Milan-Napoli presentazione

4898

Terzo big match della stagione di Serie A nelle prime sette partite. Inizio scoppiettante per il Milan, non c’è che dire, che dopo la trasferta di Bergamo e il Derby contro i cugini si ritrova ad affrontare il Napoli di Spalletti prima della sosta per le nazionali. Milan che ha cominciato bene la stagione, da dove l’aveva lasciata, come testimoniato non da ultimo dalle vittorie di Genova contro la Sampdoria e di Champions contro la Dinamo Zagabria. Soprattutto i tre punti conquistati in terra ligure sono stati pesantissimi per il modo in cui si era messa la partita. La discutibile espulsione di Leao e la successiva rete del pareggio blucerchiata avrebbero segato le gambe a chiunque, tanto che in quella situazione sarebbe anche stato plausibile aspettarsi più un 1 che un 2 finale. La reazione dei ragazzi è invece stata eccellente, con il rigore conquistato e poi trasformato da Giroud.

Se dobbiamo trovare un segnale preoccupante in questo inizio di stagione, allora possiamo parlare delle reti subite. Siamo finora a 8 in 8 partite in tutte le competizioni, con due soli clean sheet. Non potevamo certo aspettarci la clamorosa prestazione difensiva del termine della scorsa stagione (2 reti subite in 11 incontri), ma forse qualcosa da registrare c’è. La partenza di Kessié, rimpiazzato nell’11 titolare da Bennacer, sicuramente si fa sentire. Probabilmente c’è tuttavia anche qualche incertezza di troppo da parte dei singoli, vedi gli errori di Calabria e Tomori sulla rete di Dzeko o le incertezze collettive in occasione di quella di Brozovic, giusto per fare due esempi. Sicuramente l’avvicendamento a centrocampo tra l’ivoriano e l’algerino ha cambiato gli equilibri della squadra (meno fisica un e più cerebrale), ma qualcosa va ancora finito di registrare, evidentemente.

A San Siro arriva il temibile Napoli di Spalletti, che come un anno fa è partito fortissimo tanto in Italia, quanto in Europa. 20 gol fatti e 5 subiti in 8 match, con un roboante 4-1 al Liverpool a testimoniare l’invidiabile stato di forma dei partenopei. L’impostazione degli azzurri è molto simile a quella del Milan, con il gioco tecnico privilegiato a quello fisico, pochi tocchi di palla, idee chiare e una freccia a sinistra a fare la differenza. Assente per infortunio il bomber Osimhen, mancanza sicuramente pesante, ma meno di quanto sarebbe potuta essere non più tardi di qualche mese fa. Se infatti lo scorso anno il forfait del nigeriano sarebbe significato l’impiego di Mertens o Petagna, oggi Spalletti ha alternative di maggior peso come Raspadori e Simeone. Sarà il primo, con ogni probabilità, a giocare da centravanti questa sera. Per il resto infortunio di Demme che non dovrebbe cambiare troppo le carte in tavola, Napoli quasi al gran completo. Probabile formazione (433): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa, Lobotka, Zielinski; Politano, Raspadori, Kvaratskhelia.

Nel Milan ovviamente drammatica l’assenza di Leao, basti pensare che su 16 reti segnate finora in stagione, in 8 il nome di Rafa appare come marcatore o come uomo assist. Nel Milan, a differenza del Napoli, un vero sostituito del portoghese purtroppo non c’è. Il più simile sarebbe Rebic, ma anche il croato darà forfait per noie fisiche che ormai si stanno accumulando di stagione in stagione (e su questo va fatto un ragionamento serio: per quanto possiamo amare Ante, se nel momento del bisogno sono più le volte in cui non c’è di quelle in cui c’è, ha senso continuare a puntare su di lui?). Probabile che Leao sarà quindi sostituito da Saelemaekers, con Messias a sinistra e CDK in mezzo. Davanti ancora Giroud, spremuto all’inverosimile in questo inizio di stagione. Probabile formazione (4231): Maignan; Calabria, Kalulu, Tomori, Theo; Tonali, Bennacer; Messias, De Ketelaere, Saelemaekers; Giroud.

Parecchio tosta la partita di oggi: va ritrovato lo spirito degli ultimi match dello scorso anno, dove si combatteva tutti insieme con il coltello tra i denti, pronti a soffrire, certo, ma fianco a fianco con i propri compagni. Oggi la squadra dovrà dimostrare della pasta di cui è fatta e di quanto vale, anche senza Leao. La forza è nel gruppo, prima che nel singolo. Dimostriamolo. Forza Milan!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.