
Che Allegri non sia un maestro del bel gioco è fatto assodato. Che Fabregas sia un allenatore di talento pure. Che il Milan non sia particolarmente in salute è davanti agli occhi di tutti. Infine, è palese anche che molti punti (2 contro la Roma, 2 contro l’Inter, 2 contro la Lazio, 2 contro il Como, almeno) siano arrivati grazie alle prodezze di Maignan. Detto questo… è abbastanza divertente come i giudizi del Milan cambino a seconda di come cambia il tempo. Farò un intervento alla Gauro Puma, ma non è possibile che se il Milan vince segnando al primo tiro in porta si dica che è stato fortunato, mentre se pareggia divorandosi occasioni su occasioni si dica che non sa finalizzare. Idem, fa abbastanza divertire vedere come oggi per qualcuno il Milan sia davanti solo perché miracolato grazie a Maignan, mentre due anni fa l’Inter non è stata miracolata a vincere lo Scudetto grazie a Lautaro super capocannoniere. I giudizi che cambiano a seconda di dove tira il vento sono un po’ ridicoli, e la sensazione è che quest’anno tale dinamica sia causata dal nome e cognome di chi siede sulla panchina rossonera. Allegri o piace o non piace. A me non ha mai fatto impazzire, sia chiaro, ma oggi è ciò che al Milan serve. E soprattutto, piaccia o meno, rimane uno degli allenatori più vincenti in Serie A negli ultimi vent’anni. Va preso per ciò che è: un risultatista, per dirla alla Fabregas. E avrà ragione l’allenatore spagnolo: se si rigioca la partita, 8 volte su 10 la vincerà il Como. Lo stesso può valere anche per tanti altri match, magari anche per Como-Bologna. Tipo che se Baturina prova altre 10 volte a fare la giocata che sabato scorso ha portato al pareggio allo scadere, per 8 volte manderà il pallone in curva. Il calcio è così, non una scienza esatta. Se voleva più certezze, Cesc poteva fare l’ingegnere.
Detto questo, che qualcuno lassù preservi Rabiot e Maignan. Giganteschi giovedì, prestazioni maiuscole che hanno quasi da sole portato i tre punti. Dico quasi perché non sono da sottovalutare i recuperi di Saelemaekers, l’assist di Leao, il rigore – seppur calciato così così – di Nkunku. Ma Adrien e Mike sono stati di un altro pianeta. Dal punto di vista della pericolosità offensiva per Cavallo Pazzo sono molto più “semplici” partite come l’ultima giocata rispetto a quelle in casa contro le piccole. Gli spazi si aprono e c’è spazio per gli inserimenti (vedi azione del rigore e della prima marcatura). Oggi probabilmente sarà già più complesso per lui trovare la via del gol. Su Mike che dire: fate presto col rinnovo (per quanto ho la sensazione che queste prestazioni siano legate appunto alla trattativa).
Il Lecce non sarà avversario semplice, come ha potuto sperimentare mercoledì l’Inter. In settimana i salentini si sono difesi con sacrificio e ordine, capitolando dopo un’ora e mezza di barricate. Siebert e Tiago Gabriel saranno il muro da superare, come Ramadani a metà campo che tornerà dalla squalifica. Davanti Stulic sarà il centro boa, con Camarda ancora fuori dai giochi. Occhio a Gandelman, molto pericoloso negli inserimenti. Probabile formazione (433): Falcone; Kouassi, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Gandelman, Ramadani, Coulibaly; Sottil, Stulic, Banda.
Nel Milan unici ballottaggi Loftus-Fofana e Leao-Nkunku. Personalmente propenderei più per l’inglese e il francese. Per il resto formazione confermata rispetto all’ultima uscita con i rientri di Pavlovic e Pulisic. Probabile formazione (352): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Nkunku.
Cerchiamo di dare continuità alla vittoria di Como, considerato che dopo la partita odierna avremo due trasferte toste, a Roma sponda giallorossa e a Bologna. È tempo di stringere i denti. Forza Milan!
Fab
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