Pagelle Mondiale Qatar 2022

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Si è concluso il Mondiale più strano della storia, nel mezzo del deserto e nel bel mezzo della stagione regolare. Il Mondiale del business, all’ennesima potenza. Ha vinto l’Argentina di Messi e Scaloni in una finale che sarà difficile da dimenticare ma, durante la competizione, non sono mancate le sorprese, i flop, le scene epiche e ovviamente le polemiche. Qui sotto mi permetto di dare dei voti, in generale a quello che sarà sicuramente un Mondiale che ci ricorderemo a lungo proprio per le dinamiche citate all’inizio. Che le danze abbiano inizio (e per fortuna si ricomincia a pensare al campionato).

QATAR 0 – Come i punti collezionati e come l’empatia che la squadra ha creato con i tifosi di tutto il Mondo. Di solito la storia dell’underdog entusiasma e avvicina tifosi, non è stato il loro caso. Decisamente la più scarsa nazionale vista ad un Mondiale da quando ho memoria (1982). Il voto va anche a tutto il contorno extra calcistico che ha dimostrato, se c’era ancora bisogno, che questa assegnazione Mondiale, di sportivo, aveva nulla.

INFANTINO 2 – Per lui è stato il miglior Mondiale della storia, non poteva dire altro. Ma tra diritti umani calpestati, disuguaglianze accentuate, strane morti, stadi smontabili nel deserto ci sarebbe da scrivere per un anno. La chicca finale della SuperLega Mondiale è da Oscar e per capire la potenza della FIFA, si vadano a cercare i dissensi giornalistici e non, per questa proposta del presidente. Il silenzio è assordante.

MAROCCO 8 – Entrare nella storia è sempre una soddisfazione, loro l’hanno fatto con il botto. A tratti una delle Nazionali che ha giocato meglio, tanto amore per la maglia e orgoglio nazionale. Certo con Amarabat, Ounahi, Hakimi e Ziyech è più facile ma in generale la prima squadra africana ad arrivare ad una semifinale mondiale sarà ricordata a lungo. Lo scontro non solo calcistico con la Francia ha rappresentato un qualcosa di romantico difficilmente replicabile.

GERMANIA 3 – Vederli tornare a casa al primo turno per il secondo mondiale consecutivo ha generato in me una soddisfazione maligna. In generale è il risultato di anni di monopolio della Bavaria che ha quasi azzerato la competitività interna del campionato. Certo, i talenti non mancano e non avere Tavecchio o Gravina a capo del calcio aiuterà la risalita ma per il momento, cari amici tedeschi, assaporatevi questa sensazione che, purtroppo, noi ci portiamo avanti dal 2010.

SPAGNA 4 – Forse ci siamo liberati definitivamente del tiki minkia (cit.) e di tutte le sue varianti, aggiungo io. 2008/2010/2012 sono stati l’apice di una nazionale grazie a giocatori fantastici ed irripetibili. Non aver capito per tempo che erano (e lo saranno sempre) i giocatori a fare la differenza e non i moduli, ha portato a questo risultato. Girone da secondi grazie ai 7 gol a Costa Rica e eliminazione contro il Marocco, lamentandosi del “non” gioco avversario. Benvenuti nella realtà.

MESSI 10 – Non sono un suo fan, ma chiudere la carriera in nazionale così, ti porta direttamente nella leggenda. Questa volta ha veramente preso per mano tutti i suoi compagni e li ha condotti fino alla vittoria finale. Lui era un’altra cosa ma Lionel si è consacrato come quello che più si è avvicinato. Certo vincere il mondiale insieme a Montiel, Acuna e Tagliafico è un’impresa mica da ridere.

C.RONALDO 5 – Non rendersi conto di aver raggiunto la fine è un problema. Lo è ancor di più se si è un giocatore di questa portata. Vincola scelte, vincola tutto e chiudere un mondiale con 0 gol, per lui, maniaco delle sue statistiche personali, è un’onta. Avrebbe meritato una chiusura diversa ma, a volte, la boria va a cavallo e torna a piedi.

ARABIA SAUDITA 7 – Correvano come pazzi, hanno battuto i futuri campioni del Mondo e hanno guadagnato una Rolls Royce a testa. Che gli vuoi chiedere di più? Un dubbio rimarrà sempre, ma se il rigore di Al Dawsari fosse entrato contro la Polonia, che favola si sarebbe potuta scrivere anche su di loro?

BELGIO 1 – Il più grande flop da una decina di anni a questa parte. Giocatori super apprezzati, nazionale sempre tra le favorite e la conclusione è sempre la stessa. A casa. Rullati per bene dal Marocco, salvati per un pelo con il Canada, affossati poi dalla loro arroganza contro i croati. Continueranno a chiedere mega milioni per i loro talenti ma i risultati difficilmente cambieranno.

CROAZIA 9 – Cosa vuoi dire ad una nazione di 4M di abitanti che in 6 mondiali disputati è finita 2 volte terza e una volta seconda? La parabola è discendente ma il carattere e l’orgoglio di questa nazionale è senza fine. Modric è il capitano di un gruppo di uomini veri che da quando la nazionale esiste mettono in campo non solo le loro qualità sportice ma la spinta di un’intera nazione. Se ci fosse stato Ante… (un bacio al mio amico Gian).

DOLBERG 4 – Qualche anno fa non si poteva giocare a calcio senza di lui. Ricordo di aver letto commenti anche qui di gente pronta a bruciarsi per il suo mancato arrivo. Male male, come la sua nazionale ma occhio che gli abbagli di youtube sono sempre dietro l’angolo.

ADANI 3 – Mi limito solo a questo. Chi sa fa. Chi non sa, insegna. Lui ne è l’esempio più fulgido e non ci volevano le telecronache RAI per capirlo.

DESCHAMPS 4,5 – Per perdere un mondiale con quel roster ci voleva un’impresa. Lui ce l’ha fatta. Ghettizzare Benzema, umiliare Giroud, sbagliare l’impostazione della finale, insomma senza Oliviero e il 10, probabilmente avrebbe chiuso prima la sua esperienza.

BRASILE 4,5 – Calcio bailado, professor Tite e poi a casa anche loro. Onestamente mi sembrava il Brasile più scarso da anni a questa parte ma la mediaticità della squadra copre diverse magagne. L’arroganza di far entrare il terzo portiere contro la Corea del Sud è poi stata pagata con la Croazia. E siamo a 20 anni senza mondiale, anche noi ci stiamo avviando verso la strada buona ma essere in loro compagnia ci fa stare meno male.

MBAPPE 9,5 – Solo perchè non ha alzato la coppa ma è un fe-no-me-no. Da solo ha tirato in piedi una finale morta e stramorta. Due attributi cubici per tirare 3 rigori in una finale, senza esitazione. Domenica sera ho pensato a quell’amico che nel 2016 mi disse “Ho visto uno del Monaco che ha 17 anni, una Ira Di Dio”. Nota di colore, il buon Kylian ha fatto il suo esordio in Champions, sostituendo il nostro amatissimo maestro di uncinetto Bakayoko.

DOAN 7,5 – Il ragazzetto giapponese era l’arma segreta di Moriyasu. Biondo platino che evocava ricordi giannineschi in tutti noi ma un piede caldo che ha portato il Giappone a vincere contro Germania e Spagna. Ora me lo aspetto nelle prossime puntate di Capitan Tsubasa prendere lo scettro di Mark Lenders.

INGHILTERRA 4,5 – Anche quest’anno vincerete il prossimo anno. Solita prosopopea intorno alla nazionale più perdente del globo. Non avessero i soldi della Premier sarebbero ancora lì correre come ossessi dietro ad un pallone ovale. D’altronde se le migliori squadre in Inghilterra hanno il 90% di stranieri in campo, allenatori stranieri, proprietari stranier ecc.  che gli vogliamo dire? It’s coming home…maybe next time.

PAREDES 4 – Il gesto contro l’Olanda, qualche decina di anni fa, gli sarebbe costato un dente, oltre a varie escoriazioni. Il tipico bulletto che poi quando si scontra contro qualcuno più grosso di lui (Van Dijk), si eclissa.

NOPPERT 6,5 – Di stima. Me lo ricordo a Foggia, sembrava un Kalac più bello ma sempre con la cagata in canna. Se la gioca bene al suo primo mondiale, in una nazionale che dall’allenatore in giù non brilla per simapatia. Anche per loro vale l’adagio “la prossima volta”…magari.

MICHNIEWICZ 5 – Uno che sembra capitato per caso in panchina. Aveva in mano una nazionale più forte di quello che ha fatto vedere. Non ne ha azzeccata una e si è salvato grazie al portiere che gli ha levato parecchie castagne dal fuoco. Rimpiangere Paulo Sosa è un’altra impresa.

MONDIALI SULLA RAI 2 – Saranno stati gli orari, sarà stata l’assenza dell’Italia, sarà stata l’assenza di una alternativa, per me sono stati un supplizio. Telecronache bolse e tristi. Commentatori da college wrestling americano. Un trito e ritrito di mummie che sono riuscite a farmi addormentare nelle serate più fredde. Pago di più il canone se mi promettete che non prenderete più i diritti di nessuna competizione calcistica al Mondo.

E i vostri voti? Avete qualche chicca che ci siamo dimenticati?

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.