Trova le differenze

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Premetto subito una cosa, vedetelo pure come un mettere le mani avanti, ma non vorrei passare per rosicone: non mi addentro nella querelle se dovessero o meno giocare questo campionato ma quello che mi da fastidio non è tanto abbiano vinto lo scudetto quanto il trattamento a loro riservato dagli scribacchini che popolano la stampa (chiamala stampa) sportiva italiana.

Mi riferisco ovviamente alla loro situazione societaria che sembra molto simile, almeno nell’epilogo, a quella che abbiamo vissuto noi nel 2018.

Riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo a Giugno 2018, quando il nostro ex proprietario deve versare l’ultima tranche del secondo aumento di capitale da 60 mln chiamato dal CdA del Milan. I soldi arrivano a spizzichi e bocconi e Elliott (che aveva fornito al cinese i fondi per completare l’acquisto del Milan) anticipa circa 30 mln di euro. Zio Yongo non riesce a rimborsarli e il fondo statunitense si prende il Milan.

Ricordo che all’epoca tutta la stampa e l’informazione sportiva italiana aveva fatto il toto-bonifico e la live dello stesso per poi profetizzare, una volta subentrato il fondo, un futuro di lacrime e sangue perché si sa, i fondi ragionano così, ristrutturano e rivendono, tagliando i rami secchi e quindi non bisognava aspettarsi chissà cosa dal lato sportivo.

Spostiamoci ora dall’altro lato dei navigli, e torniamo al Maggio del 2021: Suning, proprietaria dell’Inter, non vive un periodo di floride finanze e per continuare a tenersi l’Inter stipula un prestito con il fondo americano Oaktree di circa 275 milioni di euro, da restituirsi entro il 20 Maggio 2024 con un tasso d’interesse annuo di circa il 12%.

Nei 3 anni che intercorrono tra il Maggio 2021 e i giorni nostri le cose per Suning non vanno meglio, anzi, il presidente dell’Inter viene accusato di non aver restituito un prestito di circa 300 mln alla China Bank e la stessa banca intenta una causa per poter aggredire i suoi beni in Italia. Causa che viene vinta con una sentenza del tribunale di Milano datata Marzo 2024 che dichiara aggredibili i beni cinesi in Italia (ma non le quote dell’Inter) ma il presidente in Italia non si vede già da un pezzo. Arriviamo a cavallo del 20 Maggio 2024 e, almeno a quello che sappiamo oggi, Oaktree diventerà il prossimo proprietario dell’Inter perché non è stato saldato il debito.

E proprio qui inizia la disparità di trattamento, i due pesi e le due misure che mi fanno letteralmente impazzire. La stampa italiana da Luglio 2023 non si fa nessuna domanda sul perché Zhang non torni in Italia, sui motivi della sua prolungata assenza e anzi, spesso adduce a molteplici impegni l’impossibilità di stare vicino fisicamente alla squadra. Su Yong Hong Li sono stati scritti fiumi di inchiostro tutti volti a dipingerlo come un faccendiere oscuro, una testa di legno utilizzata per secondi fini che vabbè, forse è meglio lasciar perdere.


Tra un ruggito e una credenza non ha goduto della protezione della stampa

Mentre per i bonifici a spizzichi e bocconi del nostro cinese non si era perso tempo a screditare lui e il Milan, a farne la cronologia sperando sempre nel necrologio, per il prestito nerazzurro da rimborsare è stata sempre predicata calma e sangue freddo da tutte le parti, come fosse un comunicato a reti unite. Con l’avvicinarsi della deadline addirittura ci sono state testate che hanno dato per fatto l’accordo con un altro fondo, per un altro prestito, a tassi quasi vicini all’usura, per coprire quello in scadenza. Insomma, tutto rose e fiori, tutto normale, vedrete che come al solito si sistemerà.

“Zhang-Pimco, sì da 430 milioni e ora per l’Inter comincia il futuro” (fonte Gazzetta dello Sport)

Questo il titolo apparso il 12 Maggio 2024, dove addirittura si dava per ratificato l’accordo il mercoledì successivo con annuncio il venerdì.

Inutile dire che una volta apparso ormai chiaro a tutti come il prestito non verrà rimborsato ci si è subito mossi a chiarire come il futuro sportivo dell’Inter non sia in dubbio: i fondi ristrutturano si, ma nel caso dei cugini non vogliono toccare una macchina perfetta, pronta per vincere di nuovo, anzi, lasceranno il management completo al suo posto per poter permettergli di non depauperare il bene escusso e supporteranno l’ovvio processo di rafforzamento della rosa per affrontare tutte le competizioni della prossima stagione.

Poco importa che l’Inter abbia un bond da 415 milioni in scadenza nel 2027 (e che dovrà rimborsare l’eventuale nuovo proprietario, visto che è in capo all’Inter e non al presidente o ad altre figure) e qualche altro debituccio sparso qua e là che sicuramente non è paragonabile a bruscolini. Di questi numeri nessuno parla, perché sull’altra sponda va sempre tutto bene. Funziona tutto perfettamente e non ci sono nubi minacciose all’orizzonte.

Mentre per il Milan, che ha un bilancio in ordine e sano e potrebbe permettersi di fare il bello e il cattivo tempo sul mercato (cit. Seal) invece serve almeno la cessione di un big per finanziare un mercato i cui nomi sono sempre gli stessi, cioè giocatori e allenatori di medio calibro.

Stendiamo ovviamente un velo pietoso sulla lettera che il presidente ha condiviso sabato scorso con il popolo nerazzurro. Pochissimi hanno fatto notare come effettivamente se contrai un debito l’unico modo per uscirne è ripagarlo, e “soluzione amichevole” e “coinvolgimento significativo” non sono strumenti finanziari che ti permettono di continuare a fare buffi in eterno senza doverne pagare dazio.

Ora, io non so come andranno le cose con l’Inter, né so cosa vogliano farne gli americani della società. So però che se ci sarà bisogno di ristrutturare per rivendere, i passivi dovranno sparire e per farlo dovranno per forza di cose ricorrere al player trading senza però contare sulle plusvalenze creative o sui giovani della primavera venduti a peso d’oro nonostante gli zero minuti in serie A.

Spererei che tutto questo venisse narrato dalla stampa, che avrebbe l’unico scopo di informare e di dare credibilità ad un sistema che ormai sembra vivere nel mondo di Narnia, ma so già che la mia speranza è vana.

“Inter stelle e strisce. Cambio di proprietà più vicino, ma Zhang prova a tenersi il club” (Fonte Gazzetta dello Sport – 20 Maggio 2024)

P.S.: ringrazio di vero cuore Seal, che ha revisionato il mio pezzo per quanto riguarda i numeri che altrimenti non sarebbero stati così precisi!

Ho scoperto il calcio e il Milan forse un po' troppo tardi rispetto alla media dei miei coetanei, ma questo non mi ha impedito di vedere fior fiori di campioni indossare la nostra maglia e di godermi le vittorie, in Italia e nel Mondo, del nostro amato Milan.