiene opzione percorribile e noi gli crediamo, ci fidiamo di Paolo Maldini, con Paolo Maldini andremmo nel fuoco e quando parla Paolo è legge.
Dopo l’intervista del nostro Amministratore Delegato Aivan Gazidis si sono susseguite subito le interpretazioni colorate, folkloristiche, naïf dei soloni sui social network, per carità ognuno può dire ciò che vuole ma non si giochi sulla pelle del Milan sia ben chiaro.
Stefano Pioli ha chiaro, chiarissimo il quadro della situazione, sa bene anzi benissimo che per restare sulla nostra panchina non basta il gioco scintillante degli ultimi due mesi ma servono i risultati, veri giudici ahimè, ahinoi di questa stagione. Uno Stefano Pioli che non si fa intimidire o spaventare, uno Stefano Pioli che magari si piega ma non si spezza, uno Stefano Pioli che barcolla forse, ma non molla, Firenze gli ha attribuito una calda accoglienza, una calda accoglienza che San siro speriamo riserverà a Patrick Cutrone il prossimo anno, la riserva di Vlahovic a Firenze, di Jota, Traore e Jimenez ai Wolves abbiamo visto che sabato sera era carico e pieno di livore, ingiustificato peraltro, sarà bene ricordare e tenerlo a mente sempre che a San siro il prossimo anno gli venga concesso di giocare una trentina di secondi.

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