Benzina sul fuoco

5156

“Se vincesse il Milan sarei arrabbiato perché noi siamo superiori al Milan. Se Mertens dice che è più deluso adesso che in quel famoso campionato dei 91 punti dobbiamo crederci”

(Salvatore Bagni, 3 maggio 2022, fonte Milan News)

“Il campionato lo sta vincendo la quarta forza del campionato. E ti sta facendo vedere che puoi vincere senza soldi. Per me è un fallimento se l’Inter non vince lo scudetto. Se l’avesse superata la Juve o il Napoli, ok. Però se lo vince il Milan non scherziamo: chi avrebbe messo un centesimo sul Milan campione d’Italia?”

(Antonio ‘Einstein’ Cassano a Bobo TV, 2 maggio 2022)

“Chi vince lo Scudetto? Max ci ha detto di averlo nascosto. A guardare le partite che mancano direi Inter, sulla carta sono partite abbordabili. Però questo campionato ci ha riservato grandi sorprese dall’inizio. È bello vivere questa corsa, peccato non esserci, bastavano pochi punti in più”

(Leonardo ‘boccasciacquata’ Bonucci a DAZN, 2 maggio 2022)

Le tre citazioni che leggete sopra sono relative solo agli ultimi giorni e sono una modesta summa delle decine di dichiarazioni che, da tutto il mondo del calcio, sono piovute sul Milan negli ultimi mesi. Praticamente nessuno, con toni e sfumature diverse, si è risparmiato parole di scetticismo se non di disprezzo per il Milan, anche quando i risultati sul campo dicevano tutt’altro.

L’analisi approfondita e la critica sono non solo legittime ma anche dovute. E su questo sito ne abbiamo sempre fatta una bandiera, a partire dagli anni dell’oscurantismo berlusconiano e delle ceste gallianesche. Ma il perdurante l’atteggiamento di moltissimi addetti ai lavori, pervicacemente volto a negare la realtà che vede il Milan giocarsi il bersaglio grosso, ha finito per diventare una macchietta e una mancanza di rispetto per quanto sta facendo la squadra, a prescindere da quella che sarà la posizione finale in classifica.

Citiamo solo come esempio non troppo fulgido del mondo giornalistico il buon Giancarlo Padovan. Qui sotto un estratto di uno degli ultimi interventi su calciomercato.com (precedente l’ultima giornata di campionato), ma potete facilmente trovarne diversi altri cliccando sui motori di ricerca. Il tenore è più o meno sempre quello, letto uno letti tutti.

“Certo, mal che fosse andata, poteva finire con un pari, il Milan braccato ad un punto e uno sprint più aperto che mai per il titolo. Invece questa è una brutta botta, domenica c’è la trasferta di Udine (e l’Udinese ne ha rifiliate quattro alla Fiorentina al Franchi) e di lì in avanti bisognerà vincerle tutte. Sperando, come credo io, che il Milan lasci qualche punto per strada (la Fiorentina, per esempio, non può perdere sempre) e che l’Inter torni a credere in se stessa come nel primo tempo di Bologna”

Qui si viaggia in bilico tra l’incitamento esplicito all’inter e la gufata epica al Milan. Un approccio francamente imbarazzante, al di là che poi i “pronostici” si rivelino azzeccati o meno.

Ma tutto questo deve essere ancora una volta benzina su quel fuoco che abbiamo visto bruciare fortissimo anche domenica scorsa (e che Seal ha descritto perfettamente nel post di martedì).

In questo momento non bisogna pensare a corsi e ricorsi storici o a città più o meno fatali e neanche concentrarci su quello che fanno gli altri (cit. l’altra squadra di Milano): ci siamo solo noi e tre partite da giocare. Non dobbiamo cadere nella tentazione di ingigantire, trascinati dall’emozione che ci sta ormai devastando, gli avversari che andremo ad affrontare. Ma neanche farci attrarre nella direzione opposta del sottovalutarli: la squadra deve andare in campo cosciente di metterci tutto quello che ha senza farsi influenzare e senza farsi condizionare dagli eventi esterni, in primis il fatto che al fischio di inizio domenica sera saremo molto molto probabilmente a -1 dalla vetta.

Difficile rimanere lucidi in questo frangente e stiamo tutti vivendo delle settimane di enorme tensione emotiva ed è complicato (più complicato del solito intendo) spostare i pensieri dal chiodo fisso del Milan. Ma tutto questo è il sale della vita di un tifoso e, comunque vada, questa stagione ci ha restituito il brivido e il nodo allo stomaco. Certo se fossero emozioni condite da uno scudetto atteso per più di un decennio sarebbe infinitamente meglio, ma già così è, come si dice, TANTA ROBA.

Oggi più che mai FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!