
Dopo l’estate e la (ennesima) campagna acquisti dissennata, mi avessero pronosticato che a alla 17esima giornata, a due dalla chiusura del girone di andata, saremmo stati secondi ad 1 punto dalla prima e dopo aver vinto 3 (anche se in modo un po fortunoso) delle quattro sfide con le altre pretendenti ai piani alti della classifica e pareggiato la quarta (quella contro la Juve che paradossalmente avremmo meritato di vincere a mani basse), avrei preso in nano un “Extrema ratio col Moschin”, mi sarei aperto la vena “basilica” per il lungo, avrei impugnato la penna d’oca col pennino d’oro Montblanc, l’avrei immersa direttamente nel vaso sanguigno ed avrei firmato col sangue.
Lo ammetto per onestà intellettuale.
Spiace un poco, giusto per trovare il pelo nell’uovo, per i tanti punti persi contro le medio-piccole, specie quei punti in partite che avremmo dovuto chiudere senza patemi come, ad esempio, contro il Pisa o contro il sassuolo. Tanto per dire…
Giochi contro uno dei fanalini di coda, vai in vantaggio dopo pochi minuti ed in teoria dovresti solo aspettare la presumibile reazione dell’avversario che fatalmente dovrebbe scoprirsi non avendo nulla da perdere ed in quelle praterie andare a nozze e chiuderla alla svelta. O, come contro il Sassuolo… OK, prendi un gol e vai in svantaggio, poi sei tanto bravo da pareggiare prima ed andare in vantaggio poi e… ti fai rimontare a poco più di 10’ dalla fine? Anche solo quei 4 punti in più, che non avrebbe dovuto essere così difficile portare a casa, ci avrebbero dato qualche certezza in più, morale, sicurezza in noi stessi e chi più ne ha più ne metta. A parte questo, ripeto, pelo nell’uovo, la classifica rimane con tutte le sue (positive) implicazioni.
Le perplessità estive? Rimangono, tutte… Quello che ho pensato e scritto a suo tempo, lo penso ancora. Al di là dei meri numeri rimango convinto che questa rosa sia corta numericamente, e scarsa qualitativamente, specie nelle seconde linee. Che se la teorica formazione titolare ha dimostrato di potersela giocare con tutti ogni volta che o per gli infortuni, o perché è necessario cambiare l’assetto per dare una svolta ad una partita storta, o perché bisogna difendere un vantaggio, o, o… quando il mister si volta a guardare la panchina viene assalito dallo sconforto e più di tanto non ha da scegliere.
Che siamo comunque vincolati ad un giocatore, Modric, di quarant’anni. Intendiamoci, che Modric sia un fuoriclasse non ho dubbi. Modric non è un calciatore calcisticamente intelligente, è l’intelligenza calcistica fatta a persona. Ma gli anni sono anni. Mi chiedo per quanto ancora potrà garantire il rendimento di questa prima parte di stagione, anche perché nelle ultime apparizioni ha mostrato una certa flessione atletica rispetto alle prime partite. Non glie ne faccio una colpa, ovviamente, l’impegno lo mette sempre e rimane preziosissimo, ma fino a quando e quanto?
Per non parlare della mancanza di un serio attaccante da area di rigore, dei limiti dei difensori, del fatto che dipendiamo da un esterno (Saelemaekers) sempre tra i migliori in campo ma che avrebbero venduto al miglior offerente fino all’ultimo giorno di mercato, alla Pulisicdipendenza, al fatto di aver trovsto per fortuna un giovanissimo (Bartesaghi) che è inaspettatamente esploso altrimenti quel ruolo avremmo Estupignacco, e mi fermo qui ma la lista delle magagne sarebbe lunga…
Quindi, mi chiedo, viste le premesse, a cosa dobbiamo tale inaspettato exploit?
Credo che molto lo si debba ad Allegri. Anche in questo caso… Non disconosco quello che ho predicato a lungo. Allegri non m piace. Non mi piace il suo calcio da Trapattoni del terzo millennio, non mi piacciono i suoi comportamenti ed i suoi atteggiamenti. Non mi piace la sua abitudine a scaricare ogni responsabilità sugli altri. Arbitri, giocatori, VAR, i giocatori che voleva e non gli hanno comprato, quelli che non voleva e si è ritrovato a Milanello, il sistema, i rettiliani, le fasi lunari avverse etc. etc…ma…
Gli riconosco essere un uomo intelligente, furbo, scafato, pratico, profondo conoscitore del calcio di casa nostra ma, soprattutto PRAGMATICO. Forse era la scelta migliore. Non il migliore in senso assoluto ma l’uomo giusto, al posto gusto e, soprattutto, nel momento giusto.
credo che, una volta arrivato a Milanello, si sia guardato intorno ed abbia fatto due più due ed agito di conseguenza.
Ha compattato la squadra e sensibilizzato i giocatori, ha dato loro poche ma semplici regole per un gioco altrettanto pragmatico, ha (per quanto si dice) rimesso al centro la cultura del lavoro (leggi preparazione ed allenamenti e comportamenti dentro e fuori dal campo) e fatto le scelte di chi va in campo e di chi va in panchina senza guardare in faccia a nessuno (forse Leao a parte ma Leao è l’eccezione che conferma la regola essendo di fatto l’unica “arma letale” che ha a disposizione). Ha sempre predicato “l’understatement” ripetendo alla nausea che l’unico vero obiettivo è la qualificazione champions. Un modo intelligente per rendere “più leggeri” i giocatori stessi e farli rendere al meglio e poi arrivasse qualcosa in più… non butta via ma basta arrivare “nei quattro” e la stagione sarà un successo.
Per finire…
Sono, ahimè, comunque convinto che lo scudetto sarà una partita a due tra Inter e Napoli. L’inter sembra la squadra più quadrata. Dopo un inizio un pò così così, probabilmente dovuto al cambio in panchina che un minimo di tempo lo richiede sempre, si è stabilizzata. Con le piccole-medie, non sbaglia più un colpo ma, soprattutto, vince con facilità.
Da quell’altra il Napoli. A mio avviso un poco meno forte dei cuginastri ma ben compensato da Conte. Colui che ha fatto del “chiagnefottismo” una religione. Se gli allenatori contano davvero, e ci credo, Conte, nel bene e nel male, è un plus.
E noi?
Temo, alla lunga, reciteremo la parte del “terzo incomodo”. Magari saremo uno egli aghi (se non l’ago in assoluto) della bilancia. Magari portando via punti ad una e non all’altra o viceversa ma, almeno per quanto visto sino ad ora, il ruolo stesso dovrebbe garantirci un accesso alla champions relativamente facile (e mentre lo scrivo mi tocco le parti intime…) anche perché le altre pretendenti (Roma e Juve) non sembrano all’altezza. La Roma che ha già perso smalto rispetto all’inizio scoppiettante e la Juve dalla quale, ammetto ancora una volta di essermi sbagliato alla grande, mi sarei aspettato parecchio di più.
Il calcio è per sua natura imprevedibile e se da una parte temo sempre possa capitarci il peggio (nel caso la non qualificazione champions) non metto nemmeno limiti alla divina provvidenza…
Come dice il detto…
“Chi vivrà vedrà…”
Axel
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