Milan-Cagliari presentazione

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Godiamoci ‘sta ultima giornata e via. Se non altro il calcio mancherà per poche settimane, per quanto ancora nemmeno si sappia con certezza granitica quando si tornerà in campo. Che dire di questa stagione? Fino al coronavirus meno che mediocre, poi perlomeno ci siamo un poco divertiti. Comunque vada, ci portiamo qualcosa in saccoccia per il futuro.

In primis Theo Hernandez, uno dei migliori acquisti di tutto lo scorso mercato italiano. Nessuno di noi si aspettava un suo impatto simile, forse solo Maldini. Ha personalità ed estro, capacità di allargare il gioco, di portare pressione offensiva, di segnare. Potrebbe essere valorizzato ulteriormente avanzandolo di qualche metro, o, in alternativa, facendo migliorare la sua fase difensiva. Che bello, però, avere un giocatore da Milan!

Sulla falsa riga di Theo anche Bennacer, che pian pianino è uscito dal guscio e si è imposto a metà campo. Deve ancora ulteriormente migliorare come personalità, ma la strada è giusta. Mi piacerebbe migliorasse anche nelle conclusioni, aggiungendo un’altra freccia alle soluzioni offensive rossonere.

Voglio essere ottimista: mettiamo anche Pioli tra il buono che dobbiamo portarci nella prossima stagione. È un buon allenatore che ha fatto gavetta e sta cercando di imporsi ad alti livelli: la motivazione, dunque, non può mancargli. Vediamo se continuerà a reggere la pressione, se mai dovessero aumentare le responsabilità e gli obiettivi della squadra.

Infine, Rebic, il nostro carro armato. Finalmente un giocatore (un altro, oltre quelli già citati) con abbastanza arroganza e coraggio da prendersi il ruolo di leader. Il futuro dell’attacco è suo.

Oggi chiudiamo contro il Cagliari, autore di una stagione da Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Fino a poco prima di Natale favoloso, poi disastroso. Non ha più nulla da giocarsi – e da tempo -, ma questo non ha impedito ai sardi di battere la Juve Campione d’Italia. La rosa e l’11 sono di buonissimo livello, sicuramente superiore al 13º posto o giù di lì. I sardi dovrebbero schierarsi con un 3-4-1-2. Cragno in porta, Walukiewicz, Ceppitelli e Klavan in difesa, Nandez, Ionita, Ladinetti e Lykogiannis a centrocampo e João Pedro dietro Gagliano e Simeone. Per il Milan, invece, l’ormai solito 4-2-3-1. Gigio in porta (aspettando il rinnovo), Calabria, Kjaer, Gabbia e Theo in difesa, Bennacer e Kessié a filtrare e costruire, Castillejo, Calhanoglu e Bonaventura dietro Ibrahimovic.

Altre analisi sono superflue: piuttosto, nelle prossime settimane potremo e dovremo analizzare uno a uno i rendimenti dei giocatori rossoneri. Un mercato chirurgico ci sta, anzi, forse è proprio l’ideale: a maggior ragione va quindi analizzato perfettamente l’andamento dei giocatori, correggendo i punti deboli ed esaltando quelli di forza. Questi ultimi mesi ci hanno mostrato che siamo meglio di quanto pensassimo. Questo non ci deve far montare la testa, ma anche sottovalutarci continuamente non ha nessun beneficio pratico. Ho tanta voglia che il Milan continui a segnare e vincere… speriamo davvero che questo finale di stagione sia una volta per tutte di buon auspicio per il futuro e che l’epilogo odierno sia un punto di partenza.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.