Varie in pausa Nazionali

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Vincere col Verona poteva dare tranquillità e anche consistenza a certi sogni, ma a detenere la testa della classifica siamo comunque noi. Dopo la stupida sosta Nazionali, aggravata dal pasticcio dei blocchi ASL, inizierà un mese di doppi turni che ci porterà a chiudere il gironcino europeo e alla quattordicesima giornata, indirizzando la stagione. Io sto con Zlatan: nessun relax, nessuna comfort zone, nessuna soddisfazione per un pari in casa. Il Milan ha obiettivi e deve giocare per gli obiettivi, e i risultati vanno pesati primo in relazione ad essi, solo dopo si guarda alla prestazione e al momento generale. Bisogna sbagliare di meno. Bisogna dosarsi meglio il prossimo mese e in generale.
Adesso è il momento per i giocatori di confermare quanto visto negli ultimi mesi. Il ‘magic moment’, la bolla in cui abbiamo vissuto per mesi sembra finito; tutto è successo e tutto sembrava possibile, ma è tornata la realtà fatta di sofferenza, episodi, e avversari tenaci. Le vere sfide iniziano ora. Ibra lo ha fatto capire: ci si può addormentare nella zona di comfort con la miglior serie realizzativa dal 1929-30 e di risultati in campionato dal 1993, per poi svegliarsi sesti.
E’ anche ora che Pioli, che ha messo insieme un bel gruppo e tirato fuori il meglio da praticamente tutti i giocatori, passi dal ruolo centrale di motivatore a quello di stratega e tattico; abbiamo bisogno di un’evoluzione dal punto di vista del gioco, più varietà, più capacità di tenere palla e trasformarci a seconda del momento e dell’avversario. Non si possono affrontare tutte le avversarie in ogni momento in verticale, all’assalto, senza un minimo di circolazione di alleggerimento e di riflessione. I giocatori devono anche conoscere meglio gli avversari, lo 0-3 patito dal Lille non è un caso e si ripeterà senza maggiore studio. E forse sparigliare un po’ le gerarchie puntando sugli uomini più in forma non sarebbe male; come si fa a tenere questo Diaz in panchina?
E’ presto comunque per trovare crepe nella costruzione. Mi fido di tutti. Ma, per piacere, ascoltate Ibra.

Nel mentre ecco alcuni consigli per trascorrere il periodo senza campionato sul divano senza riunciare al grande calcio, della serie “il lockdown ce fa na sega”:

Giappone-Panama, che si disputerà a Graz. Secondo l’OMS il rischio di contagio da COVID per contatti fra cittadini di Panama e Giappone è quasi nullo, e in Austria non sono presenti panamensi né giapponesi.
E ciò è evidentemente inaccettabile, bisognava assolutamente far qualcosa a riguardo.
In realtà nella Bundesliga austriaca giocano ben due giapponesi, Okugawa nel RB Salisburgo e Kitagawa nel Rapid Vienna e un panamense (!!!), tal Andrès Andrade nel LASK. Dunque è tutto perfettamente sensato.
L’amichevole verrà comunque annullata alla scoperta della federazione giapponese che lo stadio di Graz non si chiama più “Arnold Schwarzenegger”. Altrimenti che cacchio di altro motivo c’è per giocare lì.

USA-Panama, che si disputerà a Wiener Neustadt.
Sempre in Austria si disputeranno anche Giappone-Messico, Messico-Corea e Qatar-Corea, perché tu amico che leggi non puoi andare a correre al parco ma Abdullah Al-Arak può farlo sul prato di Maria Enzersdorf, cittadina di 8000 abitanti nel distretto di Modling.
Per bilanciare gli effetti del Mundialito austriaco, Austria-Lussemburgo si disputerà invece a Seul (non è vero).

Arabia Saudita-Giamaica, un grande classico del calcio internazionale, animerà la serata di martedì 17.

Volna Pinsk-Sputnik, il match clou della terzultima giornata della Pershaya Liga, la seconda divisione bielorussa. Lo Sputnik è in rampa di lancio (ahahah) per la promozione, ma è tallonato dal Gomel che dovrà a sua volta affrontare il Naftan per difendersi dall’assalto dell’Arsenal Dzyarzhynsk, agguerrito dopo la sconfitta col Lokomotiv Gomel. Che non è la seconda squadra di Gomel bensì la prima squadra di Lokomotiv. Gomel significa infatti “Atletico”.
O forse no, scopritelo.

Dresda-Monaco 1860, per la 3.Liga tedesca. Per assaporare la fine che faremo dopo aver costruito e diviso lo stadio con l’Inter.

Ebusua Dwarfs-Elmina Sharks, incontro valido per la prima giornata della Premier League ghanese. Sicuramente possiamo capire perché una squadra possa adottare come simbolo e nome lo squalo, un po’ meno invece i nani; anche se il simbolo dell’Ebusua è in realtà un granchio e il nome completo è Cape Coast Mysterious Ebusua Dwarfs che sembra più una denominazione adatta ad uno spettacolo di prestigiatori che a una squadra di calcio.
I Nani lotteranno per un piazzamento di alto livello con gli acerrimi rivali del Legon Cities (giuro che esistono), e dovranno guardarsi dal WAFFA e dall’Inter Allies, che visto il nome è decisamente gufabile.

Larry

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.