Milan-Udinese presentazione

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Niente di nuovo dalla trasferta di Napoli, quelli che eravamo siamo ancora. E così il ciclo spaventoso dei tre big match di cui parlavamo dieci giorni fa si è concluso con due sconfitte e un pareggio (che sa più di due punti persi che di un punto guadagnato, come sarebbe anche legittimo aspettarsi da una trasferta a Napoli). Il Milan continua a essere immaturo, poco concreto nei momenti clou, sofferente dal punto di vista fisico e manchevole in quelli che sono i suoi principali alfieri. Per un Giroud che si è risvegliato con la specialità della casa, il colpo di testa, c’è un Reijnders che non ha ancora timbrato nonostante ne abbia avuto più volte occasione, un Leao evanescente, un Theo ancora fuori fase e una situazione generale sul tema infortuni ancora estremamente preoccupante. La trasferta in Campania si è conclusa con quattro giocatori rossoneri che si sono bloccati: Kjaer, Kalulu, Pellegrino e Pulisic. Se non è record, poco ci manca.

Continua quindi un trend preoccupante, su cui spesso ci si è interrogati in questi anni, ma che non ha ancora trovato soluzione. Qualcosa da cambiare probabilmente c’è se gli altri team soffrono molti meno infortuni rispetto a noi. Meno infortuni vuol dire poi meno cambi obbligati, meno partite perse per i titolari indisponibili e quindi meno punti lasciati per strada. Per carità, nel computo totale delle partite perse dai giocatori rossoneri ci sono anche quelle causate da problemi di natura traumatica (vedi Pellegrino a Napoli), ma la maggior parte di quelli occorsi sono di natura muscolare. Qualcuno sta lavorando su questo tema? Sarebbe anche ora, e sarebbe anche tempo di ricevere risposte su questo tema, vista la continuità con cui i giocatori rossoneri si fermano.

Questa sera a Milano arriva l’Udinese, reduce dagli amari 120 minuti di mercoledì in Coppa Italia, durante i quali è maturata la sconfitta subita in casa per mano del Cagliari di Ranieri. Per la formazione friulana si è trattato di una sconfitta sì pesante, ma causata anche dal robusto turnover attuato da Cioffi, anche e soprattutto in ottica Milan. Una lettura anche comprensibile, dal momento che al contrario dei bianconeri il Milan in settimana si è riposato: in questo modo il tecnico friulano ha cercato di “annullare” il gap dell’impegno in più, presentandosi a San Siro con un undici il più fresco possibile. Al momento l’Udinese si trova al quartultimo posto, con 7 punti (come l’Empoli terzultimo): va da sé che gli ospiti – che ricordiamo, al Milan danno spesso e volentieri filo da torcere – hanno necessità impellente di punti. Occhio ovviamente a Samardzic, impegnato in uno stadio che poteva essere suo, ma anche a Lucca. Infine l’esperto Pereyra, in posizione di trequartista, dovrebbe agire difensivamente in fase di costruzione da parte dei rossoneri. Probabile formazione (352): Silvestri; Perez, Bijol, Kabasele; Ebosele, Samardzic, Walace, Lovric, Zemura; Pereyra, Lucca.

Nel Milan assenti Sportiello, Kalulu, Kjaer, Pellegrino, Bennacer, Chukwueze, Pulisic. Probabile venga aggregato in prima squadra il difensore centrale e gioiellino della Primavera Simic. Se non altro dovrebbe tornare in panchina Loftus. Pioli dovrebbe inoltre varare la doppia punta, con Jovic insieme a Giroud e Leao largo a sinistra in un centrocampo a 4. Vedremo… Probabile formazione (442): Maignan; Calabria, Thiaw, Tomori, Theo; Musah, Krunic, Reijnders, Leao; Jovic, Giroud.

C’è bisogno di una reazione, dei tre punti. Non c’è molto altro da dire. Si deve vincere, obbligatoriamente, a maggior ragione ora che ci siamo messi alle spalle un (fallimentare) periodo di match complessi. O ricominciamo a correre da subito, o possiamo anche già ridimensionare la nostra stagione. E farlo a novembre non sarebbe questo granché.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.