Rifondazione a centrocampo

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Dopo l’addio di Tonali, sbarcato nel nord dell’Inghilterra e già presentato dal Newcastle, il Milan ha dato il via al proprio mercato di rafforzamento. Sportiello a costo zero sarà un sicuro upgrade rispetto a Ciprian Tatarusanu, che ha salutato i rossoneri dopo un’annata in cui ha giocato più di quanto lui potesse sperare. Romero a costo zero al posto di Diaz, tornato al Real Madrid dopo aver inciso a intermittenza, grandi lampi, ma poca continuità. Ruben Loftus-Cheek per una ventina di milioni in luogo proprio del numero 8 ex Brescia, di cui ha ereditato anche il numero di maglia. In arrivo anche Christian Pulisic, statunitense di ventiquattro anni che andrà a rimpolpare la trequarti offensiva, e Reijnders, centrale di centrocampo olandese completo che potrebbe essere il vice Bennacer. A questi si aggiungono i possibili innesti di uno tra Chukwueze e Kamada (entrambi extracomunitari, come Loftus-Cheek) e Musah (passaporto italiano per il centrocampista del Valencia). In attesa di risolvere il rebus centravanti, è un Milan che sta rifondando il centrocampo.

Su che basi lo sta facendo? Andando non a integrare o puntellare, ma di fatto a sostituire la mediana che ha portato a casa lo Scudetto 2022. Kessié volato un anno fa a Barcellona e mai realmente sostituito, Tonali ceduto, Bennacer infortunato e fisicamente fragile. Se davvero alla fine gli innesti nella zona nevralgica del campo saranno il già arrivato Loftus-Cheek, Reijnders e Musah, ci sarà certamente molto lavoro da fare dato il livello inferiore al trittico Kessié-Tonali-Bennacer, ma nulla di malvagio o drammatico, quanto una buona base di partenza. Il tutto considerando che si allungherebbe una panchina che nella passata stagione ha invece dato pochi contributi alla causa milanista.

Sulla trequarti serve anche una scossa, a dire il vero forse anche più decisa di quella in atto a metà campo. La scorsa stagione a creare pericoli ci hanno pensato le accelerazioni di Leao o i lampi di Diaz. È essenziale aumentare la pericolosità del binario di destra, possibilmente con Chukwueze, che potrebbe essere in questo contesto il più importante colpo del mercato. Da non sottovalutare però anche Pulisic, che con le sue qualità in fase di assistenza e di accelerazione può essere un jolly non indifferente. La mia personale sensazione, che può tranquillamente essere sbagliata, è che la politica di questa sessione di mercato sia quella di aumentare le soluzioni in possesso di Pioli allungando una panchina che non è stata all’altezza degli impegni sostenuti. Da qui il sacrificio di Tonali, per quanto possa essere doloroso.

Ultimo pensierino: domani si riparte. Necessario fornire a Pioli il prima possibile la squadra completa, dal momento che la vera difficoltà sarà quella di integrare così tanti innesti in posizioni nevralgiche e nella squadra titolare. Verosimilmente a Bologna il 19 agosto è difficile non vedere in campo almeno uno dei nuovi centrocampisti al fianco di Krunic e almeno uno dei nuovi trequartisti. Da quel giorno ci separano solo cinque settimane, pochissime. È essenziale bruciare le tappe, arrivando piuttosto un po’ più lunghi sulla scelta della punta, ma avendo già costruito l’ossatura della squadra.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.