Parole, parole, parole, soltanto parole tra noi

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Alla fine Zlatan parlò, per non dire nulla. Certo che chi si aspettava che dicesse cose mirabolanti a mio avviso era fuori strada.
E’ stata una conferenza stampa abbastanza vuota, anche perché si è presentato un non dirigente del Milan, ma bensì un uomo RedBird, che ha ufficializzato un allenatore che non c’era e rappresentava una società assente. Peggio di così per me non potevano fare.
Per non parlare dei giornalisti che hanno fatto domande abbastanza banali, molto probabilmente già tutte concordate. Dove Zlatan ha fatto lo Zlatan con la sua dose di spacconaggine e sicurezza ostentata. Insomma come si dice un’americanata.
Io che giornalista non lo sono e non pretendo nemmeno di esserlo, ma mi limito a mettere nero su bianco qualche mia idea qui al Night, e forse nemmeno tanto bene, in un paio di passaggi due domandine a Zlatan gliele avrei fatte.

“Ho detto a Gerry. Se devo entrare il Milan dev’essere un progetto vincente.” (Z. Ibrahimovic)

Io avrei chiesto Zlatan mi spieghi bene cosa significa Progetto Vincente? perché detta così non vuol dire nulla. Vincente in campo o fuori del Campo? Perché per ora il nostro progetto rimane vincente solo fuori dal campo. E ai tifosi inizia stare stretto questa cosa.
Inizia a stare stretto per semplice fatto che per anni ci avete detto che dovevamo risanare il bilancio, che dovevamo aumentare i ricavi ed il fatturato. Ci siamo fatti un anno di squalifica, a memoria dei club più importanti siamo stati gli unici ad essere penalizzati in questo modo. Che bisognava diminuire il mote ingaggi, che ci volevamo almeno quattro/cinque anni consecutivi di Champions League per vedere certi investimenti.
Ecco io avrei chiesto, ora che tutte queste cose sono state fatte, con il fatturato raddoppiato rispetto a prima e che da due anni il bilancio è in attivo perchè certi investimenti non vogliamo farli? Ci avrete preso in giro? E qui il tifoso inizia ad essere in sofferenza, Soprattutto perché vede cosa fanno dall’altra parte del Naviglio. I rinnovi di Lautaro e Barella fatti alla velocità della luce e a cifre considerevole, malgrado un bilancio disastrato, mentre i nostri rinnovi sono più lunghi della divina commedia. E anche questo sarà un termine di paragone tra i due fondi. Vedremo il tempo e galantuomo.
Ma addirittura si pensa di acquistare solo giocatori di venticinque anni o giù di li. Ma noi non siamo risorti anche per gli acquisti dello stesso Ibrahimovic, Kijaer o Giroud? Ora che se ne sono andati via tutti, chi gestisce uno spogliatoio delicato come il nostro?
Ecco un’altra domanda, mi spieghi a livello tecnico e non commerciale il perché di questa scelta?
Tante domande che non troveranno mai risposta proprio perché nessuno ha il coraggio di farle.

Sempre Ibra ha detto che Maignain, Theo e Leao rimarranno perché sono giocatori forti per poi dire tutto è possibile. Certo le situazioni possono cambiare da un momento all’altro, ma qui non si tiene conto di una cosa ed Ibra lo sa, la carriera dei giocatori è breve ed è giusto che guadagnino ma vorrebbero anche giocare con degli obbiettivi sportivi concreti e non solo immaginari o a parole. E vedere gli altri sollevare trofei non è una cosa sempre piacevole. Fatte voi le debite valutazioni, se siete in grado.

Sulla vicenda Zirkzee molto si è detto, ma che Zlatan mi venga a fare la morale sulle commissioni anche no. Detta da uno che era rappresentato dal Re delle commissioni non è che mi va bene. Che la regola sia sbagliata penso che siamo tutti d’accordo, che debba essere normalizzata siamo altrettanto d’accordo, ma fare una battaglia ideologica da soli con il rischio di perdere il giocatore anche no. Che poi il ragazzo sia l’attaccante giusto per noi sarà il campo a dirlo, come sempre il campo dirà se Fonseca è l’allenatore giusto per noi.

Non sono i nomi a fare le squadre ma tanti altri fattori, a me hanno sempre insegnato che ci deve essere un filo che lega società, allenatore e giocatori. Se questa comunicazione non c’è non si va da nessuna parte.
La mia sensazione è che questa società non voglia spingere troppo per i risultati sportivi. Sicuramente a parole sono i migliori, anche se a livello comunicativo siamo dei pivelli (vero Vercellone, terza stella, io mi accontenterei di provare a vincere la seconda), ma poi sono i fatti quelli che contano.

“Il Milan non vince, fa la Storia, questa è la differenza tra noi e gli altri” (Z. Ibrahimovic)

Il Milan ha fatto la storia quando ha vinto, quando a differenza di altri alzava le coppe o vinceva gli scudetti, non quando ha semplicemente partecipato, i secondi sono i primi dei perdenti e a me non basta partecipare per poi fare lo spettatore ed osservare gli altri. Anche qualche giocatore è stanco di questo, per me sarei già contento di essere competitivo e di giocarmela fino alla fine, poi si sa anche gli episodi hanno la loro importanza. E i giocatori non chiedono la cessione se stanno bene eventualmente qualche dubbio comincia ad esserci. Poi magari mi sbaglio io.

Chiudo con la nazionale, a me questa squadra non dice nulla per tutto lo schifo che c’è dietro. Quando iniziano ad inquadrare Gravina e soci e vedere Marotta che fa quello che vuole anche a Casa Italia per me non ci siamo. Mi dispiace perché una volta la nazionale era un motivo di aggregazione e moltissime volte ha unito tifosi di fede diversa sotto la stessa bandiera. Ma i giocatori erano più semplici e sicuramente più educati dove nessuno avrebbe mai pensato di fare un coro contro un avversario in caso di vittoria, perché poi tutto torna. Sono cose che non apprezzo, anche da parte nostra. Hai vinto? Gioisci, esulta ma lasciamo stare tutto il resto.
Le parole lasciamole agli altri, a noi servono i fatti come nella vita.

Come sempre

W Milan

Harlock

"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.