Un passo alla volta

5

Dopo il tabù della vittoria in rimonta è stato infranto anche quello del risultato positivo contro una grande in campionato ottenendo nel contempo 9 punti su 9 nel girone di ritorno. Non siamo guariti, ma la direzione intrapresa sembra essere quella giusta con una squadra in grado di reggere bene per circa un’ora senza sbracare nel rimanente tempo, ma reggendo l’urto. Tutta la squadra è salita di tono, ma ciò che fa ben sperare è la comunione di intenti: prima in questo gruppo ognuno sembrava andare per i fatti suoi, ora si cercano, si danno una mano e lottano sui palloni con una verve finora sconosciuta.
La vera notizia è che il Milan non è più susodipendente e questo non può che giovare alla squadra in grado di fornire più soluzioni ed essere pericolosa non solo da destra. La nota più positiva è la catena di sinistra Calhanoglu/Bonaventura in grado di dialogare con buone capacità e soprattutto di intercambiarsi sia in fase offensiva che di ripiegamento. La loro intesa è un punto fondamentale perché a guardar bene potremmo avere due ottime catene a destra e sinistra visto che anche Calabria ha dato vita ad una prova sontuosa dopo alcune partite in crescendo. Avere uomini pericolosi su entrambe le fasce costringerà i nostri avversari a qualche grattacapo in più perché non basterà più raddoppiare o triplicare Suso.

A proposito di Suso, lo spagnolo sembra ancora trovarsi poco in questo nuovo Milan in cui non è più il catalizzatore di tutti i palloni. E’ vero, contro la Lazio ha costretto gli avversari a spendere due gialli dopo averli saltati come birilli, ma il dribbling, la giocata deve sempre avere come scopo ultimo la superiorità numerica, l’assist, l’azione pericolosa perché la giocata fine a se stessa non serve a nulla, risulta deleteria. Per me Suso ha qualità tecniche importanti, ma non possono essere confinate al dribbling quando si possono fare anche movimenti senza aspettare la palla sui piedi. Lo spagnolo deve trovare la sua dimensione, capire che mettersi al servizio della squadra non può che giovargli, perché partecipare a movimenti organizzati gli consentirà di avere nuovi spazi e soluzioni.

Altra cosa importante è la compattezza a centrocampo. Da quanto tempo non vivevamo una giornata senza vere e proprie imbucate centrali che costringevano i nostri difensori a farsi il segno della croce? E questa volta giocavamo contro una formazione che fa del centrocampo la propria forza. Credo che qualcosa di buono si stia vedendo e chissà che un passo alla volta non migliorino anche la manovra offensiva. Il gruppo mi sembra finalmente solido, basta vedere la conferenza prepartita di Hakan e Bonaventura o il buon Andrea Conti, insomma, questo gruppo potrebbe davvero diventare ciò che in fondo speravamo tutti a inizio stagione, ossia una buona base per il futuro.

Tra poche ore arriva il secondo match in soli tre giorni contro la Lazio, ma questa volta la partita è molto più complicata perché non è campionato, ma una sfida che si gioca in 180 minuti più recupero dove i gol in trasferta hanno un peso non indifferente. Del match però si è parlato quasi zero, come della prova di domenica, perché si è pensato bene di ingigantire oltre misura la questione Cutrone. Qui sul Night l’abbiamo presa a ridere, e di gusto, perché quando una situazione diventa surreale non si può che trasformarla in qualcosa di divertente e demenziale perché a certi media e personaggetti non puoi che rispondere così.
Mi domando perché si siano focalizzati così tanto sul tocco di Cutrone, involontario come stabilito dal Giudice Sportivo e facilmente visibile dalle immagini mostrate, quando ci si sarebbe dovuti soffermare in maniera dura su quanto combinato da Tagliavento in Crotone-Cagliari dove l’arbitro è riuscito ad annullare un gol partito da azione da fermo riguardando le immagini col monitor VAR! Questo è un errore enorme, incredibile a mio avviso, ed il problema non è certo il VAR ma Tagliavento che a mio avviso non dovrebbe più arbitrare in nessuna serie professionistica dopo un simile errore. Credo che nessun altro sulla Terra avrebbe annullato quel gol.
Così mentre in Italia si cerca di dare al VAR le colpe degli arbitri, forse con l’intento di screditarlo e mantenere un certo potere, in Inghilterra nella semifinale di Carabao Cup tra Arsenal e Chelsea gli spettatori di stadio e tv potevano vedere in tempo reale le immagini mostrate all’arbitro in caso di chiamata. Questo sì che è un passo avanti, perché il problema non è il mezzo, ma chi lo usa, e se qualcuno non è capace di usarlo vada a casa e avanti un altro.

Come detto della sfida si è parlato poco eppure, nonostante anche l’affluenza di pubblico prevista sia scarsa e non degna di un tale appuntamento, è di primaria importanza sia nella crescita di squadra, sia come obiettivo da raggiungere. Milan e Lazio stanno vivendo situazioni similari pur con risultati diversi: impegnate entrambe in europa league, costrette in campionato a dover tenere un ritmo altissimo e con la finale di Coppa Italia ad un passo. Il recupero di Immobile per questa sfida è un ulteriore banco di prova per la nostra tenuta difensiva perché ci troveremo davanti ad un giocatore capace di segnare 20 gol in 19 partite di campionato, in pratica con lui la Lazio parte sempre da 1-0. Bisognerà stare attenti, perché il cumulo dei gol potrebbe essere un fattore determinante e per una volta vorrei vedere una prova maiuscola dell’intera retroguardia, partendo dal portiere, perché voglio tornare a giocarmi una finale, anche della più bistrattata delle coppe, perché solo vincendo si ritorna grandi.
Forza Ragazzi!

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.