Che direzione stiamo prendendo

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L’Europeo è finito come doveva finire, con una debacle epocale. Io non ho ricordi di una nazionale così poco tecnica e soprattutto così arrendevole. Una cosa imbarazzante. Ma non è altro che il risultato di un movimento, quello calcistico, in completo disarmo.
Dal mondiale 2006 in poi salvo qualche eccezione è stata una continua discesa che non riesce a trovare un freno. Da quella notte di Berlino ai mondiali abbiamo ottenuto questi risultati:

2010 fuori ai gironi
2014 fuori ai gironi
2018 non qualificati
2022 non qualificati

Agli Europei
2008 fuori ai quarti ai rigori
2012 finale persa contro la Spagna con una gara non giocata
2016 eliminati ai quarti ai rigori
2021 Campioni d’europa
2024 eliminati agli ottavi ma potevamo già essere fuori con la Croazia

Per non parlare delle Olimpiadi che penso siamo assenti dal 2004 e dell’Under 21 che una volta vinceva Europei a raffica.

Ora capite che a parte quella vittoria dell’europeo di tre anni fa i nostri risultati sono catastrofici, nel mentre le nostre Under vincono gli Europei di categoria e giocano finali mondiali. Quindi teoricamente sotto qualcosa di buono c’è.
Quella vittoria inglese non ha fatto altro che nascondere i problemi di un movimento in crisi d’identità e di moralità.
Un sistema che sta portando alla deriva uno dei sport più belli al mondo.
Dopo la non qualificazione ai mondiali russi del 2018 l’allora presidente Tavecchio e Ventura ebbero il coraggio di dimettersi, Gravina dopo una non qualificazione ai mondiali da campioni d’Europa in carica e questo Europeo giocato in maniera indegna non ha nemmeno l’umiltà ed il coraggio di farsi da parte, perché i valori umani e morali non ci sono più.
Ma vi sembra normale che Marotta, presidente dell’Inter soggiorni nel ritiro azzurro? Allora tutti i presidenti o dirigenti delle altre società hanno anche loro diritto e possono andare a soggiornare nel ritiro della nazionale. Sono basito. A pensar male si fa presto.
Ripeto questo risultato è solo la naturale conseguenza del movimento che ci rappresenta, dove giocatori vengono convinti ad essere quello che non sono anche per valutazioni iperboliche che deve andare a sanare altre mancanze del sistema che fa acqua da tutte le parti.
Giocatori che di tecnico hanno ben poco, possiamo definirli atleti, giocatori di calcio a mio avviso no.
E’ tutto che non funziona e finché non si avrà la voglia di rifondare il sistema calcio sarà sempre peggio. Ragazzini che non hanno più i fondamentali, che non sanno usare il piedi destro e il sinistro, che non sanno stoppare la palla, che non sanno fare un uno contro uno o due contro due sia difensivo che offensivo. Ragazzi che quando escono dai settori giovanili vengono usati come merce di scambio o servono per monetizzare sulla loro pelle, perché i settori giovanili una volta servivano per formare, in silenzio, giocatori per la prima squadra, ora servono per sistemare il bilancio. Null’altro.
Ma la cosa più grave è che ci stanno facendo perdere l’orgoglio di tifare per la nazionale, ci hanno tolto quel senso di appartenenza, dove vero che c’erano i blocchi anche una volta ma non esistevano juventini, interisti o milanisti. Erano giocatori della nazionale. Ho esultato per i gol di Paolo Rossi in Spagna 82, di Altobelli nel 1986, ho vissuto le notti magiche di Schillaci e i gol americani di Baggio. Ho sofferto per la traversa di Di Biagio a Francia 98, fino a Germania 2006, poi una lenta discesa fino ai giorni nostri. Schiavi di un mondo, quello pallonaro, che sta diventando invivibile sempre più in mano ai procuratori e a dirigenti che hanno il solo interesse di intascare soldi. Per questo io non riesco più a guardare la nazionale, per quello che rappresenta, anche con convocazioni non per merito.

Cosa dire del Milan, un piccolo parallelo con la nazionale c’è, è uguale il senso di vuoto e di smarrimento che ho. Oramai lo abbiamo detto e lo stiamo dicendo da mesi che siamo in mano ad una società a mio avviso poco preparata, che vuole portare un modello americano che a Noi tifosi non può piacere ma che dobbiamo farcelo andare bene per forza. Il modello Nba qui non è replicabile non è nella nostra cultura, dove anche lì a rotazione vincono sempre più o meno gli stessi team, ma dove a livello economico vincono tutte e si fumano il sigaro assieme. Qui siamo in Italia, e io che sono tifoso dell’AcMilan1899 voglio tornare a sognare, ad entusiasmarmi anche nel calcio mercato, perché i sogni nascono da lì. Acquistare il grande giocatore, idealizzare come può giocare assieme agli altri campioni. Io ho sognato con Jordan e Serena, ho idealizzato per Hateley assieme a Virdis o Paolo Rossi, tralasciando i campioni dell’epoca Berlusconi. Al campetto ognuno di noi sognava di essere qualcuno, Io sono Baresi, io Tassotti, io Verza, c’erano anche qualche Platini o qualche Rummenigge, ma per tutti era uguale il sogno. Invece i dirigenti attuali hanno spento i sogni di molti Noi tifosi vecchi. Molto probabilmente ai giovani di adesso va bene così, ma non ne sono così convinto. E ora parlano solo dell’Under 23 perché sono bravi a nascondere le loro mancanze o a spostare gli obiettivi a comodo. Gettano semplicemente fumo nei nostri occhi.
Ogni raduno estivo era sempre una emozione per scoprire i volti nuovi, gli acquisti, era un sogno.

Ora si presenta un allenatore assente, che viene presentato da un non dirigente che deve rappresentare una società non presente. Solo noi siamo capaci di questo. Solo noi del Milan abbiamo un presidente che va via cinque minuti prima, che parla male di un dirigente licenziato, nonché monumento della nostra storia, che dice che se gli fanno la proposta giusta vende il nostro miglior giocatore della rosa, che si ricorda di essere il nostro presidente solo quando deve dire un paio di fesserie. Abbiamo un direttore sportivo che non si capisce come eserciti questo ruolo e che con parametri suggerisca i giocatori da visionare. Fosse per me gli toglierei il computer dalle mani e lo lancerei fuori dalla finestra di Casa Milan. Sull’Ad non mi esprimo. Abbiamo una società dove non funziona nulla e non hanno nessuna competenza nel ricoprire i loro ruoli, ma solo tanta presunzione ed arroganza.

Tutto questo sistema abbastanza malsano sia azzurro che rossonero mi sta portando via i miei sentimenti e la direzione che sta prendendo non mi piace. E non so finché seguirò questo carrozzone falso ed ipocrita.

Come sempre

W Milan

Harlock

"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.